lunedì 7 gennaio 2013

Ecoambiente discarica Borgo Montello il progetto che Clini vuole approvare per decreto

Alla Regione Lazio Dipartimento Territorio Direzione Regionale Ambiente Area 2J/04 V.I.A. Via del Tintoretto, 432 00142 Roma e p.c. Provincia di Latina Settore Ecologia e Ambiente Via Fabio Filzi, 39 04100 - Latina Comune di Latina Assessorato Ambiente Piazza del Popolo, 1 04100 – Latina OGGETTO: Istanza di procedura integrata di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale ai sensi dell’art.1 c. 21 della L.R. 14/08, redatta in conformità dell’art.23 del D. Lgs n.152/2006 e s.m.e i. e dell’art.5 del D. Lgs.n..59/2005 e s.m. e i. “Complesso Impiantistico per il trattamento, recupero e valorizzazione di rifiuti non pericolosi - Discarica per rifiuti non pericolosi: Aumento della volumetria autorizzata per un quantitativo di 200.000 ton – Sistema di trattamento TMBAAS dei rifiuti urbani indifferenziati ”, nel Comune di Latina , Provincia di Latina, in località Borgo Montello Il sottoscritto Avv. Bruno Landi, in qualità di legale rappresentante della Società Ecoambiente S.r.l., con sede legale in Corso della Repubblica n. 238, Comune di Latina, Prov. di Latina, CAP 04100, C.F. 00682660550, P. IVA 01899930596, Tel: 0773/41181-457219, Fax: 0773/411091-458009, mail: amministrazione@ecoambiente.latina.it, presenta ISTANZA Di procedura integrata di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale in quanto l’intervento rientra nelle categorie progettuali: di cui al punto 5 dell’Allegato I del D.Lgs. 59/05 e s.m. e i. • 5.3 – Impianti per l’eliminazione dei rifiuti non pericolosi quali definiti nell’Allegato 11A della direttiva 75/442/CEE ai punti D8 e D9 con capacità superiore a 50 tonnellate al giorno; • 5.4 – Discariche che ricevono più di 10 tonnellate giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti; e alla categoria progettuale di cui all’Allegato III del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m. e i.: • n) – Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità superiore alle 100 t/giorno, mediante operazioni di incenerimento o di trattamento di cui all’allegato B, lettere D9, D10 e D11, ed allegato C, lettera R1, della parte quarta del D. Lgs. 152/06; • p) – Discariche di rifiuti urbani non pericolosi con capacità complessiva superiore a 100.000 mc (operazioni di cui all’allegato B, lettere D1 e D5, della parte quarta del D. Lgs. 152/06); discariche per rifiuti speciali non pericolosi (operazioni di cui all’allegato B, lettere D1 e D5, della parte quarta del D. Lgs. 152/06), ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti con capacità complessiva sino a 100.000 mc. DICHIARA: che si tratta di modifica/ampliamento di opera esistente; • che ricade totalmente o parzialmente in area protetta e/o SIC e ZPS denominata ___________; • che ricade in area soggetta ai seguenti vincoli paesaggistici:_____________________; ALLEGA ALLA PRESENTE ISTANZA: • n 3 copie del progetto, composto dai seguenti documenti: o E.01 – Relazione Tecnica o E.02 – Piano di gestione operativa o E.03 – Piano di gestione post-operativa o E.04 – Piano di sorveglianza e controllo o E.05 – Piano di ripristino ambientale o E.07 - Relazione Idrogeologica o Elaborati grafici:  Tav. 01 – Inquadramento territoriale  Tav. 02 – Inquadramento cartografico  Tav. 03 – Rilievo dell’area  Tav. 04 – Planimetria con celle BAAS a vuoto  Tav. 05 – Sezioni a vuoto  Tav. 06 – Planimetria con celle BAAS a pieno  Tav. 07 – Sezioni a pieno  Tav. 08 – Diagramma tecnologico  Tav. 09 – Particolari celle BAAS  Tav. 10 – Fasi di realizazzione celle BAAS  Tav. 11 – Impianto di tritovagliatura  Tav. 12 – Particolari chiusura capping  Tav. 13 – Biofiltro; • scheda di sintesi del progetto (relativa alle categorie progettuali indicate sul sito nella sezione elaborati progettuali e documenti da presentare) • n 3 copie dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) redatto in conformità dell’Allegato VII; • n.3 copie della Sintesi non tecnica; • n. 1 copia in originale del quotidiano “Il Tempo” del giorno 5 luglio 2012 contenente l’avviso pubblico di attivazione della procedura; • n.2 copie su supporto informatico del progetto, del SIA e della Sintesi non tecnica. • n.2 copie delle Schede A.I.A. e del Piano di monitoraggio più un terzo supporto contenente i principali elaborati del progetto e dello studio di impatto ambientale per la pubblicazione del sito web • Elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, nulla osta, pareri, etc, già acquisiti o da acquisire ai fini della realizzazione e dell’esercizio dell’opera (Allegato A). • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio a firma del professionista che ha predisposto lo studio d’impatto ambientale (Allegato B) DICHIARA: che copia del progetto, del S.I.A. e della sintesi non tecnica sono stati già depositati presso: 1. Regione Lazio – Dipartimento Programmazione Economica e Sociale - Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti - Area Ciclo Integrato dei Rifiuti – Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma 2. Provincia di Latina, Settore Ecologia e Ambiente - Via Fabio Filzi, 39 - 04100 Latina 3. Comune di Latina, Assessorato Ambiente – Piazza del Popolo, 1 – 04100 Latina di essere informato che, nel caso in cui non ci si avvalga della facoltà prevista dall’art. 9, comma 4 del D.Lgs. 152/06, l’Amministrazione si riterrà libera di consentire l’accesso al pubblico sia mediante visione che estrazione di copia della documentazione progettuale depositata, nonché di diffondere nell’ambito del sito istituzionale dell’Ente, la documentazione predetta. Consapevole delle sanzioni penali previste nei casi di dichiarazioni mendaci, di falsità in atti di cui all’art.76 del D.P.R. 445/2000e della decadenza dai benefici di cui all’art.75 del decreto. Latina, lì 5 luglio 2012 FIRMA DEL PROPONENTE Informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30/06/2003, n.196 recante ulteriori disposizioni sul trattamento dei dati personali. La Regione Lazio è autorizzata al trattamento dati raccolti, anche con l’utilizzo di mezzi informatici, esclusivamente per il procedimento amministrativo per il quale la dichiarazione viene resa e alla diffusione, in coerenza con le disposizioni di cui al D.Lgs. 195/2005 e alla normativa di settore, nell’ambito del sito istituzionale dell’Ente. ALLEGATO A ELENCO DEI PARERI AMBIENTALI CORRELATI ALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Il sottoscritto Avv. Bruno Landi, in qualità di legale rappresentante della Società Ecoambiente S.r.l., con sede legale in Corso della Repubblica, 238 – 04100 Latina DICHIARA che il progetto indicato ha già acquisito o richiesto le seguenti autorizzazioni, concessioni, nulla osta, pareri ambientali etc. SI NO Nulla osta vincolo idrogeologico X Parere geologico X Autorizzazione compatibilità paesaggistica X Autorizzazione beni archeologici X Parere di valutazione di incidenza X Nulla osta