sabato 30 giugno 2012

Sezze e Sonnino problemi con riduzione flusso idrico, acqualatina avvisa in ritardo


Latina esposto della Lav contro il maltrattamento degli animali


acqua pubblica Acqualatina e Dondi costringono Sezze al collasso idrico


Aprilia il sindaco Terra non ci arrendiamo alle minacce, acqua pubblica a rischio piano di risanamento


acqua pubblica scontro infinito Nettuno per Acqualatina, Aprilia per i cittadini


le polemiche del Parco del Circeo, i comuni contro lo sviluppo


Latina maltrattamenti e la tratta degli animali


Rifiuti Borgo Montello appello alla UE per la discarica

un'onda di cemento si abbatte tra Roma e Latina arriva la devastazione dell'autostrada corridoio tirrenico

Un’onda di cemento si abbatte tra Roma e Latina by lazio1 on giu 25, 2012 • 12:27 2 commenti Comitati e Associazioni si mobilitano contro la realizzazione della “superpontina” e delle bretelle autostradali Tor Dè Cenci-A12 e Cisterna- Valmontone Una colata d’asfalto e cemento sta per dare il colpo di grazia a ciò che rimane dell’agro romano e pontino. I progetti relativi al nuovo corridoio a pagamento Roma-Latina, ribattezzato “superpontina” in quanto correrà parallelo all’attuale asse di collegamento tra la Capitale e il capoluogo, e alle due bretelle che uniranno la nuova opera alla A12, da Tor Dè Cenci a Fiumicino, e alla A1 tra Cisterna e Valmontone, hanno scatenato la protesta dei residenti delle aree interessate dai futuri, eventuali lavori. Per ora, infatti, a farsi strada sono solo i dubbi e le roventi polemiche sull’effettiva utilità di tali nuove arterie e sull’impatto ambientale delle stesse, che si preannuncia devastante, in termini di qualità della vita per le comunità locali. Si sta parlando della realizzazione di “186,2 km di nuove infrastrutture,” si legge nel sito dell’Anas, “dei quali 99,8 km di autostrade (Roma– Latina A12 – Tor de Cenci e Cisterna-Valmontone)”. Un’ opera che dovrebbe fluidificare il traffico delle zone interessate secondo i promotori, ma che gli esponenti del Comitato No Corridoio RM-LT per la metropolitana leggera, da tempo in prima linea contro quest’idea, contestano duramente. “Opere inutili e devastanti“, afferma Gualtiero Alunni, Portavoce del Comitato, “senza alcun progetto e finanziamento. Che non risolvono alcun problema per i pendolari, l’ambiente e le comunità.” Le controproposte del comitato sono chiare: - Messa in sicurezza della Via Pontina; - Costruzione della metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea; - Potenziamento delle reti ferroviarie pontine, come il raddoppio del binario sulla linea Nettuno-Roma - Ripristino delle 20 corse sulla linea ferroviaria Roma-Latina, tolte per l’entrata in funzione della TAV. - Realizzazione dei parcheggi di scambio delle stazioni. Tutte soluzioni molto meno costose e inquinanti, più efficienti e trasparenti. La cura del ferro contrapposta a quella del cemento, quindi. Sembra essere questo il nodo fondamentale della questione. “L’autostrada a pedaggio Roma-Latina è un progetto dissennato”, aggiunge Alunni, “perchè con molti meno soldi si potrebbe rendere sicura la Pontina preservando il territorio da lavori devastanti, ma il nuovo collegamento A12-Tor de Cenci è, se possibile, ancora peggiore: 16 km totalmente in viadotto e galleria e un ponte di 1,5 km alto 25 mt., dove centinaia di TIR e auto private, oltre 15.500 come dimostrato da uno studio trasportistico ufficiale, provenienti sia dal nord sia dal sud Italia, faranno ‘compagnia’ alle auto private bloccate quotidianamente in file interminabili, con la beffa di pagare anche il pedaggio.” E ancora, si produrranno a catena effetti devastanti come: - le centinaia di ettari di terreni espropriati - l’abbattimento di decine di case - lo sventramento del Parco Regionale di Decima-Malafede - il forte impatto sull’area golenare del Tevere e sulla Riserva Statale del litorale Romano - l’interferenza con due Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) e con due aree archeologiche - la chiusura di aziende agricole e produttive con la perdita di centinaia di posti di lavoro - inquinamento acustico e atmosferico (CO2) - una invasiva cantierizzazione che rallenterà ulteriormente la viabilità delle aree interessate - la distruzione di centinaia di ettari di agricoltura biologica in particolare sul percorso della bretella Cisterna-Valmontone”. E sui costi complessivi dell’opera non ci sarebbero ancora cifre chiare. “Solo la bretella di Tor De Cenci costerà 500 milioni che si vanno ad aggiungere ai 2.720 già quantificati per la Roma-Latina, ma rimanendo da definire ancora 83 km, possiamo dire che i costi si aggireranno attorno ai 5 miliardi“. Il tutto per realizzare un’opera che rischia di non dare alcun beneficio alla fluidificazione del traffico. “L’unica via d’uscita”, conclude il portavoce del Comitato No corridoio Rm-LT, “per salvare l’agro romano e la pianura Pontina da questo scempio e contestualmente risolvere i problemi storici di viabilità dell’area risiede nella costruzione della metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea e il potenziamento della rete ferroviaria pontina, oltre che dalla messa in sicurezza della Via Pontina“. Puntare su mobilità sostenibile, ferrovie, metropolitane leggere e riqualificazione delle strutture viarie già esistenti, quindi, per salvaguardare i territori e la loro bellezza e allo stesso tempo realizzare opere che siano davvero di pubblica utilità. Che siano realmente per tutti. La soluzione è semplice e a portata di mano, basta tenderla. Marco Bombagi (foto tratta da Repubblica.it) http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/06/londa-di-cemento-si-abbatte-tra-roma-e-latina/

venerdì 29 giugno 2012

Lazio la casta della Polverini è impegnata nel pallone non ha tempo per i tagli

Regione Lazio: c’è la Nazionale e i tagli contro la casta vanno a farsi benedire “C’è un appuntamento calcistico importante e dobbiamo tornare, come suggerito dal collega Astore (Pd ndr), tutti presto nelle nostre postazioni da dove abbiamo seguito fin’ora la Nazionale, è un fatto scaramantico, sperando di riuscire a portare a casa una vittoria nei primi novanta minuti”. Mancano poche ore al fischio d’inizio della semifinale Italia-Germania di Euro 2012 e a pronunciare queste parole è il Governatore del Lazio, Renata Polverini. Momento cruciale per l’Italia calcistica, ma anche per il futuro delle risorse economiche da destinare al Lazio: l’approvazione della legge di assestamento di bilancio 2012. Momento cruciale, soprattutto, per tagliare odiosi privilegi di casta, come: le auto blu (guarda il video) e i vitalizi destinati agli assessori e ai consiglieri regionali. “Bisogna approvare in fretta la manovra per permettere anche ai consiglieri che vivono in provincia di raggiungere gli schermi televisivi di casa”, ripete la Polverini nel suo intervento e che ilfattoquotidiano.it è in grado di mostrarvi in video. E quando gioca la Nazionale, si sa, non ci sono divisioni politiche che tengano. “Gioca l’Italia stasera e dobbiamo chiudere entro le 19 al massimo”. E’ la frase che dalla mattinata di ieri ripetono come un mantra, consiglieri e assessori nei corridoi della Pisana, sede del Consiglio Regionale laziale. Anche il moderatore dell’Aula, Mario Abbruzzese (Pdl), presidente del Consiglio Regionale, sottolinea che manca poco alla partita e sollecita: “Onorevoli colleghi, cerchiamo di essere più sintetici”. E a farsi benedire saranno i provvedimenti anti-casta proposti dai Radicali italiani e dalla Federazione della Sinistra. Costi e privilegi della partitocrazia restano dunque invariati. E veniamo alla cronaca del dibattimento in Aula: l’emendamento sulle auto blu viene presentato dai Radicali della Lista Bonino-Pannella e respinto dall’assessore al Bilancio, Stefano Cetica, e dalla maggioranza di centrodestra. A denunciare lo spreco in Aula è Rocco Berardo, consigliere regionale dei Radicali nel suo intervento: “Tutti i consiglieri – rileva il giovane consigliere pannelliano – sui giornali e davanti ai microfoni sono indignati quando si parla di costi della politica e sono disposti a tagliare le auto di servizio, ma poi nel momento in cui viene presentato in aula un emendamento che ne riduce l’uso: votano contro”. L’emendamento proposto dai Radicali prevedeva l’utilizzo delle auto blu esclusivamente per il Presidente della Giunta, per gli Assessori e per il Presidente del Consiglio. Non accogliendo la proposta: il parco auto resta invariato e numeroso. Infatti, allo stato attuale, anche vice presidenti della Regione, consiglieri segretari, presidenti di commissione e molti dirigenti regionali hanno un’auto pagata a spese dei cittadini del Lazio. Nessun passo indietro poi sui vitalizi, contro i quali la Federazione della Sinistra sta raccogliendo mesi le le firme per un referendum popolare per l’abrogazione dei vitalizi ai consiglieri e assessori regionali: “Polverini e i suoi – dichiara Ivano Peduzzi, capogruppo Regionale della Fds – hanno posticipato l’eliminazione del vitalizio alla prossima legislatura e nel frattempo, però, lo hanno esteso anche agli assessori nominati e non eletti”. Respinti, inoltre, gli emendamenti per il taglio delle Commissioni speciali, delle spese per consulenze esterne, dei maxi-stipendi ai dirigenti. Una manovra discussa in Commissione Bilancio per poco più di due ore e portata in Aula con un maxiemendamento che ha, di fatto, spazzato via la discussione politica generale: il dibattito è andato avanti a colpi di fiducia. Ma non importa comprimere la discussione e ridurre i costi della politica, quello che preme è tornare a casa in tempo record per tifare la Nazionale. E prima di lasciare la Pisana, il governatore Renata Polverini grida: “Forza Italia” di Loredana Di Cesare, montaggio Paolo Dimalio 28 giugno 2012 http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/28/vitalizi-regionali/200546/

