sabato 8 dicembre 2012

Garigliano, centrale nucleare, la Chernobyl italiana

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Giorgio Libralato (Pontinia Ecologia e Territorio-Terra Lazio)
REFERENDUM. Perchè gli abitanti della provincia di Latina dovrebbero essere particolarmente motivati a recarsi alle urne.
Gli abitanti della provincia di Latina hanno o dovrebbero avere grandi motivazioni per votare ai quesiti referendari. Le più importanti redazioni di tv e giornali italiane e straniere si sono occupati della situazione della privatizzazione dell’acqua e in particolare del caso Aprilia. Nella nostra provincia passare dai servizi di gestione diretta dell’acqua all’attuale sistema ha significato l’aumento delle tariffe di 3 o 4 volte. Senza alcun risultato apprezzabile in termine di efficienza, con il notevole peggioramento dei rapporti con gli sportelli dove chiedere informazioni, con soprusi di vario genere. Decine di migliaia sono stati i ricorsi contro le bollette e le fatture. Addirittura alcune migliaia di cittadini di Aprilia non hanno mai riconosciuto il passaggio di gestione e continuano a pagare al comune stesso le bollette in base ai consumi e alle tariffe approvate. Difatti il passaggio di gestione è avvenuto senza alcuna comunicazione, avviso, nessuno ha firmato contratti o presa visione. Nessuno era informato.

Addirittura le convenzioni tra la società privata e i comuni interessati non sono passate attraverso i consigli comunali che solo in qualche caso sono stati ratificati. La conferenza dei sindaci spesso veniva semplicemente chiamata a ratificare le decisioni della parte privata. Che ha avuto in gestione le reti senza alcun investimento con i comuni che garantiscono i mutui ricevuti dalla parte privata. Passando al nucleare la provincia è stata interessata dalle attività delle 2 centrali nucleari: di Borgo Sabotino (vicina al centro di Latina) e del Garigliano (in Campania ma al confine con il sud pontino e con i comuni di Castelforte e SS. Cosma e Damiano.

A febbraio dopo ripetute richieste è stato finalmente pubblicata l’indagine epidemiologica nel decennio 1997/2006 (quindi a oltre 10 anni dallo spegnimento delle centrali nucleari). è stato analizzato solo il raggio di 7 km, ma solo nel comune di Latina. I dati riportano un sensibile aumento della malattia della tiroide (uno degli effetti delle radiazioni nucleari) nella popolazione femminile, nonché l’aumento di tutti i tipi di tumori nella popolazione maschile, in particolare allo stomaco e delle malattie cardiovascolari. Il massimo esponente mondiale degli effetti del disastro di Chernobyl, il professore Jury Bandazhevsky e la moglie Galina (pediatra e cardiologa) ci hanno spiegato la relazione tra radiazioni e problemi cardiaci. Che nella popolazione di Chernobyl le malattie cardiache nei bambini hanno una percentuale più alta rispetto agli adulti, con conseguente innesto di by–pass. Manca la ricerca delle malattie professionali dovute alle radiazioni, per esempio nei pescatori e nelle loro famiglie. Il Garigliano viene invece definita la Chernobyl italiana con aumento delle radiazioni nella zona circostante, l’allagamento della stessa centrale e con numerosi casi di malformazione sia tra gli animali che i bambini denunciati dal primo antinuclearista italiano, l’avvocato Carlo Marcantonio Tibaldi. http://www.terranews.it/news/2011/06/garigliano-la-chernobyl-italiana

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