ente gestore aree protette X Parere idraulico X Autorizzazione agli scarichi sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo X Autorizzazione trasformazione aree boscate X Autorizzazione emissioni in atmosfera X Nulla osta impatto acustico ambientale X Altri pareri: Determinazione AIA n. B0605 del 25/02/2009 Determinazione AIA n. B3693 del 13/08/2009 Istanza di variante non sostanziale prot. n. 142 del 08/05/2012 X Le autorizzazioni, intese, pareri etc, qualora acquisite dovranno essere allegate alla presente istanza. In mancanza, il soggetto proponente dovrà allegare alla presente, copia delle richieste già inoltrate all’autorità competente al rilascio delle medesime. Latina, lì 5 luglio 2012 Firma del proponente Alla Regione Lazio Dipartimento Territorio Direzione Regionale Ambiente Area 2J/04 V.I.A. Via del Tintoretto, 432 00142 Roma e p.c. Provincia di Latina Settore Ecologia e Ambiente Via Fabio Filzi, 39 04100 - Latina Comune di Latina Assessorato Ambiente Piazza del Popolo, 1 04100 – Latina OGGETTO: Istanza di procedura integrata di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale ai sensi dell’art.1 c. 21 della L.R. 14/08, redatta in conformità dell’art.23 del D. Lgs n.152/2006 e s.m.e i. e dell’art.5 del D. Lgs.n..59/2005 e s.m. e i. “Complesso Impiantistico per il trattamento, recupero e valorizzazione di rifiuti non pericolosi - Discarica per rifiuti non pericolosi: Aumento della volumetria autorizzata per un quantitativo di 200.000 ton – Sistema di trattamento TMBAAS dei rifiuti urbani indifferenziati ”, nel Comune di Latina , Provincia di Latina, in località Borgo Montello Il sottoscritto Avv. Bruno Landi, in qualità di legale rappresentante della Società Ecoambiente S.r.l., con sede legale in Corso della Repubblica n. 238, Comune di Latina, Prov. di Latina, CAP 04100, C.F. 00682660550, P. IVA 01899930596, Tel: 0773/41181-457219, Fax: 0773/411091-458009, mail: amministrazione@ecoambiente.latina.it, presenta ISTANZA Di procedura integrata di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale in quanto l’intervento rientra nelle categorie progettuali: di cui al punto 5 dell’Allegato I del D.Lgs. 59/05 e s.m. e i. • 5.3 – Impianti per l’eliminazione dei rifiuti non pericolosi quali definiti nell’Allegato 11A della direttiva 75/442/CEE ai punti D8 e D9 con capacità superiore a 50 tonnellate al giorno; • 5.4 – Discariche che ricevono più di 10 tonnellate giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti; e alla categoria progettuale di cui all’Allegato III del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m. e i.: • n) – Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità superiore alle 100 t/giorno, mediante operazioni di incenerimento o di trattamento di cui all’allegato B, lettere D9, D10 e D11, ed allegato C, lettera R1, della parte quarta del D. Lgs. 152/06; • p) – Discariche di rifiuti urbani non pericolosi con capacità complessiva superiore a 100.000 mc (operazioni di cui all’allegato B, lettere D1 e D5, della parte quarta del D. Lgs. 152/06); discariche per rifiuti speciali non pericolosi (operazioni di cui all’allegato B, lettere D1 e D5, della parte quarta del D. Lgs. 152/06), ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti con capacità complessiva sino a 100.000 mc. DICHIARA: che si tratta di modifica/ampliamento di opera esistente; • che ricade totalmente o parzialmente in area protetta e/o SIC e ZPS denominata ___________; • che ricade in area soggetta ai seguenti vincoli paesaggistici:_____________________; ALLEGA ALLA PRESENTE ISTANZA: • n 3 copie del progetto, composto dai seguenti documenti: o E.01 – Relazione Tecnica o E.02 – Piano di gestione operativa o E.03 – Piano di gestione post-operativa o E.04 – Piano di sorveglianza e controllo o E.05 – Piano di ripristino ambientale o E.07 - Relazione Idrogeologica o Elaborati grafici:  Tav. 01 – Inquadramento territoriale  Tav. 02 – Inquadramento cartografico  Tav. 03 – Rilievo dell’area  Tav. 04 – Planimetria con celle BAAS a vuoto  Tav. 05 – Sezioni a vuoto  Tav. 06 – Planimetria con celle BAAS a pieno  Tav. 07 – Sezioni a pieno  Tav. 08 – Diagramma tecnologico  Tav. 09 – Particolari celle BAAS  Tav. 10 – Fasi di realizazzione celle BAAS  Tav. 11 – Impianto di tritovagliatura  Tav. 12 – Particolari chiusura capping  Tav. 13 – Biofiltro; • scheda di sintesi del progetto (relativa alle categorie progettuali indicate sul sito nella sezione elaborati progettuali e documenti da presentare) • n 3 copie dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) redatto in conformità dell’Allegato VII; • n.3 copie della Sintesi non tecnica; • n. 1 copia in originale del quotidiano “Il Tempo” del giorno 5 luglio 2012 contenente l’avviso pubblico di attivazione della procedura; • n.2 copie su supporto informatico del progetto, del SIA e della Sintesi non tecnica. • n.2 copie delle Schede A.I.A. e del Piano di monitoraggio più un terzo supporto contenente i principali elaborati del progetto e dello studio di impatto ambientale per la pubblicazione del sito web • Elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, nulla osta, pareri, etc, già acquisiti o da acquisire ai fini della realizzazione e dell’esercizio dell’opera (Allegato A). • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio a firma del professionista che ha predisposto lo studio d’impatto ambientale (Allegato B) DICHIARA: che copia del progetto, del S.I.A. e della sintesi non tecnica sono stati già depositati presso: 1. Regione Lazio – Dipartimento Programmazione Economica e Sociale - Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti - Area Ciclo Integrato dei Rifiuti – Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma 2. Provincia di Latina, Settore Ecologia e Ambiente - Via Fabio Filzi, 39 - 04100 Latina 3. Comune di Latina, Assessorato Ambiente – Piazza del Popolo, 1 – 04100 Latina di essere informato che, nel caso in cui non ci si avvalga della facoltà prevista dall’art. 9, comma 4 del D.Lgs. 152/06, l’Amministrazione si riterrà libera di consentire l’accesso al pubblico sia mediante visione che estrazione di copia della documentazione progettuale depositata, nonché di diffondere nell’ambito del sito istituzionale dell’Ente, la documentazione predetta. Consapevole delle sanzioni penali previste nei casi di dichiarazioni mendaci, di falsità in atti di cui all’art.76 del D.P.R. 445/2000e della decadenza dai benefici di cui all’art.75 del decreto. Latina, lì 5 luglio 2012 FIRMA DEL PROPONENTE Informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30/06/2003, n.196 recante ulteriori disposizioni sul trattamento dei dati personali. La Regione Lazio è autorizzata al trattamento dati raccolti, anche con l’utilizzo di mezzi informatici, esclusivamente per il procedimento amministrativo per il quale la dichiarazione viene resa e alla diffusione, in coerenza con le disposizioni di cui al D.Lgs. 195/2005 e alla normativa di settore, nell’ambito del sito