Greenpeace denuncia archiviazione discarica Pioltello

“Rifiuti illegali made in Italy”, Greenpeace sull’archiviazione della discarica di Pioltello L'associazione ambientalista ha depositato una denuncia ufficiale presso la Rappresentanza italiana della Commissione europea a Roma in risposta all'archiviazione del caso da parte della stessa Ue di Alessio Pisanò | 29 giugno 2012 Nuovo capitolo della discarica dell’ex Sisas di Pioltello, in provincia di Milano, e del presunto traffico illegale di rifiuti pericolosi denunciato dagli ambientalisti. Greenpeace ha depositato una denuncia ufficiale presso la Rappresentanza italiana della Commissione europea a Roma in risposta all’archiviazione del caso da parte della stessa Ue. Secondo Greenpeace, così facendo, Bruxelles non farebbe altro che il gioco delle autorità italiane che hanno fatto di tutto per non fare luce sulla vicenda. Ma ripartiamo dall’inizio. Parliamo della discarica ex Sisas di Pioltello, oggetto della condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia europea il 9 settembre 2004 per non aver adottato le misure necessarie per assicurare che i rifiuti depositati fossero recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e l’ambiente secondo quanto mette nero su bianco la Direttiva Ue 75/442/CEE. Il governo italiano nel marzo 2011 aveva dichiarato conclusa la bonifica giusto in tempo per evitare la maxi multa europea di oltre 400 milioni di euro prevista dalla sentenza dell’Alta Corte. Secondo l’associazione, l’effettiva bonifica sarebbe continuata anche dopo il termine ultimo indicato dalle autorità italiane, e precisamente fino al 30 dicembre 2011. Nella denuncia presentata da Greenpeace alla Rappresentanza e che adesso verrà esaminata dagli uffici competenti, l’associazione fornisce addirittura copia dei bandi di gara relativi alla rimozione di fusti interrati contenenti rifiuti pericolosi scoperti a margine delle discariche lombarde. Secondo l’associazione, queste operazioni sono avvenute “sotto il naso della Commissione” e hanno riguardato ben “30mila tonnellate di rifiuti” delle quali “18mila pericolosi”. E dire che proprio il 28 marzo 2011 l’annuncio della conclusione delle operazioni di rimozione dei rifiuti era stata data in pompa magna dall’allora ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dal governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, e per di più in presenza dello stesso Commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik. Con l’archiviazione dell’indagine numero 2220/11, la Commissione ha rinunciato ad andare più a fondo anche del sospetto traffico illecito di rifiuti pericolosi dalla ex Sisas verso la Spagna, sempre secondo quanto denunciato da Greenpeace. Come si legge nel dossier dell’associazione “Rifiuti illegali made in Italy”, i rifiuti pericolosi provenienti dalla ex Sisas sono stati smaltiti senza la prevista inertizzazione nella discarica di Befesa di Nerva in Andalusia (sud della Spagna) temporaneamente posta sotto sequestro nel luglio del 2011 dopo due diversi incendi nell’area di scarico dei rifiuti. Sempre Greenpeace riferisce della mancanza di informazioni sulla destinazione finale della frazione di rifiuti pericolosi provenienti dalla ex Sisas contaminati con alte percentuali di mercurio. Da quanto comunicato dai servizi della Commissione europea all’associazione, le autorità spagnole ritengono che non ci sia stato nessun traffico illecito. Quanto basta per far archiviare il dossier a Bruxelles. Duro Alessandro Giannì, direttore campagne Greenpeace Italia: “La bonifica dell’ex Sisas si conferma un caso esemplare dell’inadeguatezza delle gestioni emergenziali delle bonifiche con il consueto alone di mistero che ancora oggi avvolge parte delle attività svolte, assieme a quella che sembra la tendenza di una parte delle istituzioni, italiane ed europee, a chiudere gli occhi di fronte all’evidenza”. Sta di fatto che adesso bisognerà aspettare l’esito della denuncia presentata alla Rappresentanza a Roma, sempre che seguirà un’altra indagine, non scontata dopo la chiusura della EU Pilot 2220/11. Una cosa è certa: per sapere la verità sui rifiuti dell’ex Sisas bisognerà ancora attendere. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/29/rifiuti-illegali-made-in-italy-denuncia-di-greenpeace-sullarchiviazione-della-discarica/279478/

a Sezze disastro anche nei deupuratori, odori nauseabondi

Liquami fognari a cielo aperto assieme allo sversamento del depuratore Dal Fosso Brivolco odori nauseanti DA ALCUNE settimane è tornato a farsi sentire in modo inequivocabile il tanfo della valle del Brivolco. Così la sera per chi vive a Sezze scalo, in via Calabria o per chi risale le Coste di Sezze, non c’è rischio che resti mai da solo. Il tanfo lo segue fino al popoloso quartiere dei Casali. E dire che l’accertamento sui liquami fognari scaricati direttamente a valle, era pure partito, ma dove s’è arenato non si sa. Così come non si giustifica con la costante disfunzione le depuratore l’aggravio di odori nauseabondi che esalano dal fosso Brivolco. Dall’altra parte, l’annunciato iter esecutivo per la realizzazione del nuovo depuratore, pure quella appare irrimediabilmente bloccata. Sezze dunque non risolve ancora nessuno dei suoi problemi relativi al ciclo integrato delle acque, e nonostante il referendum sembra appesa alle sorti che i gestori priva t i continuano a giocare sulla sua endemica sofferenza. Benchè poco più là a valle la città abbia le fonti idriche che dissetano buona parte della pianura. E. F. Latina Oggi 29 giugno 2012

acqua pubblica riduzione del flusso anche a Sonnino, acqualatina avvisa in ritardo

Riduzione del flusso a Sonnino scalo, Ambrifi difende la giunta Acqua, nessun ritardo «Avvisati solo lunedì dal gestore, solleciti immediati. Opposizione sterile» OPPOSIZIONE «sterile e spensierata» a Sonnino. Come a dire, solo polemiche fine a se stesse e niente di costruttivo. Nel mirino del vice sindaco, Claudio Ambrifi, esponente dell’Udc, ci sono sia Luigi De Gregoris della Destra di Storace che Giulio Del Monte. La stampa diventa rimedio immediato per controbattere alle accuse, pur nella convinzione che i consiglieri comunali di minoranza debbano seguire le altre vie istituzionali per esternare le proprie eccezioni. Veniamo ai fatti contestati che Ambrifi elenca e giustifica punto per punto. Cominciamo dai lavori svolti da Acqualatina sulla condotta che porta il flusso idrico nella zona di Sonnino Scalo. Erano opere urgenti e non preventivate come dimostra il fatto che la comunicazione agli uffici è giunta tramite fax solo domenica, giorno in cui gli uffici dell’amministra - zione sono chiusi. «Peraltro – fa notare Ambrifi – lo stesso sindaco Magnarelli, nella prima mattinata di lunedì, appena giunto negli uffici e, una volta messo a conoscenza della situazione, ha chiamato subito i referenti di Acqualatina per sollecitare la risoluzione del problema e quindi il ripristino del servizio idrico». Il primo cittadino ha anche parlato personalmente con alcuni residenti di Sonnino Scalo, facendosi intermediario presso Acqualatina delle esigenze dei cittadini. Va da sé che l’amministrazione non solo risulta estranea alla problematica, ma ha compiuto tutti i passi possibili perché venisse risolta. Veniamo ora alla questione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio. Il vice sindaco chiarisce che l’ammi - nistrazione ha garantito la sua presenza, offrendo collaborazione al parroco. Sulla pulizia nella frazione di Frasso, gli operatori ecologici hanno solo ritardato lo svolgimento della loro attività sul posto, a causa di un urgente intervento su un tratto della viabilità locale su cui si era verificata una frana. Ambrifi chiarisce, altresì, la questione della tassa per gli ambulanti. Questa non è stata stabilita dall’attuale amministrazione e non ha rappresentato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, sebbene prevista dal regolamento comunale approvato dalle precedenti amministrazioni, bensì una quota di partecipazione, esistente già prima del varo della nuova amministrazione a guida di Lorenzo Magnarelli, tra l’altro pari ad un terzo della somma prevista per il pagamento dell’occupa - zione del suolo pubblico. A questo punto, Ambrifi passa alla riflessione politica. Al consigliere di minoranza, Del Monte, e al referente della Destra, De Gregoris, si suggerisce di portare avanti una dialettica costruttiva finalizzata non alla «sterile e spensierata» discussione, ma ad una interazione di proposte che possano contribuire allo sviluppo del miglioramento della comunità. Mina Picone Latina Oggi 29 giugno 2012

Sezze debilitati dal flop idrico della guerra tra Dondi e Acqualatina

Sezze, da alcune settimane molte utenze delle zone alte del paese sono all’asciutto «Debilitati» dal flop idrico La guerra tra Dondi e Acqualatina continua, ma Campoli ora punta i piedi TRE giorni fa lo hanno visto entrare all’interno degli uffici della Procura della Repubblica, dove il primo cittadino si sarebbe recato per esporre ilsuo punto di vista al sostituto procuratore Gregorio Capasso. Che ha raccolto non solo le ultime lamentele di Andrea Campoli in ordine alla gestione del ciclo idrico integrato nel Comune di Sezze, ma che avrebbe raccolto anche il prop o s i t o dell ’a m m inistrazione comu nale di redigere un dossier sulle «mancanze » finora fatte r eg i s t r a r e da quella che ora appare il suo nemico giur a t o : l a Dondi spa. La punta dell’iceberg che affonda le sue radici n el l’an no sa questione della crisi idrica setina, oggi però appare ancora nascosta. Due giorni fa Acqualatina sarebbe tornata scrivere al sindaco, minacciando ancora una volta riduzione dei volumi idrici. Vendetta dunque sui cittadini per una mancanza altrui. Il motivo? Sempre lo stesso: la Dondi non ha ancora pagato la prima tranche della fatturazione relativa ai consumi del 2010. Dall’altra parte Dondi, che appare messa alle strette da un sistema di rivendicazioni congiunte, afferma «da mercoledì avremo i soldi in banca e saremo pronti ad effettuare il bonifico » . Certo la Dondi fino a ieri sembrava veleggiare a vista, ma ora che le banche tornano a fargli credito, quella che appariva come una società in procinto di esalare il suo ultimo respiro, tira fuori gli artigli. E spiega: «stiamo portando l’acqua laddove ci è stato richiesto, dove continuano ad arrivarci richieste di aiuto». E già, perchè la riduzione del flusso idrico in realtà c’è stata ed oggi si viaggia intorno ai 79litri al secondo. Al limite di quello che per legge viene stabilito dal piano regolatore generale dell’a pprovvigionamento idrico che le società di gestione devono garantire. Un piano che tuttavia per Sezze, essendo costantemente afflitti dall’arsura e dalla carenza idrica nei mesi estivi, come in quelli invernali, potrebbe iniziare a far trapelare il vago sospetto, sia da tempo abbondantemente sottostimato. Non fosse altro che proprio i parametri urbanistici rischiano di essere fuori controllo. Basta guardarsi attorno e comprendere come molti utenti del servizio idrico lo siano divenuti da poco. Magari grazie all’emersione di quel fenomeno che non era solo circoscritto agli allacci abusivi, ma più diffusamente sostenuto da una tendenza cronica all’abusivi - smo urbanistico benedetto dalla «necessità». Da alcuni giorni infatti nei quartieri alti come Villa Petrara, ma anche tra le popolose frazioni di Suso, via Montagna e via Scopiccio, l’acqua arriva ogni dieci giorni. Il sindaco annuncia che qualora il servizio non venisse reso secondo la necessità del territorio, sarebbe pronto ad avvalersi di ogni suo potere giuridico. Certo è che con l’afa e la calura estiva il problema dell’acqua non è solo una questione di igiene e mantenimento dei livelli minimi di gestione della vita sociale. Rappresenta qualcosa di più. Elisa Fiore Latina Oggi 29 giugno 2012

a Cori in piazza per l'acqua pubblica iniziativa di protesta con decurtazione bollette

Cori, parte la campagna di obbedienza civile e l’autodecurtazione delle bollette In piazza per l’acqua pubblica L’iniziativa di sabato pomeriggio è stata organizzata dal Comitato lepino IL COMITATO territoriale per l’Acqua Pubblica di Cori ha organizzato per sabato alle ore 17.30 in piazza Signina, un incontro pubblico, in cui saranno condivisi i percorsi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua nel territorio lepino. In particolare si illustreranno le procedure per la Campagna di Obbedienza Civile e per l’au t o de c u rt azione delle bollette. Anche l’a mmi nis tra zio ne comunale ha sposato l’i n iziativa, mettendo a disposizione del Comitato territoriale un apposito sportello, aperto una mattina a settimana, che in poco tempo ha raccolto oltre un centinaio di adesioni. «Con il referendum del 12 e 13 giugno 2011- spiega l’am - ministrazione lepina - 26 milioni di italiani hanno votato per l’affermazione dell’ac - qua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto, schierandosi anche a difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione. Ad oggi, non solo non si è fatto niente per applicare la volontà popolare, ma si è cercato di andare nella direzione opposta: prima il Governo Berlusconi ha riproposto le stesse norme abrogate, con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato; adesso il Governo Monti ha pronto un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione col quale vuole intervenire direttamente anche sull’ac - qua». È per questo che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si è mobilitato, avviando la campagna di «Obbedienza Civile» per il rispetto dei referendum, incentrata sull’autoriduzione di quella quota di in bolletta del 7% di remunerazione del capitale, «che il gestore - affermano gli organizzatori dell’inizia - tiva di sabato - continua a far pagare illegalmente, nonostante l’esito referendario». Inoltre verrà presentato il Referendum propositivo regionale per l’Acqua Pubblica nel Lazio, una proposta di legge d’iniziativa popolare, che dovrà essere firmata da almeno 50mila elettori laziali, che spinga la Regione Lazio verso una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico integrato, dato che entro il 31 dicembre 2012 dovrà legiferare in questa materia, in particolare sulla riorganizzazione degli Ato. Interverranno all’assemblea pubblica: Domenico Guidi, autore della pubblicazione «Acqua»; Roberto Lessio, Redattore de Il Caffè e i rappresentanti del Comitato Acqua Pubblica di Aprilia. Cori per un pomeriggio diventerà il capoluogo della lotta alla gestione del servizio idrico targato Acqualatina. Latina Oggi 29 giugno 2012