istituzionale dell’Ente. ALLEGATO A ELENCO DEI PARERI AMBIENTALI CORRELATI ALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Il sottoscritto Avv. Bruno Landi, in qualità di legale rappresentante della Società Ecoambiente S.r.l., con sede legale in Corso della Repubblica, 238 – 04100 Latina DICHIARA che il progetto indicato ha già acquisito o richiesto le seguenti autorizzazioni, concessioni, nulla osta, pareri ambientali etc. SI NO Nulla osta vincolo idrogeologico X Parere geologico X Autorizzazione compatibilità paesaggistica X Autorizzazione beni archeologici X Parere di valutazione di incidenza X Nulla osta ente gestore aree protette X Parere idraulico X Autorizzazione agli scarichi sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo X Autorizzazione trasformazione aree boscate X Autorizzazione emissioni in atmosfera X Nulla osta impatto acustico ambientale X Altri pareri: Determinazione AIA n. B0605 del 25/02/2009 Determinazione AIA n. B3693 del 13/08/2009 Istanza di variante non sostanziale prot. n. 142 del 08/05/2012 X Le autorizzazioni, intese, pareri etc, qualora acquisite dovranno essere allegate alla presente istanza. In mancanza, il soggetto proponente dovrà allegare alla presente, copia delle richieste già inoltrate all’autorità competente al rilascio delle medesime. Latina, lì 5 luglio 2012 Firma del proponente INDICE 1. PREMESSA 2 2. VOLUMETRIE AGGIUNTIVE 9 3. DESCRIZIONE DEL SISTEMA TMBAAS 11 4. INTERAZIONI PROGETTO-AMBIENTE 13 4.1 Atmosfera 15 4.1.1 Dispersione degli inquinanti in atmosfera 17 4.2 Ambiente idrico 19 4.3 Suolo e Sottosuolo 21 4.4 Flora e fauna 21 4.5 Salute pubblica 22 4.6 Rumori e vibrazioni 24 4.7 Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 25 4.8 Paesaggio 25 5. VALUTAZIONI ANALITICHE E CONCLUSIVE DEL SIA 26 1. PREMESSA La discarica per rifiuti non pericolosi attualmente attiva – c.d. “Nuovo e distinto invaso” - sita in località Borgo Montello, gestita dalla società Ecoambiente S.r.l., è stata autorizzata con Determinazione Regionale n. B0605 del 25 febbraio 2009 per una volumetria abbancabile totale di 400.000 m3, ovvero circa 360.000 ton. L’invaso esistente è stato impostato su aree mai utilizzate precedentemente per l’abbancamento dei rifiuti, è stato realizzato interamente in scavo e prevede a fine abbancamenti la restituzione delle quote di piano campagna. L’invaso è del tutto autonomo, sia dal punto di vista gestionale che dei presidi di salvaguardia e controllo ambientale, dalla precedente discarica che ha esaurito le volumetrie autorizzate il 6 ottobre 2009 ed è entrata in fase di post gestione il 21 maggio 2012 con Determinazione Regionale n. B03017. Il nuovo invaso è stato realizzato con un sistema di impermeabilizzazione per il fondo e il capping finale che offre una “sicurezza rafforzata”, rispetto ai sistemi multistrato richiesti dalla normativa vigente e a quanto di norma utilizzato nel settore, in quanto ha previsto per il fondo uno strato di argilla con uno spessore di 1,5 metri (di norma 1 m) e l’aggiunta di un telo in HDPE da 2,5 mm e un materassino bentonitico, e per il capping finale l’aggiunta di un materassino bentonitico. Il nuovo invaso ha iniziato la sua attività il 6 ottobre 2009 e alla data del 31 maggio 2012 sono state abbancate 308.525,66 ton di rifiuti così suddivise: • Rifiuti Solidi Urbani: 260.183,54 ton • Rifiuti Speciali non pericolosi: 48.342,12 con una media annuale di circa 112.200 ton/anno, ossia circa 9.350 ton/mese. La volumetria residua di circa 60.000 ton permetterà di smaltire rifiuti ancora per poco più di 6 mesi, ossia fino a tutto novembre 2012. Considerando che il completamento del sistema impiantistico nella Provincia di Latina, tra cui quello proposto dalla stessa Ecoambiente, la cui realizzazione partirà a breve dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato del 13/04/2012 che ha accolto il ricorso presentato dalla Società, è previsto entro la fine 2014, le attuali volumetrie residue non possono garantire l’integrale smaltimento dei rifiuti fino a tale data. Con la presente istanza si richiede pertanto un aumento della volumetria autorizzata con Determinazione n. B0605 del 25 febbraio 2009 (A.I.A.) per un quantitativo di 200.000 m3 portandola complessivamente a 600.000 m3, garantendo quindi l’autonomia di smaltimento fino a fine 2014. La volumetria richiesta ricomprende i 40.000 m3 di cui all’istanza prot. 142 del 8 maggio 2012 (che si allega) richiesti a suo tempo per assicurare la continuità del trattamento dei rifiuti all’interno del bacino servito. La volumetria aggiuntiva potrà essere recuperata, a conclusione degli assestamenti, rispettando le quote “a piano campagna” del progetto approvato con Determinazione n. B0605 del 25 febbraio 2009 (A.I.A.), in quanto: a) Nel corso di questi quasi tre anni di attività il rifiuto è stato triturato prima di essere abbancato in discarica (condizione non prevista in fase di progetto) pertanto si è potuto ottenere un indice di compattazione maggiore del previsto (1 m3/ton) con il conseguente aumento dei quantitativi abbancabili per metro cubo di discarica. Questa operazione ha prodotto un aumento della volumetria di circa 50.000 m3 (circa 12% sul totale autorizzato). b) La triturazione dei rifiuti in ingresso ha permesso di ottimizzare il quantitativo di terreno utilizzato per la gestione degli abbancamenti e per le coperture giornaliere permettendo di recuperare ulteriori 20.000 m3 (circa 5% sul totale autorizzato). c) A valle dell’esperienza maturata nel corso della gestione del vecchio lotto e in base a specifici studi e sperimentazioni documentate in diverse pubblicazioni si può prevedere che gli assestamenti a 5 anni, come meglio specificato al capitolo 2, saranno circa il 20%-30% dello spessore iniziale dei rifiuti. Lo spessore dei rifiuti a fine coltivazione è previsto in circa 12 m pertanto il cedimento previsto sarà di almeno 2,5-3,5 m, ossia circa 1,5 m in più rispetto a quello previsto nel progetto approvato. Questo maggiore assestamento produrrà una volumetria aggiuntiva di circa 70.000 m3 su tutta l’area di discarica (circa 50.000 m2). Infine ulteriori 60.000 m3 potranno essere recuperati, come meglio di seguito specificato, mediante l’utilizzo del sistema TMBAAS di cui con la presente, contestualmente alla istanza di aumento volumetrico, si richiede l’autorizzazione. Il sistema TMBAAS è un innovativo sistema di trattamento meccanico biologico che permette di rispondere, per la fase transitoria, alle richieste inoltrate dalla Regione Lazio con nota n. prot. 184 del 06 aprile 2012 (inviata alla scrivente Ecoambiente oltre che ai Comuni della Provincia di Latina) nonché ai dettami dell’articolo 7 (Rifiuti ammessi in discarica) del D.Lgs. 36/03 che stabilisce che i rifiuti possono essere collocati definitivamente in discarica solo dopo trattamento. In particolare si recepisce quanto indicato nella procedura d’infrazione della Commissione della Comunità Europea n.2011/4021 