Acqualatina, dipendenti senza stipendi, azienda in crisi

Problemi sugli stipendi E ora l’azienda entra in crisi ANCHE Acqualatina spa è un’azienda in crisi e ieri mattina nel corso di un incontro tra la direzione aziendale e le rsu è stato annunciato che la spa non sarà in grado di pagare la quattordicesima mensilità ai dipendenti. E forse ci saranno dei problemi anche per gli stipendi di luglio. Tutto questo «per una serie di eventi esterni che hanno creato squilibrio economico-finanziario e che rischiano di compromettere la corretta gestione della società». Preoccupazione è stata espressa dalla Femaca Cisl. Acqualatina vanta crediti per circa 60 milioni di euro, pressocché l’equiva - lente del suo bilancio annuale e si tratta di somme legate alle morosità, altissime in talune aree del territorio servito. A questi crediti si è aggiunto il contenzioso con la Dondi spa di Sezze pari a 1,5 milioni di euro dovuti per gli ultimi due anni di fornitura. Ma la batosta decisiva è arrivata dalla delibera di giunta regionale che impone al gestore del servizio idrico in provincia di Latina il pagamento delle quote per la manutenzione dei canali, pari a 10 milioni di euro per gli anni dal 2011 al 2015. Il provvedimento della Regione verrà impugnato al Tar. Ieri, intanto, la spa ha ribadito che i canoni relativi ai canali non sono inseriti nelle bollette correnti e che il contenzioso già in essere con gli enti di bonifica non riguarda il versamento delle somme, bensì la loro entità. Latina Oggi 29 giugno 2012

Acqualatina gli investimenti rinviatin conferenza dei sindaci Ato 4

Ieri la conferenza presieduta da Cusani, molte lamentele ma alla fine tutto a p provato Gli investimenti rinviati Slitta il piano di interventi di Acqualatina, col placet dei sindaci NONOSTANTE la resistenza di alcuni amministratori locali e il lungo elenco di doglianze sul funzion a m e n t o del servizio, dopo una riunione- maratona, la conferenza dei s i n d a c i dell ’Ato4 ha approv a t o a m a g g i or a n z a i p u n t i a ll ’o rd in e del giorno della riunione di ier i . C i o è l’a u me n t o p r o g r a mmato delle tariffe per i l 2 0 1 2 , una revisione del piano degli i n v e s t imenti che p o s t i c i p a una parte della opere e n t r o i prossimi sei anni, e il via libera per il presidente dell’assemblea, Cusani, ad impugnare la delibera di giunta regionale che impone al gestore di pagare ai Consorzi di Bonifica le quote per la manutenzione dei canali. Tra tutti i punti in agenda forse l’ultimo è quello che lascia effettivamente perplessi. Non solo perché tutti (o quasi) i responsabili degli enti locali della provincia di Latina si mettono di traverso ad una decisione della Regione e fanno finta di non capire la rilevanza della manutenzione della rete dei canali di bonifica; ma anche perché rinnegano, in fondo, il loro ruolo di controllo sulla gestione del servizio idrico integrato che avrebbe quantomeno imposto una riflessione sulla posizione dei Consorzi di Bonifica e della Regione. Su proposta del sindaco di Nettuno, Chiavetta, l’aula ha anche detto sì ad una scelta che «tradisce» lo spirito del servizio idrico integrato e cioè la sospensione temporanea degli investimenti sul territorio di Aprilia poiché lì si registra un tasso elevato di morosità degli utenti (68%). Il servizio integrato dell’ac - qua, come si sa, doveva prescindere dal pagamento delle bollette che pure va effett u a t o p e r o b b l i g o contrattuale; tutti i Comuni avrebbero dovuto in egual misura contribuire agli investimenti e al miglioramento delle reti. Ieri invece è passato il principio in base al quale chi non paga non riceve il servizio, come la tv privata (per capire). Il presidente In alto il presidente della società. Addessi, al lato il sindaco di Nettuno, Chiavetta della conferenza, Cusani, e il capo della segreteria tecnica, Giovannetti, hanno ribadito ciò che avevano già detto sia il presidente di Acqualatina, Addessi, che l’amministra - tore delegato, Besson (a loro volta presenti alla conferenza) e cioè che ci sono dei ritardi negli investimenti legati ad emergenze tipo gli interventi di dearsenizzazione e il contenzioso con la Dondi spa, società cui viene venduta l’acqua per approvvigionare Sezze. Il tutto si aggiunge ad un tasso di morosità altissimo e ciò rende più complicato per la società effettuare gli investimenti che aveva dato per certi entro il 2012. Lo slittamento degli investimenti impedisce anche la riduzione parziale delle tariffe annunciata anch’es - sa per certa entro il decimo anno di gestione, che è quello corrente. Latina Oggi 29 giugno 2012

crisi economica ad Acqualatina niente 14.ma per i lavoratori


Sezze, emergenza idrica, dimenticati dalla conferenza dei sindaci

La Provincia 29 giugno 2012

acqua conferenza dei sindaci dell'Ato 4 il report da Latina

Conferenza dei sindaco dell'Ato4, il report

Il giorno 28/06/2012 nella Sala del Consiglio Provinciale si è tenuta la Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell'Autorità di Ambito Territoriale n° 4 - Lazio Meridionale - Latina, con i seguenti punti all'OdG:

1. "Sentenza Corte Costituzionale n. 335/2008 - Restituzione quote depurazione - Adempimenti".
2. "Correzione dei refusi presenti negli allegati alla Delibera atto n. 3 del 11 Novembre 2011."
3. "Correzione dei refusi presenti negli allegati alla Delibera atto n. 3 del 11 Novembre 2011."
4. "Sub-Articolazione Quota Fissa della Tariffa - Determinazioni".
5. "Sub-articolazione della tariffa per usi commerciali - Determinazioni".
6. "Programma degli interventi deliberato dalla Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell'ATO 4 con Atto n° 3/2011: dettaglio delle opere per Comune - Approvazione".
7. Approvazione schema di "Convenzione per la gestione del Fondo Sociale per i Comuni dell'ATO4 della Provincia di Frosinone anni 2012-2013-2014", tra l'ATO 4 Lazio Meridionale- Latina e Provincia di Frosinone.
8. Delega al Presidente dell'ATO 4 per l'impugnazione e costituzione nei giudizi instaurati dai Comuni di Aprilia e Bassiano e da cittadini vari avverso e per l'annullamento delle delibere della Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell'ATO4 atti nn. 3 e 4 del 11.11.2011.
9. Delega al Presidente dell'ATO 4 per l'impugnazione e costituzione in giudizio nei procedimenti contro i Consorzi di Bonifica dell'Agro Pontino, del Sud Pontino e di Pratica di Mare pendenti dinanzi al Consiglio di Stato e al Tribunale di Roma
10. Delega al Presidente dell'A.T.O. 4 per l'impugnazione della Delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 158 del 13.04.2012.
11. Segreteria Tecnico Operativa dell'Autorità dell'A.T.O. N. 4 - "Lazio Meridionale - Latina"- Approvazione Conto Consuntivo 2011 e Assestamento Contro di Previsione 2012 .

I sindaci hanno approvato l'elenco degli utenti dell'ATO n° 4 aventi diritto al rimborso con i relativi importi fatturati per singolo utente delle quote corrisposte per il servizio di depurazione non goduto; il Gestore provvederà alla restituzione degli importi, nella misura del 100%, entro i termini stabiliti dal D.M. 30/09/2009.

E' stata approvata la sub articolazione della quota tariffaria per gli usi commerciali, su richiesta della associazioni di categoria e dopo essersi confrontati con l'OTUC e la Confcommercio. E' stato ritenuto opportuno approvare una sub articolazione della sola tariffa commerciale che tenesse conto delle diverse esigenze delle attività nella stessa ricadenti, senza penalizzare quelle che utilizzano la risorsa idrica come bene primario per la propria attività.

E' stato approvato il Piano di dettaglio per ogni Comune dell'ATO 4, degli interventi che il gestore dovrà realizzare nel sessennio 2012-2017. Si ricorda che, ad oggi, il gestore Acqualatina S.p.A. ha realizzato opere per il servizio idrico integrato per un valore di 126 ML € e nel periodo 2012-2017 dovrà realizzare investimenti per un importo di 108 ML €. La società ha dato, innanzitutto, priorità alle problematiche ereditate dalle precedenti gestioni, in termini di qualità e garanzia del servizio, dando risoluzione alle crisi idriche ed adeguando i depuratori presi in gestione. Nell'elaborazione del programma di dettaglio delle opere da eseguire nel sessennio 2012-2017 innanzitutto si è data priorità alla risoluzione di problemi strutturali, prevedendo la realizzazione dei nuovi impianti per l'abbattimento alle soglie comunitarie dell'arsenico nella risorsa idrica in distribuzione (la deroga della Regione Lazio scadrà il 31/12/2012) e la risoluzione del problema della torbidità dell'acqua nei comuni del sud pontino. A partire dal mese di maggio 2012 si è svolta una serie di incontri tra la Segreteria Tecnico Operativa, il Gestore del S.I.I. ed i comuni dell'A.T.O. n. 4, in cui sono state concordate e definite le priorità di intervento per ogni singolo comune, tenendo conto che il Programma degli Interventi dovrà comprendere i suddetti interventi strutturali. E' stato definito il dettaglio delle opere da realizzare sulla base delle indicazioni fornite dai Sindaci medesimi. Inoltre, la Conferenza dei Sindaci, considerato che il Comune di Aprilia non ha inteso partecipare alla riunione appositamente convocata per la condivisione della programmazione degli interventi del S.I.I. del prossimo sessennio e che ha assunto atteggiamenti non collaborativi nonché, trattenendo illegalmente le somme versate dagli utenti del S.I.I., ha contribuito ad aumentare la morosità già alta nella città di Aprilia, ha deliberato di sospendere i finanziamenti degli interventi inseriti nel programma ed in particolare quelli finalizzati alla realizzazione di nuovi collettamenti e quello necessario per il potenziamento dell'impianto di depurazione di Via del Campo. Sono in essere i finanziamenti necessari a garantire le condizioni di pubblica sicurezza.

La Conferenza ha approvato lo schema di Convenzione per la gestione del Fondo Sociale per i Comuni dell'ATO4 della Provincia di Frosinone anni 2012-2013-2014" tra l'ATO 4 Lazio Meridionale- Latina e Provincia di Frosinone. La Provincia di Frosinone ha ritenuto opportuno prevedere lo stesso sostegno anche per i cittadini della Provincia di Frosinone che fanno parte dell'A.T.O. 4, per consentire lo sgravio totale o parziale, da operarsi sulle fatture emesse a carico dei cittadini titolari di assegno o pensione sociale, in base alla metodologia già adottata dalla Provincia di Latina.

La Conferenza dei Sindaci ha dato mandato al Presidente dell'Autorità d'Ambito Territoriale n° 4 Armando Cusani anche per impugnare la Delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 158 del 13.04.2012, in cui si stabilisce, tra l'altro, di procedere all'immediata sottoscrizione delle Convenzioni con i Consorzi di Bonifica (Agro Pontino, Sud Pontino e Pratica di Mare) e di stabilire che il canone annuo che il Gestore deve saldare sia adeguato rispetto alle Convenzioni scadute e già sottoscritte dai Consorzi e dall'ATO.

La Regione, con tale delibera, ha inteso fissare una somma forfettaria da corrispondere ai Consorzi come canone di circa 16 ML euro (12 ML euro per gli anni 2006-2011 e 4 ML euro per gli anni 2012-2013), che inevitabilmente graverà sulle bollette idriche degli utenti.

(29-06-2012)

fonte:www.provincialatina.tv

mercoledì 27 giugno 2012

e adesso gli scavi nella discarica di Borgo Montello per cercare i fusti tossici


commissione parlamentare fusti tossici discarica borgo Montello: tutto in un dossier


acqua pubblica conferenza dei sindaci Ato 4 a tutela della spa

fusti tossici Borgo Montello apre il cantiere per gli scavi in discarica


rifiuti Latina commissione inchiesta parlamentare e consiglio comunale

Borgo Montello gli scavi possono cominciare

Il messaggero 28 giugno 2012

Discarica Borgo Montello, audizione Cester commissione parlamentare di inchiesta rifiuti illeciti

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti Camera, 27 giugno 2012 - 14:30 Invia a un amico, Stampa Audizione dell'ex direttore della discarica di Borgo Montello, Achille Cester. http://www.radioradicale.it/scheda/355578

Fusti tossici giorno decisivo per la discarica di Borgo Montello

CONFERENZA DI SERVIZI CON L’ARPA, POI IN PARLAMENTO SUI FUSTI TOSSIICI GIORNO DECISIVO ANCHE il sindaco, Giovanni Di Giorgi, sarà sentito nel pomeriggio di oggi in Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. L’obiettivo è quello di capire quali sono le condizioni attuali della discarica, soprattutto dopo i ripetuti rinvii degli scavi per la ricerca dei fusti tossici di cui ha parlato il pentito Carmine Schiavone e per i quali sono state trovate alcune prove da parte dell’Arpa Lazio nel 2009. E’ una giornata intensa sul fronte rifiuti quella di oggi. Alle 10 si terrà la conferenza di servizi per sbloccare l’iter di avvio delle operazioni di scavo nel sito S0, per le quali è stata finanziata la prima tranche per un importo di 500mila euro, con conseguente appalto affidato alla società Poseidon lo scorso febbraio. In realtà il cantiere non è stato ancora aperto perché proprio l’Arpa Lazio due settimane fa ha posto un problema aggiuntivo, ossia la individuazione di un sito nel quale smaltire tutto il materiale di risulta degli scavi, quindi non soltanto la parte dove eventualmente verranno trovati i fusti tossici, in quanto potrebbe esserci già stata contaminazione. Questa eccezione ha fatto slittare i tempi e anche i costi che saranno necessari per la prima operazioneverità sulla più vecchia discarica di Borgo Montello, che negli anni di conferimento dei fusti era del Comune di Latina. Dopo la conferenza di servizi (disertata la scorsa settimana dai rappresentanti della Provincia di Latina e della Regione lazio) si potrà conoscere qual è la soluzione individuata per il trattamento del materiale di scavo nonché i tempi per l’ini - zio dei lavori. E’ probabil - mente questo il motivo per il quale il sindaco Di Giorgi e il vicesindaco Cirilli terranno a mezzogiorno una conferenza stampa che dovrebbe anche rispondere alle moltissime polemiche degli ultimi giorni, legate ai ritardi nelle operazioni di scavo. Per il Comune di Latina la verità sul sito S0 è diventata una sorta di doppia sfida perché vuol dire sollevare il velo sulle modalità con cui l’ente ha gestito direttamente quell’area negli Anni 80; inoltre l’amministrazione per la prima volta comincia ad ipotizzare una richiesta di risarcimento dei danni causati dallo sversamento incontrollato dei veleni a Montello. Se, come sta emergendo in questi ultimissimi anni, in quella discarica arrivava di tutto senza che alcuno (inspiegabilmente) controllasse, allora prima o poi il Comu- ne di Latina dovrà ottenere una forma di ristoro che almeno gli consenta di rimettere in sesto quella che a tutti gli effetti appare ogni giorno di più come una bomba ecologica. Il dossier S0 è già approdato più volte in Commissione parlamentare. E’ q uin di probabile che il contributo del sindaco oggi pomeriggio sia volto proprio a delineare come e quando ci saranno i primi interventi di scavo nella vecchia area comunale, sotto la quale ci sarebbero problemi per le falde. Ma questo appartiene ad un altro capitolo dell’intricato caso-Montello. Latina Oggi 27 giugno 2012