del 17 giugno 2011, con la quale la Commissione ha ritenuto sostanziale che venga prevista una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei RSU prima del conferimento dei rifiuti in discarica. Il sistema si propone di sopperire temporaneamente alla carenza impiantistica del bacino della Provincia di Latina per il tempo necessario per portare alla piena operatività gli impianti previsti, oltre a coadiuvare l’esistente impianto TMB di Aprilia, al momento non dotato della sezione di trattamento biologico. Questo sistema è stato già ampiamente sperimentato in discariche del Nord Italia per oltre 10 anni. La sperimentazione è stata documentata in diverse pubblicazioni e relazioni presentate in seminari nazionali e internazionali . Il sistema proposto è basato sulle tecnologie in uso nei processi di trattamento chiamati T.M.B. (trattamento meccanico biologico). Infatti è composto, oltre che dalla sezione di triturazione con annessa sezione di recupero del ferro già presente in discarica (così come richiesto con nota n. 122355 del 30.06.2009, con la quale la Regione Lazio ha richiesto ai gestori di discariche per rifiuti non pericolosi prive di impianti di trattamento a monte, quale la Ecoambiente s.r.l., di dotarsi del suddetto sistema, secondo quanto indicato dalla Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 14963 del 30.06.2009) da una sezione di vagliatura e da una sezione di stabilizzazione della frazione organica. Il sistema consente di far avvenire le trasformazioni biologiche necessarie alla maturazione della frazione organica all’interno di strutture a questo specificatamente deputate poste direttamente in situ e, in particolare, direttamente all’interno dell’area adibita allo stoccaggio, in modo confinato e isolato rispetto ai rifiuti precedentemente abbancati e in grado di minimizzare i possibili impatti ambientali. La soluzione individuata prevede la realizzazione, in due fasi successive, di celle BAAS (Bioreattore Aerobico-Anaerobico Statico) direttamente sui rifiuti abbancati: 1. In una prima fase, le celle BAAS verranno realizzate sulla porzione di invaso attualmente chiusa dove verrà rimosso il sistema di copertura provvisorio, realizzato con un telo in HDPE da 1 mm, e verrà asportato uno spessore di circa 2 m dei rifiuti precedentemente abbancati al fine di poter rispettare, a conclusione degli assestamenti, le quote “a piano campagna” del progetto approvato con Determinazione n. B0605 del 25 febbraio 2009 (A.I.A.). I rifiuti rimossi verranno abbancati nel lotto attualmente attivo. 2. In una seconda fase, la realizzazione delle celle BAAS proseguirà sulla restante parte dell’invaso, attualmente in fase di coltivazione, direttamente sui rifiuti abbancati. Le celle BAAS verranno approntate quando mancheranno 2 metri dalla quota di chiusura prevista in progetto al fine di poter rispettare, a conclusione degli assestamenti, le quote “a piano campagna”. Le celle BAAS sono un reattore statico nel quale la sostanza organica è sottoposta ad un processo misto aerobico-anaerobico che permetterà la stabilizzazione della sostanza organica selezionata dai rifiuti. Nelle celle BAAS verranno garantiti fenomeni naturali di degradazione aerobica grazie all’estrazione continua di opportune quantità d’aria e al controllo dell’umidità e della temperatura. Al termine della fase aerobica la cella viene chiusa in modo da favorire le condizioni anaerobiche, con conseguente produzione di biogas. La frazione secca proveniente dalla sezione di trito vagliatura verrà conferita direttamente nell’invaso esistente secondo le attuali e consolidate modalità. Il processo, oltre a rispondere al dettato normativo, consente benefici nei termini di: - migliori condizioni di impatto ambientale; - maggiore produzione di biogas; - rapidità della mineralizzazione; - ottimizzazione delle volumetrie disponibili; - economicità rispetto alle alternative praticabili. Il sistema inoltre permetterà di ottenere un elevato standard di sicurezza degli operatori in discarica. A valle delle indicazioni riportate nel presente studio è possibile affermare che il sistema proposto comporterà una riduzione dell’impatto ambientale previsto nel progetto approvato. L’abbancamento della sola frazione secca in discarica comporterà i seguenti vantaggi: • recupero di ulteriori volumetrie grazie ad una migliore compattazione del rifiuto e ad un minore utilizzo di terreno di copertura • produzione di percolato più povero in sostanze organiche • azzeramento degli odori dovuti alla degradazione della sostanza organica • sensibile riduzione di gabbiani, roditori ed insetti. L’abbancamento della frazione organica nelle celle BAAS assicurerà: • migliore captazione del biogas prodotto • minore produzione di odori e completo trattamento dell’aria aspirata in appositi biofiltri • riduzione della produzione di percolato • confinamento della frazione organica e quindi sensibile riduzione di gabbiani, roditori ed insetti Inoltre l’integrazione dei teli con cui sono state realizzate le celle e il sistema di capping previsto in progetto permetterà di ottenere una sigillatura sommitale rafforzata con una diminuzione della produzione di percolato e un maggior controllo e captazione del biogas in fase di gestione post operativa. Infine le quote di chiusura previste in progetto “a piano campagna” non verranno modificate e pertanto l’impatto sul paesaggio rimarrà inalterato. 2. VOLUMETRIE AGGIUNTIVE Come anticipato in premessa con la presente istanza si richiede l’aumento della volumetria autorizzata con Determinazione n. B0605 del 25 febbraio 2009 (A.I.A.) per un quantitativo di 200.000 m3 portandola complessivamente a 600.000 m3. La volumetria aggiuntiva potrà essere recuperata, a conclusione degli assestamenti, rispettando le quote “a piano campagna” del progetto approvato con Determinazione n. B0605 del 25 febbraio 2009 (A.I.A.). Il recupero volumetrico senza variare le quote di restituzione finale potrà essere espletato considerando che: 1. Nel corso di questi quasi tre anni di attività il rifiuto è stato triturato prima di essere abbancato in discarica (condizione non prevista in fase di progetto) pertanto si è potuto ottenere un indice di compattazione maggiore del previsto (1 m3/ton) con il conseguente aumento dei quantitativi abbancabili per metro cubo di discarica. Questa operazione ha prodotto un aumento della volumetria di circa 50.000 m3 (circa 12% sul totale autorizzato). 2. La triturazione dei rifiuti in ingresso ha permesso di ottimizzare il quantitativo di terreno utilizzato per la gestione degli abbancamenti e per le coperture giornaliere permettendo di recuperare ulteriori 20.000 m3 (circa 5% sul totale autorizzato). 