Discarica e fusti tossici a Borgo Montello, audizione oggi pomeriggio

AUDIZIONE OGGI POMERIGGIO, UN PASSATO INGOMBRANTE rifiuti
Veleni e coperture,
le ultime verità
L’ex direttore Cester in Commissione L’appuntamento è fissato per le 14 e l’audizione di Achille Cester, già direttore della seconda discarica di Borgo Montello non si annuncia facile. Soprattutto perché arriva a circa dieci giorni di distanza dalle rivelazioni che lo stesso ingegnere ha sottoscritto a il fattoquotidiano. it e che, se verranno confermato oggi pomeriggio, potrebbero aprire le porte non solo ad una nuova indagine su Borgo Montello ma fare luce su quello che è accaduto a metà degli anni 90. Quando, cioè, già la camorra aveva interrato comodamente fusti tossici nella vecchia discarica comunale S0 e le industrie locali (molte se non tutte) buttavano veleni dentro il sito S4. Dice infatti Achille Cester nell’intervista a ilfattoquotidiano: «Quando arrivai nel 1997 a Borgo Montello era un vero Far West... l’invaso S4 galleggiava sul percolato, mai recuperato, mentre quel poco che prelevavano si diceva lo buttassero direttamente nel fiume Astura. L’estrazione e produzione di biogas, pur altamente remunerativa ed ecologicamente indispensabile era abbandonata. L’invaso S4 era il grande contenitore dove tutte le aziende della zona, oltre ai Comuni, sversavano i loro rifiuti. Spesso questi rifiuti erano assimilabili ai rifiuti urbani ma più spesso era necessario controllare ogni automezzo in ingresso per evitare abusi, specialmente da parte dei cosiddetti terzisti». Il sito di cui parla Cester era della Indeco, la società che oggi gestisce la discarica in cui confluiscono i rifiuti di tutti i Comuni della provincia di Latina, eccetto il capoluogo. La stessa Indeco, congiuntamente all’al tr o gestore EcoAmbiente, era stata individuata in una conferenza di servizi del 2009 come il soggetto che pro quota avrebbe dovuto contribuire alla bonifica di una parte della discarica, poiché l’Arpa Lazio ha accertato che lì esiste un grave problema di inquinamento delle falde acquifere soggiacenti, quelle che vengono utilizzate in agricoltura. Bonifica che non è mai partita a causa del contenzioso che è nato sulle responsabilità e, in definitiva, sui costi da sopportare. A questo punto, però, sorge un dubbio: è possibile che l’in - tervento di bonifica sia slittato anche per evitare di «scoprire» cosa c’è veramente sotto la montagna di rifiuti di Montello e tutti i segreti criminali che ha nascosto fino ad oggi. Achille Cester nella sua recente intervista ha fatto i nomi delle ditte che gestivano il trasporto rifiuti all’epoca dei fatti cui si riferisce: «... se ne occupava Carmine Mirante, un calabrese trapiantato qui da generazioni, titolare di un locale notturno sul litorale romano... lavorava lì anche Luigi Bontempi... e la ditta Ambroselli Maria Assunta della zona di Formia...». La discarica diretta da Cester è stata gestita negli anni dai maggiori gruppi del settore, tipo la società dei fratelli Pisante (gruppo Acqua) poi dalla Green Holding di Giuseppe Grossi. Proprio quest’ultima società nei giorni scorsi ha affermato in una nota che i «rifiuti industriali non pericolosi non finivano nell’invaso di Indeco, bensì in un altro» gestito da Ecotecna posto in un’area adiacente affidata al gruppo Acqua. Secondo la nota lo sversamento del percolato era autorizzato ed è durato «solo» due anni, dal 1992 al 1994. Secondo l’ex direttore fusti dal contenuto non identificabile continuarono ad arrivare a Montello per tutti gli anni 90. «Per evitare controlli e la facile identificazione a partire dalla metà degli anni Novanta, i fusti non venivano più smaltiti tal quali ma triturati e mischiati con plastica, carta e legno, tanto che tra gli addetti ai lavori era stato coniato un neologismo con il suo prezzo di riferimento. Il ‘triturato misto’». Se Cester confermerà tutto questo ce ne è abbastanza per un’ispezione della Commissione parlamentare, un ripensamento dell’Arpa sulla bonifica e qualche mea culpa da parte di tutti quelli che si sono occupati di politica ambientale in provincia di Latina negli ultimi diciotto anni. Graziella Di Mambro Latina Oggi 27 giugno 2012

comune di Latina, tavolo per arsenico, rimborsi non ammessi

Se ne occuperanno quattro esponenti, due per ogni schieramento
Tavolo per l’arsenico
Sarà attivato un gruppo per il monitoraggio della situazione
I RIMBORSI per la presenza
d el l ’arsenico nell’acqua non
possono essere riconosciuti, questo
lo si sapeva già, ma il Consiglio
comunale ha fatto un passo
avanti ieri con l’a p p r ova z i o n e ,
all’unanimità, di un apposito tavolo
di monitoraggio della situazione.
Si tratta dell’istituzione di un
gruppo di lavoro che sarà composto
da quattro esponenti politici
dei diversi schieramenti, due della
maggioranza e due dell’oppo -
sizione, che dovranno controllare
l’evoluzione del problema della
presenza dell’arsenico
nell’acqua del Comune di Latina.
Il tavolo si confronterà per capire
se i limiti della sostanza saranno
rispettati e, se ciò non dovesse
accadere, agire di conseguenza
magari procedendo con i rimborsi
in bolletta per gli utenti colpiti
dal problema.
Finora i rimborsi non sono stati
riconosciuti perché la Comunità
europea ha rivisitato i parametri
relativi all’arsenico che sono stati
innalzati fino a 20 milligrammi
per litro. Nell’acqua del Comune
di Latina se ne erano riscontrati
12 per ogni litro. L’istituzione
del tavolo di monitoraggio è stata
comunque approvata all’unani -
mità dal Consiglio comunale dopo
l’apertura all’opposizione da
parte del consigliere di Città
Nuove Gianni Chiarato. Il Pd
aveva avanzato diverse proposte
sull’argomento nel corso degli
ultimi mesi. Latina Oggi 27 giugno 2012

scavo fusti tossici discarica Borgo Montello audizione commissione parlamentare Di Giorgi e Cirilli

27-06-2012

Scavi nella discarica di Borgo Montello, conlusa l'audizione in commissione

Riceviamo e pubblichiamo

Il Sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, il vice Sindaco e assessore all’ambiente, Fabrizio Cirilli, e il dirigente del settore Ambiente del Comune di Latina, Grazia De Simone, hanno preso parte questo pomeriggio alla prevista audizione presso la “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti”, presieduta dall’on. Gaetano Pecorella. L’audizione aveva per oggetto lo stato delle attività nella discarica “S0” di Borgo Montello, in relazione al finanziamento concesso dalla Regione al Comune di Latina per eseguire scavi nell’invaso in questione finalizzati a verificare la eventuale presenza di sostanze tossiche interrate.

I lavori della Commissione sono iniziati con l’inversione dell’ordine del giorno e quindi con l’audizione dell'ex direttore della discarica di Borgo Montello, Achille Cester. Successivamente, con l’ingresso in Commissione dei rappresentanti del Comune di Latina, il presidente Pecorella ha sospeso la seduta per consentire ai commissari di partecipare alle votazioni sulla fiducia in Parlamento. Il presidente Pecorella, come da precedente richiesta formulata al Comune di Latina, ha però acquisito la relazione consegnata dal Sindaco Di Giorgi e in cui si riassumono tutti i passaggi legati alla vicenda in oggetto, che sono stati già esposti in sintesi questa mattina alla stampa dallo stesso Sindaco e dall’assessore Cirilli.