3. A valle dell’esperienza maturata nel corso della gestione del vecchio lotto e in base a specifici studi e sperimentazioni documentate in diverse pubblicazioni si può prevedere che gli assestamenti a 5 anni saranno circa il 20%-30% dello spessore iniziale dei rifiuti. Lo spessore dei rifiuti a fine coltivazione è previsto in circa 12 m pertanto il cedimento previsto sarà di almeno 2,5-3,5 m, ossia circa 1,5 m in più rispetto a quello previsto nel progetto approvato. Questo maggiore assestamento produrrà una volumetria aggiuntiva di circa 70.000 m3 su tutta l’area di discarica (circa 50.000 m2). Infine ulteriori 60.000 m3 potranno essere recuperati, come meglio di seguito specificato, mediante l’utilizzo del sistema TMBAAS che permetterà, mediante la biostabilizzazione spinta della frazione organica di ottenere una sostanziale riduzione della massa dei rifiuti principalmente dovuta alla diminuzione del contenuto d’acqua ed alla degradazione di buona parte dei componenti organici. 3. DESCRIZIONE DEL SISTEMA TMBAAS Il sistema sarà costituito dalle seguenti sezioni: - Area di ricezione, controllo e alimentazione dei rifiuti alla sezione di pretrattamento. - Sezione di triturazione e deferrizzazione dove il rifiuto viene triturato e omogeneizzato. Vengono inoltre recuperati i materiali ferrosi. - Sezione di vagliatura dove il flusso dei rifiuti, mediante un vaglio a tamburo, viene suddiviso in frazione secca (sopravvaglio) e frazione umida (sottovaglio). - Sezione di discarica dove verrà abbancata la frazione secca. - N. 100 celle BAAS dove verrà conferita la frazione umida. - Sistema di aspirazione e trattamento aria/biogas che invierà, in fase aerobica, l’aria esausta al sistema di biofiltrazione e, in fase anaerobica, invierà il biogas prodotto all’impianto di valorizzazione energetica esistente. - Sistema di ricircolo e convogliamento del percolato; in fase aerobica il percolato raccolto all’interno del pozzetto verrà parzialmente ricircolato all’interno del cumulo per mantenerne l’umidità e la parte eccedente verrà drenata all’interno dei rifiuti sottostanti verso il pozzetto di raccolta presente nel sottostante invaso impermeabilizzato. In fase anaerobica il percolato verrà separato dal biogas e integralmente drenato all’interno dei rifiuti sottostanti verso il pozzetto di raccolta presente nel sottostante invaso impermeabilizzato. Di seguito si riporta lo schema di flusso del sistema e la descrizione di dettaglio delle su citate sezioni. Per i particolari si può fare riferimento agli elaborati grafici allegati. Figura 1 – Schema di flusso 4. INTERAZIONI PROGETTO-AMBIENTE È opportuno premettere che il sistema proposto comporterà una riduzione dell’impatto ambientale previsto nel progetto approvato. L’abbancamento della sola frazione secca in discarica comporterà i seguenti vantaggi: • recupero di ulteriori volumetrie grazie ad una migliore compattazione del rifiuto e ad un minore utilizzo di terreno di copertura • produzione di percolato più povero in sostanze organiche • azzeramento degli odori dovuti alla degradazione della sostanza organica • sensibile riduzione di gabbiani, roditori ed insetti. L’abbancamento della frazione organica nelle celle BAAS assicurerà: • migliore captazione del biogas prodotto • minore produzione di odori e completo trattamento dell’aria aspirata in appositi biofiltri • riduzione della produzione di percolato • confinamento della frazione organica e quindi sensibile riduzione di gabbiani, roditori ed insetti Inoltre l’integrazione dei teli con cui sono state realizzate le celle e il sistema di capping previsto in progetto permetterà di ottenere una sigillatura sommitale rafforzata con una diminuzione della produzione di percolato e un maggior controllo e captazione del biogas in fase di gestione post operativa. Infine le quote di chiusura previste in progetto “a piano campagna” non verranno modificate e pertanto l’impatto sul paesaggio rimarrà inalterato. In generale gli impatti generati dall’opera sono già stati verificati nel corso dell’iter conclusosi con pronuncia di compatibilità positiva prot. n. 172058 del 1 ottobre 2008. Per completezza nei capitoli successivi verranno comunque analizzati nuovamente gli impatti che l’opera nel suo complesso genera sull’ambiente circostante. La realizzazione di un intervento del tipo in oggetto comporta una serie di impatti che possono riguardare più settori, quali quello ambientale in senso stretto (suolo, sottosuolo, vegetazione, fauna, aria, acqua e rumore), ma anche elementi scenici ed estetici (paesaggistici), economici (costi di realizzazione e di gestione,...), sociali, urbanistici ed altri ancora. Nel presente progetto si è cercato di limitare ogni possibile impatto grazie ad un attenta analisi delle componenti ambientali coinvolte e attraverso diversi accorgimenti progettuali e misure di mitigazione degli impatti stessi. Nei seguenti paragrafi verranno descritti gli impatti prodotti dall’intervento in esame, su ogni componente ambientale coinvolta e le soluzioni progettuali adottate per garantire che l’impatto ambientale sia, se non nullo, almeno minimo. Le azioni d’impatto esercitate dalle attività dell’impianto sull’ambiente circostante possono essere discretizzate in relazione alle diverse fasi di realizzazione dell’intervento, in particolare si distinguono: - Fase di costruzione e di cantiere Le azioni di impatto relative alla fase di costruzione dell'impianto sono pressoché nulle in quanto non verranno realizzate nuove opere che prevedono movimentazione di terreno e quindi attività di trasporto di materiali, mezzi ed operatori. Le uniche attività che si svolgeranno saranno quelle relative alla sistemazione delle apparecchiature tecnologiche. Non si avrà pertanto: • produzione di polveri; • produzione di rumori con conseguente incremento dei livelli medi di pressione sonora in corrispondenza del sito di intervento; • aumento dei volumi di traffico autoveicolare con conseguente peggioramento dei livelli di qualità dell'aria nonché aumento dei livelli medi di rumorosità; • modifica del paesaggio locale con introduzione di possibili sorgenti di impatto visivo. Si può ritenere che, alla luce delle caratteristiche ambientali locali, tipiche di una zona già compromessa dalla presenza di diverse discariche, le azioni di impatto connesse alla fase di cantiere producano effetti decisamente trascurabili. - Fase di esercizio ordinario Le principali vie di impatto connesse con la fase di gestione ordinaria dell’impianto sono: • produzione di polveri; • produzione di odori molesti; • produzione di rumori; • impatto paesaggistico. Si ritengono trascurabili ulteriori possibili azioni di impatto in considerazione della semplicità e dell'affidabilità delle soluzioni tecnologiche adottate. - Fase di esercizio straordinario o di disservizio Le azioni di impatto connesse alla fase di eventuale disservizio dell'impianto possono consistere nelle seguenti possibilità: • l'innescarsi di un incendio; • lo stoccaggio forzato di un eccesso di rifiuti da trattare a causa di problemi di raccolta o di fermo impianto; Le misure di contenimento di tali azioni di impatto sono descritte più avanti all'interno di ogni singola componente ambientale coinvolta. 4.1 Atmosfera La realizzazione e gestione di una discarica comporta una perenne "cantierizzazione" del sito che ha come conseguenza la produzione e propagazione di polveri nell'ambiente atmosferico. Tra le altre conseguenze possono annoverarsi le ripercussioni sulla qualità dell'aria causate dall'incremento del traffico, apportato sia dalla cantierizzazione che dalla gestione, e dalla propagazione di odori molesti. La produzione di polveri interesserà l'intorno dell'impianto solo nella fase di esercizio. Per il suo contenimento saranno adottate le seguenti misure di prevenzione: • saranno poste delle barriere mobili secondo le direzioni prevalenti del vento; • le vie di accesso non asfaltate verranno bagnate nei periodi asciutti; • i rifiuti saranno ricoperti giornalmente da terreno arido non polveroso; • si rispetterà il piano di gestione operativa e il piano di sorveglianza e controllo. Si rileva che la viabilità di accesso all’impianto si svolge su una strada asfaltata e pertanto i citati impatti riguarderanno esclusivamente l’area dell’impianto. Inoltre l’intensità dell’impatto da emissione di polveri non aumenterà con le volumetrie aggiuntive, in quanto i quantitativi di rifiuti scaricati e movimentati giornalmente resteranno invariati rispetto ad oggi. Il monitoraggio della qualità dell’aria, verrà effettuato con frequenza mensile durante la gestione della discarica avvalendosi di un impianto di rilevamento mobile, grazie al quale verranno svolte analisi e rilevazioni in grado di evidenziare eventuali variazioni o anomalie della qualità dell’aria, direttamente imputabili all’attività dell’impianto. Saranno investigati i seguenti parametri: • Anidride solforosa • Ossidi di azoto NOx • Mercaptani • Cloruri • Monossido di carbonio • Ozono • Polveri totali • CH4 • Composti volatili • CO2 • O2 • H2 • H2S La discarica è inoltre dotata di un centralina per la rilevazione dei dati meteoclimatici. La tipologia delle misure meteoclimatiche è quella indicata dal D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36, riportata nella tabella seguente. Precipitazioni Giornaliera Temperatura (min, max, 14h CET) Giornaliera Direzione e velocità del vento Giornaliera Evaporazione Giornaliera Umidità atmosferica (14h CET) Giornaliera Saranno inoltre svolte campagne di sorveglianza sanitaria delle popolazioni nelle aree di localizzazione in esame per tenere sotto controllo l'evolversi della situazione. Gli addetti all'impianto, in ottemperanza anche a quanto imposto dalla normativa vigente in materia di igiene e sicurezza del lavoro, saranno periodicamente sottoposti a procedure di controllo sanitario finalizzate in particolare alla verifica dei livelli di esposizione al rischio biologico. 4.1.1 Dispersione degli inquinanti in atmosfera Al fine di identificare e quantificare al meglio gli impatti dovuti alla dispersione degli inquinanti in atmosfera è stata elaborata una simulazione con il software AERMOD. La simulazione della dispersione di inquinanti in atmosfera, permette attraverso l’ausilio di modelli matematici riconosciuti, di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria nei territori dove sono previste delle sorgenti di emissioni . Utilizzando un modello di dispersione si è in grado di calcolare le concentrazioni medie giornaliere, annuali o orarie, e successivamente confrontarle con i valori limite indicati dalla normativa vigente. Lo studio finale mostra che la presenza del Lotto B all’interno dell’area di discarica di Borgo Montello non incide in maniera particolarmente negativa sulla qualità dell’aria. Così come già riportato, i valori massimi calcolati per le polveri sono 3,109 μg/m3 per il periodo di mediazione di 24 ore e di 0,164 μg/m3 per il periodo di mediazione di 1 anno mentre per il metano i valori massimi calcolati sono di 4859,91 μg/m3 (24 ore) e di 531,934 μg/m3 (1 anno), Ognuno dei casi analizzati in questo studio mostra che le concentrazioni più alte rimangono all’interno dell’area della discarica dove si concentrano le sorgenti emissive., nessuno dei borghi presi in esame risulta essere particolarmente colpito dalle polveri o dal metano emesso dalla presenza della discarica. Concentrazioni di polveri (mediazione 24 ore) comprese tra 0,037 μg/m3 e 0,018 μg/m3 si estendono in direzione Nord-Ovest per un tratto di circa 8 Km, probabilmente superando i confini dell’area di studio. Si nota inoltre che concentrazioni seppur basse (area celeste) di 3 ordini di grandezza inferiori alla massima si riscontrano nella zona costiera, al confine dell’area di studio. Nella mediazione di un anno le concentrazioni calcolate risultano distribuite principalmente in un asse che si estende lungo la direzione NO-SE, con concentrazioni massime calcolate all’interno dell’area della discarica. Per il metano gli andamenti non risultano molto differenti da quelli delle polveri, si ritrova infatti che la direzione principale è quella che va NO-SE, qualche concentrazione viene riscontrata nell’area oltre la SS148. La concentrazione totale, concentrazione compresa di fondo, aumenta rispetto a quella di fondo, in media di circa 3 ordini di grandezza passando da valori di circa 10-7 μg/m3a valori dell’ordine di 10-3 μg/m3, in ogni caso i limiti di legge per le polveri non sono superati. Ricordando che i calcoli sono stati fatti sulla base di ipotesi conservative, si può affermare che la presenza del Lotto B non porta al superamento dei limite di legge. 4.2 Ambiente idrico Nella fase di cantiere non si prevedono impatti sull'ambiente idrico in quanto le opere previste:  non produrranno modifiche allo scorrimento dei corsi d’acqua superficiali;  non produrranno modifiche qualitative o quantitative dei corsi d’acqua superficiali. Nella fase di esercizio gli impatti ascrivibili possono essere quelli relativi agli effluenti liquidi ed al drenaggio delle acque meteoriche ricadenti sull’area. Relativamente agli effluenti liquidi sono da analizzare:  il percolato prodotto nella discarica;  le acque meteoriche:  del piazzale e della strada di accesso  ricadenti sulla discarica;  scarichi dei servizi igienici. Le modalità di raccolta e smaltimento del percolato sono quelle riportate nel progetto. Pertanto eventuali fuoriuscite di percolato dall’impianto sono del tutto improbabili sia in considerazione dell’elevata sicurezza del sistema di impermeabilizzazione adottato che delle attenzioni riposte per le zone di stoccaggio provvisorio dello stesso. Per quanto riguarda le acque pluviali ricadenti nella discarica sono state previste delle canalette perimetrali in grado di raccogliere le piogge dimensionate in base alla massima precipitazione registrata nel più breve intervallo di tempo. Nella fase di chiusura dell’attività il sistema di copertura adottato consentirà di minimizzare l'erosione operata dalle acque, di massimizzare l'evapotraspirazione dell'acqua presente nello strato superficiale e di aumentare la stabilità del suolo. Il