Preso atto della relazione ricevuta, il presidente Pecorella, anche a testimonianza dell’ottimo e capillare lavoro svolto dagli uffici comunali, ha ritenuto la relazione esaustiva, chiedendo solo di integrare la relazione stessa con il verbale della conferenza dei servizi che si è tenuta questa mattina in Comune, in merito alla programmazione delle attività di scavo nella discarica “S0”.
http://www.latinanotizie.it/articolo.php?id=24012

discarica Borgo Montello scavo fusti tossici ufficializzate le date

B.go Montello - Scavi in discarica: ufficializzate le date

B.go Montello - Scavi in discarica: ufficializzate le date
B.go Montello - Sono state finalmente ufficializzate le date di inizio degli scavi presso l'invaso S0 della discarica, che dovranno accertare la presenza di eventuali rifiuti tossici. In realtà l'unica data certa è quella di apertura del cantiere (il 12 luglio) ma l'assessore all'Ambiente Fabrizio Cirilli ed il Sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi hanno assicurato poco fa in conferenza stampa che “i lavori di scavo vero e proprio inizieranno al massimo agli inizi di agosto”. Laboriosa in effetti, appare la fase di predisposizione del cantiere: saranno infatti predisposti i servizi essenziali, le strade d'accesso e posizionati container e piattaforme ma soprattutto saranno allestite le tre aree in cui verrà depositato il materiale recuperato dall'escavazione. In una prima area, praticamente non protetta, verrà depositato esclusivamente il terreno superficiale; in una seconda area, costituita da una vasca attrezzata, invece, verrà inserito il resto del materiale (che verrà in un secondo momento privato delle eventuali parti ferrose e ricoperto secondo le moderne tecniche di bonifica che stanno peraltro interessando anche gli altri invasi della discarica). La terza area sarà invece quella più importante ed isolata, in cui verranno depositati tutti quei materiali ferrosi e di dubbia provenienza, i quali verranno li stoccati ed in un secondo tempo analizzati "secondo le modalità che i tecnici riterranno opportune - ha specificato Fabrizio Cirilli - Sarebbe infatti ingenuo pensare ora a come trattare materiale di non si sa quale natura".
Sindaco e vice-sindaco, peraltro, proprio in questi minuti sono in audizione presso la commissione d'inchiesta del parlamento: "ascolteremo quello che hanno da chiederci - ha commentato il Sindaco Di Giorgi- di sicuro è che abbiamo le carte in regola, abbiamo finalmente dato il via ai lavori e giustificato quindi i fondi regionali ed abbiamo anche definito nel minimo dettaglio il progetto (e proprio la definizione dei dettagli avrebbe causato lo slittamento della conferenza dei servizi definitiva della settimana scorsa) e ripartito con ordine i ruoli all'interno del progetto". http://latina.ogginotizie.it/148999-b-go-montello-scavi-in-discarica-ufficializzate-le-date/#.T-tXxlJEbRQ

Rifiuti, Bonessio (verdi) inutili cassonetti a scomparsa

Ufficio Stampa Verdi - Regione Lazio
COMUNICATO STAMPA

RIFIUTI
BONESSIO (VERDI), ROMA ORA CON INUTILI CASSONETTI A SCOMPARSA ROMA È BABELE MONNEZZA. OFFRIAMO CONSULENZA GRATUITA AD AMA E COMUNE PER DIFFERENZIATA.

«E ora siamo a quattro con le modalità differenti di raccolta dei rifiuti a Roma che diventa una vera e propria Babele della monnezza. - afferma il Presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio - Con l'inaugurazione del sistema "sperimentale" a scomparsa di Via Villa in Lucina, ora Roma può concorrere a essere una vera e propria fiera, in negativo, della raccolta differenziata a dimostrazione del fatto che questa amministrazione non sa che pesci pigliare in materia di rifiuti. Abbiamo la dannosa multimateriale, l'insignificante duale, la costosa a scomparsa e la "sperimentale" differenziata porta a porta ferma al palo. Una vera e propria collezione delle modalità di raccolta, nella quale spicca l'assenza di una vera differenziata di qualità. É incredibile come l'amministrazione capitolina continui a girare intorno al problema eludendolo invece di prendere l'unica decisione chiara in fatto di gestione dei rifiuti: differenziata spinta porta a porta con la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini. Una differenziata di qualità, infatti, è una ricchezza non un peso, poiché il prodotto di questa metodologia è in grado spuntare un prezzo molto alto sul mercato delle materie prime/seconde. Visto che non riusciamo a capire il perché di tanta ottusità sulla questione, come Ecologisti insieme a numerosi cittadini ormai esperti in materia, ci offriamo per una consulenza assolutamente gratuita ai vertici di Ama e del Campidoglio per far capire loro i vantaggi per l'ambiente e per le tasche dei cittadini della differenziata spinta porta a porta come sistema unico su cui puntare senza ulteriori ‘distrazioni’».
27 giugno 2012
Lo comunica l’Ufficio Stampa dei Verdi.

UFFICIO STAMPA
Giulio Finotti 340 2734910
Sergio Ferraris 347 3803887

GRUPPO VERDI - REGIONE LAZIO
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Tel. 06 6593 7014, 06 65937043 - Fax. 06 65937089
Capo Ufficio Stampa: Antonio Barone
Mail. 
ufficiostampa.verdi@regione.lazio.it

diventa socio Millenium WWF oggi



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Immagine in linea 1

DIVENTA SOCIO MILLENNIUM WWF OGGI!
PERCHE' "GRANDI", SI DIVENTA.

Il Millennium Club è il cuore del WWF.
Risorsa fondamentale per realizzare i progetti più complessi per la difesa e la tutela della biodiversità, il Socio Millennium è un vero e proprio partner dell'Associazione nelle sfide più difficili che ci troviamo ad affrontare giorno per giorno.
Il Millennium Club oltre ad avere una Segreteria dedicata, riserva ai propri Soci, in via del tutto esclusiva, la possibilità di partecipare a moltissime iniziative dell'Associazione. 

L'anno scorso grazie ai Grandi Donatori il WWF ha realizzato materiali didattici per 12.500 bambini delle province di Milano e Varese, ristrutturato uno stabile al Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago per migliorare la capacità di ricoveri, ha creato un meraviglioso Orto Botanico con stagno di acqua dolce nell'Oasi di Orbetello, ha istituito una nuova Oasi, il bosco di Marzagaglia in Puglia, minacciato dalla costruzione di una discarica, da incendi, bracconaggio e che rischiava di scomparire per sempre.

Quest'anno c'è un importante progetto che il WWF vuole realizzare: "Le Cesine". Occorre avviare numerosi interventi, sempre concreti, e per farlo il WWF ha bisogno del tuo sostegno, perchè Grandi si diventa.

Puoi scegliere di contribuire:
- all'acquisto di un uliveto
- all'acquisizione di un'area a macchia mediterranea
- alla riqualificazione e fruizione sostenibile della spiaggia
- all'adeguamento dell'antica Masseria.

Diventa anche tu Socio Millennium entro il 31 luglio 2012 e riceverai il kit "SPECIALE OASI". Un modo per ringraziarti del tuo generoso gesto nei confronti della natura e conoscere meglio questi luoghi straordinari che sono le Oasi WWF.

SCEGLI COME ADERIRE: SU WWF.IT/MILLENNIUM O CHIAMANDO IL NUMERO VERDE 800.99.00.99
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L'Ato4 e la provincia di Latina si sono dimenticati di Sezze? quale posizione tra Dondi e Acqualatina?

Ufficio Stampa Verdi - Regione Lazio
COMUNICATO STAMPA

ATO 4-LATINA
BONESSIO (VERDI LAZIO) E LIBRALATO (VERDI LATINA): CONFERENZA SINDACI SI E' DIMENTICATA SI SEZZE? QUALE POSIZIONE TRA DONDI E ACQUALATINA?
 «La conferenza dei sindaci dell’Ato 4 pare abbia dimenticato il comune di Sezze e i suoi cittadini» Lo affermano Nando Bonessio, Presidente dei Verdi del Lazio) e Giorgio Libralato, Portavoce dei Verdi di Latina argomento scomparso dall’ordine del giorno del 28 giugno che la Provincia di Latina ha inviato alle amministrazioni comunali.  «Da alcune settimane i circa 25 mila cittadini di Sezze assistono allibiti alla guerra tra aziende la Dondi (uscente) e Acqualatina (che sta subentrando). Tale lotta punisce gli incolpevoli sezzesi che, pur essendo in regola con i pagamenti e con la norma, si sono visti ridotti sensibilmente il flusso idrico. In contrasto con le leggi e il buon senso nel pieno della stagione estiva e delle condizioni di allarme meteo. L'Ato 4 e la Provincia di Latina hanno degli obblighi nei confronti dei cittadini di Sezze indipendentemente tra chi ha ragione e chi torto tra Dondi e Acqualatina. Né le questioni igieniche possono attendere il lento iter della giustizia.» Delle questione se ne è occupato, su istanza urgente del sindaco di Sezze Andrea Campoli, lo stesso Prefetto, ma spetta alla politica e alle istituzioni prevenire tali incongruenze e programmare nel modo corretto i servizi indispensabili come l'erogazione di acqua pubblica. “Noi Verdi chiediamo alla conferenza dei sindaci di domani di inserire come 1. punto all'odg la questione della fornitura idrica nel comune di Sezze, ordinando il normale flusso idrico, vista l'urgenza della questione», concludono Bonessio e Libralato.
27 giugno 2012
Lo comunica l’Ufficio Stampa dei Verdi.