profilo delle sponde garantirà una piena stabilità e la corretta regimazione delle acque di ruscellamento secondo uno schema progettato e impostato in modo omogeneo ed uniforme. Infine per quanto riguarda le acque meteoriche provenienti dal piazzale e dalla strada di accesso, queste sono attualmente raccolte in pozzetti grigliati facenti parte di una rete di condotte interrate che portano l’acqua raccolta nelle vasche di prima pioggia. Le acque raccolte dalla rete e convogliate alla vasca, non accedono direttamente alla vasca ma vengono addotte a una cameretta di calma, realizzata a lato della stessa vasca, dalla quale stramazzano nella vasca di raccolta vera e propria. Lo stramazzo è intercettabile a mezzo di una paratoia motorizzata. Al proseguire della precipitazione il livello dell’acqua contenuta nella vasca sale fintanto che non viene raggiunto il livello corrispondente al volume di prima pioggia. Entro le 48 ore successive, quando il volume della vasca dovrà essere di nuovo a disposizione, il gestore dell’impianto decide se evacuare la vasca per mezzo di autobotti o se stoccare il contenuto nelle cisterne. Alla fine della fase di evacuazione, la pompa di sollevamento viene bloccata su segnalazione del sensore di basso livello. Se la precipitazione è superiore a 15 minuti, il livello nella cameretta separata di calma sale ulteriormente finchè non raggiunge la tubazione di sfioro nella rete delle acque chiare, installata anch’essa nella camera di calma, che recapita le acque al Fiume Astura. La paratoia motorizzata veiene riaperta su comando manuale al cessare della pioggia per un tempo superiore alle 48 ore. Le acque in uscita sono conformi ai parametri stabiliti dal DPR 152/99 e s.m.i. Pertanto non sono prevedibili modificazioni negative ai caratteri qualitativi del ricettore né i quantitativi sono tali da poter indurre effetti apprezzabili sul regime delle portate, tuttavia è prevista l’analisi periodica delle caratteristiche qualitative dello stesso effettuate direttamente da ARPA Lazio. Inoltre il monitoraggio Idrologico dell’acquifero sotterraneo verrà condotto mediante l’utilizzo di sonde multiparamtriche che rilevano in continuo il livello piezometrico e la temperatura. Le sonde verranno disposte in tre piezometri posti a monte e a valle del corpo discarica secondo la direzione della falda secondo quanto richiesto dall’Ufficio idrografico. Le misure verranno effettuate in continuo, con cadenza temporale programmabile da 0,5 h a 24 h e acquisizione temporanea locale su memoria non volatile; i dati verranno trasmessi Alla Area 2A/12 “Ufficio idrografico e Mareografico Regionale” secondo le specifiche tecniche e le modalità definite dall’Area stessa. L’Ufficio Idrografico con tali informazioni provvede alla validazione, archiviazione in banca dati e pubblicazione degli stessi negli annali idrologici 4.3 Suolo e Sottosuolo Relativamente agli aspetti geologici e morfogenetici del territorio, il sito non presenta particolari controindicazioni. La morfologia complessiva dell’abbancamento sarà tenuta sotto controllo sia in fase di gestione che di post-chiusura con lo scopo di accertare il mantenimento dei profili e delle quote stabilite nel progetto approvato. Per questa attività sarà fissato un caposaldo sul piazzale. Verranno poi posizionate una serie di postazioni fisse sul corpo dell’abbancamento e sulle principali reti di drenaggio per effettuare la misura delle loro quote accertando il mantenimento di quelle di progetto. Fase di gestione Saranno effettuate con frequenza almeno semestrale rilevazioni topografiche del corpo di discarica al fine di calcolare la volumetria occupata dai rifiuti e quella ancora disponibile per il deposito dei rifiuti. Tali misure dovranno tener conto della riduzione del volume dovuto agli assestamenti dei rifiuti e alla trasformazione in biogas. Fase di post-chiusura Nel periodo di gestione post-operativa le rilevazioni topografiche assumeranno frequenza annuale, per i primi 3 anni dopo la chiusura dell’impianto. 4.4 Flora e fauna Non si ritiene sussistano impatti né sulla vegetazione né sulla fauna in quanto la discarica interessa un'area già fortemente trasformata dall'uomo. Nonostante ciò si assicura di provvedere all’inserimento di numerosi spazi verdi con lo scopo di mitigare e rendere piacevole l'inserimento dell'opera nel contesto ambientale in cui si colloca. Si provvederà, in fase di chiusura, al completo ripristino del sito mediante un sistema di ricopertura sigillante costituito in superficie da terreno agricolo sul quale verranno impostati interventi di inerbimento e piantumazione di essenze autoctone, in accordo con le caratteristiche morfologiche e climatiche e con la distribuzione e la tipologia delle specie vegetali locali. Come già visto a proposito del suolo, per il quale la vegetazione costituisce una via indiretta d’impatto, si può ritenere che gli effetti prevedibili avranno una rilevanza trascurabile. Inoltre nelle aree e nelle zone limitrofe, più o meno vicine, non si rilevano elementi naturalistici di pregio o significativi, fattore che contribuisce alla limitazione dell’impatto su tali componenti. Concludendo non si ritiene che un nuovo invaso di discarica apporti maggiori e nuovi impatti né sulla vegetazione né sulla fauna. 4.5 Salute pubblica I potenziali impatti a cui gli addetti all’impianto saranno esposti possono essere: esalazioni maleodoranti, polveri e rumore; gli stessi e le popolazioni limitrofe possono essere invece soggetti ad eventuale inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare. Per quanto riguarda le emissioni generate dall’attività di conferimento dei rifiuti, le misure di contenimento degli odori consisteranno, come già detto, nella buona e corretta gestione dell’invaso, ottenuta ricoprendo con materiale arido il rifiuto conferito in discarica al termine della giornata lavorativa e mediante l’applicazione dl sistema TMBAAS. Da tutto questo si è portati a desumere che non potranno aversi effetti diretti sulla salute pubblica a seguito della corretta attività dell'impianto in esame, come peraltro affermato dagli studi epidemiologici effettuati ai fini della correlazione tra le attività di trattamento dei rifiuti e la salute pubblica, di cui si è riferito nelle pagine precedenti, che, difatti concludono asserendo, …..le conoscenze epidemiologiche ad oggi disponibili, ancorché non conclusive, fanno ritenere che il conferimento in discariche controllate, costruite e condotte in accordo alla normativa nazionale e comunitaria, non comporti un rischio per l’ambiente e per la salute delle popolazioni insediate nelle vicinanze dello stabilimento. Saranno comunque svolte campagne periodiche di monitoraggio sanitario nelle aree circostanti e sui dipendenti per tenere sotto controllo l'evolversi della situazione. Inoltre in ottemperanza al Decreto legislativo 81/08 il personale seguirà corsi di formazione sulla gestione dei rifiuti e sulla sicurezza sul lavoro (prevenzione infortuni, elettricisti, rumore, movimentazione, pronto soccorso, emergenza, ecc.) ed il datore di lavoro effettuerà le prescritte valutazioni dei rischi. Saranno rispettati gli obblighi previsti dalla normativa sulla prevenzione degli infortuni, l’igiene sul lavoro, i rumori nonché sulla salute e sulla sicurezza del lavoro secondo quanto prescritto dalla vigente normativa di cui al testo unico sulla sicurezza ovvero il D.Lgs. 9/04/2008 n° 81. Verrà redatto il documento di valutazione dei rischi il cui scopo è quello di raccogliere in forma organica la documentazione aziendale in materia di sicurezza, comprendente le valutazioni dei pericoli e dei rischi relativi cui è esposto il Personale dell’impianto. Data poi la particolare natura delle attività svolte nell’impianto, assai differenti da quelle effettuate nella maggior parte delle aziende manifatturiere o di trasformazione, è opportuno pervenire all’elaborazione di una Check List; in essa si opera la seguente suddivisione: • pericoli di tipo fisico-meccanico: pericoli per la sicurezza dovuti a fattori di tipo fisico e/o meccanico, quali ad es. le cadute , le scottature, i tagli, ecc; • elementi di tipo operativo-organizzativo: sotto gli elementi relativi alla complessità delle mansioni e dell’uso delle attrezzature, al posto di lavoro, ai videoterminali, alla movimentazione manuale carichi; • pericoli dovuti a fattori igienico-ambientali: sono i pericoli generalmente considerati come fattori di rischio per la salute dei lavoratori, come determinanti situazioni di rischio in funzione della prolungata esposizione. In seguito alla redazione del documento di valutazione dei rischi, saranno predisposti adeguati provvedimenti atti a ridurre la probabilità di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Uno specialista in medicina del lavoro, oltre a constatare le effettive condizioni di lavoro degli addetti, sottopone gli stessi a visite di controllo medico periodico al fine di prevenire eventuali rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici o biologici durante il lavoro. Nel quadro degli adempimenti previsti dalla normativa, con ausilio del Medico Competente, saranno osservate le seguenti disposizioni:  viene effettuato il controllo degli ambienti di lavoro, almeno due volte all’anno;  insieme al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, redige il documento di valutazione dei rischi che contiene:  i criteri adottati per la tutela dei lavoratori;  il programma del controllo dell’esposizione dei lavoratori;  protocollo di sorveglianza sanitaria (per i dipendenti: visite mediche annuali; per gli addetti ai reparti laboratorio, piazzale e manutenzione: visite mediche trimestrali);  vengono predisposte Riunioni Periodiche di Prevenzione e Protezione nelle quali vengono comunicati dal Medico i risultati degli accertamenti clinici e strumentali effettuati;  vengono predisposti Programmi di Formazione e Informazione dei Lavoratori; in particolare i lavoratori vengono informati su:  il significato degli accertamenti sanitari a cui sono sottoposti;  il risultato degli accertamenti sanitari;  la necessità di sottoporsi a controlli sanitari anche cessata l’attività, nel caso di esposizione ad agenti a lungo termine. 4.6 Rumori e vibrazioni L'inquinamento acustico non subirà incrementi durante la fase di cantiere. Durante la fase di esercizio non si assisterà ad una mutazione del livello sonoro attualmente esistente; si ricorda infatti che allo stato attuale la discarica è in attività, pertanto si può prevedere che, durante la gestione del nuovo lotto, il livello sonoro sarà sicuramente non maggiore di quello attuale, in quanto non verranno modificate le attuali modalità operative. Verranno effettuate con frequenza annuale dall'entrata in esercizio del lotto misure dei livelli di emissioni sonore, attraverso rilevamenti fonometrici. Le rilevazioni verranno svolte presso il confine aziendale e presso i recettori, in corrispondenza di una serie di punti ritenuti idonei, nonché presso eventuali ulteriori postazioni ove si presentino criticità acustiche. Un ulteriore monitoraggio dei livelli acustici verrà effettuato durante la fase di cantierizzazione. Il monitoraggio acustico dell’impianto in fase di gestione consentirà il controllo delle emissioni sonore. 4.7 Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti Non si ritiene che un impianto di questo tipo interferisca su tale componente ambientale 4.8 Paesaggio Si è visto come il paesaggio della zona in esame si presenta ormai notevolmente compromesso da anni dalla presenza delle diverse discariche (Ecoambiente, Ind.Eco e S0) in un panorama generale che si presenta senza caratteristiche di pregio. Nel caso in esame si tratta di operare all’interno di un’area di discarica già operante per la quale si intende proseguirne l’attività attraverso l’abbancamento di ulteriori quantitativi di rifiuto all’interno di volumetrie resesi disponibili a valle della compattazione dei rifiuti. I nuovi quantitativi richiesti non provocheranno un ulteriore impatto sul paesaggio in quanto la morfologia finale del corpo discarica non subirà percettibili cambiamenti rispetto al progetto approvato con Determinazione Regionale n. B0605 del 25 febbraio 2009 rimanendo inalterata la quota di restituzione finale a quota del piano campagna. 5. VALUTAZIONI ANALITICHE E CONCLUSIVE DEL SIA La realizzazione ed esercizio del nuovo lotto di discarica non modifica affatto le condizioni di fruizione ed uso del territorio strettamente interessato dallo stesso e così pure del territorio circostante. Si sintetizza nel seguito le categorie di impatti a carico dell’intero sistema ambientale. Impatti transitori Sono gli impatti determinati nella fase di gestione e consistono nella diffusione di inquinanti atmosferici, polveri, odori, rumori e vibrazioni che, come si è visto, non aumenteranno di intensità con la creazione del nuovo lotto di discarica. Impatti permanenti Sono invece permanenti gli impatti a carico del paesaggio per la variazione della attuale geomorfologia e gli impatti su suolo e sottosuolo dovuti alla presenza della massa di rifiuti (intesa come corpo estraneo nel sistema locale). E’ permanente, o meglio di lunga durata nel tempo, il rischio di impatto sulle acque sotterranee e nel sottosuolo dovuto ad una fuoriuscita del percolato o per malfunzionamento dell’impianto o per incidente o ancora per la perdita di efficacia della barriera impermeabile negli anni a venire. Anche tali impatti e rischi, come si è visto, non subiranno affatto incrementi di intensità a seguito della creazione del nuovo invaso. Come visto nel dettaglio a proposito delle singole componenti, l’abbancamento delle nuove volumetrie e l’applicazione del sistema TMBAAS non causeranno effetti negativi sull’ambiente circostante, anzi comporteranno una diminuzione dell’impatto ambientale sull’area circostante.

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