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martedì 26 giugno 2012

Sezze guerra tra Dondi e Acqualatina, ancora razionato flusso idrico


piano rifiuti del Lazio per il ricorso di Cusani contro la Polverini deciderà il Tar di Roma


NO AL MARE IN GABBIA" - Presentazione del Manuale di Autodifesa del Bagnante 2012

    • martedì 3 luglio 2012
    • 11.30

  • I Verdi-Ecologisti-Reti Civiche vi invitano a partecipare all'iniziativa "NO AL MARE IN GABBIA" - conferenza stampa di presentazione del "MANUALE DI AUTODIFESA DEL BAGNANTE edizione 2012 - Tutto quello che avreste sempre voluto sapere e che nessuno vi ha mai detto", uno strumento, aggiornato con incredibili novità, utile per consentire ai bagnanti di conoscere e difendere i propri diritti e proseguire nella storica battaglia a favore di un mare libero, visibile ed accessibile in maniera gratuita.
    Alla conferenza stampa sarà presente il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, insieme a bagnanti simpaticamente coreografici.

    L'appuntamento è per le 11.30 presso il Pontile di Ostia (Piazzale dei Ravennati).

Conferenza sindaci Ato 4 pro acqualatina?

Ufficio Stampa Verdi - Regione Lazio
COMUNICATO STAMPA

ATO 4-Latina
BONESSIO (verdi LAZIO) E LIBRALATO (VERDI LATINA): CONFERENZA SINDACI PRO ACQUALATINA? CONTRO REGIONE, CONSORZI DI BONIFICA, COMUNI E CITTADINI?
 «La conferenza dei sindaci dell’Ato 4 corrisponde al Cda di Acqualatina?» Se lo chiedono Nando Bonessio, Presidente dei Verdi del Lazio) e Giorgio Libralato, Portavoce dei Verdi di Latina leggendo l’ordine del giorno del 28 giugno che la Provincia di Latina ha inviato alle amministrazioni comunali.  «Sembra una dichiarazione di guerra, contro la Regione Lazio, i Consorzi di Bonifica, i comuni di Bassiano e Aprilia e i cittadini. Eppure questi soggetti stanno solo facendo valere i loro diritti nelle varie sedi.  Infatti tra i punti caldi figurano l’articolazione della tariffa che, ovviamente, non considera il referendum e la relativa obbligatoria riduzione di legge. Al contrario appare evidente la volontà dell’amministrazione provinciale di Latina di far intervenire in giudizio (eventualmente al posto della società privata) il presidente dell’Ato 4 conferendo il mandato contro i Consorzi di Bonifica, sia presso il Consiglio di Stato, sia presso il tribunale di Roma. Stesso discorso contro i comuni di Aprilia e Bassiano, contro i cittadini e per impugnare la delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 158/2012. Noi Verdi chiediamo ai sindaci che saranno presenti giovedì “di esprimersi nel rispetto democratico del risultato referendario, riducendo la tariffa, di separare gli interessi della spa privata da quella dei cittadini e di attendere la relativa espressione dei Tribunali”. Chiediamo inoltre di rivedere e chiarire tutti gli aspetti tariffari oggetto di contestazione dalla data di affidamento ad Acqualatina ad oggi. Qualunque sia la decisione dei rappresentanti in conferenza chiediamo che venga legittimato dai singoli rispettivi consigli comunali», concludono Bonessio e Libralato.
26 giugno 2012
Lo comunica l’Ufficio Stampa dei Verdi.

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Borgo Montello, Latina fusti tossici interrati nella discarica

Borgo Montello, Latina, fusti tossici interrati nella discarica

_Discarica del Gruppo Cerroni.
_(Fonte articolo, clicca qui) Un’altra battaglia, in tema di gestione dei rifiuti, si sta consumando a sud di Roma. E’ quella che vede protagonista la discarica di borgo Montello, un ecomostro che negli anni è arrivato ad occupare un’area di 50 ettari distruggendo per sempre un territorio di alto valore agricolo ai confini tra Latina e Nettuno. La paura delle amministrazioni – comune e provincia di Latina in particolare – è che il sito possa essere ulteriormente ampliato. Montello è la Malagrotta della provincia pontina: chiusura sempre prossima, salvo ripensamenti e proroghe dell’ultimo minuto. L’ultima polemica intorno alla discarica su cui pende un’inchiesta per l’inquinamento delle falde acquifere – a luglio il tribunale deciderà il rinvio a giudizio dei gestori Bruno Landi, Nicola Colucci e Vincenzo Rondoni – è quella relativa allo scavo di presunti fusti tossici. Una operazione resa possibile da un cospicuo finanziamento regionale – 850mila euro – tesa ad indagare sulla natura della masse ferrose individuate da un lontano studio dell’Enea del 1996 nell’invaso più antico, denominato “S zero”. Un giallo che trova riscontro nei racconti del pentito di camorra Carmine Schiavone risalenti ai primi anni novanta: dopo qualche anno di oblio il tema è tornato nell’agenda del Comune, subito contestato per le procedure adottate nell’affidare l’appalto degli scavi ad una società amica, e per questo oggetto di un esposto in procura presentato da Libera e Legambiente. Perplessità che, sotto il profilo tecnico, vengono sposate dall’agenzia Arpa Lazio che nei giorni scorsi ha bloccato l’avvio degli scavi per un motivo ovvio, ma che il Comune aveva ignorato: la rimozione dei rifiuti speciali dovrà prevedere il trasporto dei medesimi presso una discarica autorizzata al loro smaltimento. Strano non pensare ad una evenienza simile: o si credeva di non trovare niente, oppure la superficialità ha guidato l’ente in questa strana operazione. Tutto sospeso, dunque, sino alla prossima conferenza dei servizi prevista il 22 giugno: una ulteriore beffa a fronte di fondati sospetti sulla operazioni delle ecomafie sorti da oltre 15 anni. Ma guai a criticare l’amministrazione: in suo soccorso intervengono i vertici regionali dell’agenzia ambientale: «L’approfondimento e la verifica –afferma il direttore di Arpa Lazio Corrado Carrubba -, anche alla luce delle nuove normative , della questione legata allo smaltimento dei fusti tossici che eventualmente verranno ritrovati, non è sinonimo di insabbiamento, ma significa portare avanti con senso di responsabilità tutti gli aspetti e le procedure legate alla delicata situazione delle discariche di Borgo Montello. Di contro, proprio l’omissione e la superficialità rispetto a questo ulteriori passaggi avrebbe potuto creare i presupposti per impedire l’accertamento dei fatti. Si è ritenuto quanto mai opportuno esperire tutta una serie di passaggi, affinché si potesse evitare e mettere in preventivo l’insorgere di problematiche nel corso dell’escavo che quindi avrebbero determinato una fase di stallo nel corso dei lavori. Pertanto il prossimo 22 giugno si terrà la conferenza di servizio definitiva e già in quella data la questione verrà definita sotto ogni aspetto, anche alla luce degli approfondimenti effettuati, e soprattutto in quella sede si procederà al fare il via libera all’apertura dei cantieri». «L’interruzione dei lavori alla discarica di Borgo Montello aggiunge l’ennesimo incredibile tassello di incuria ambientale. – affermano il Presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio e il Portavoce dei Verdi di Latina, Giorgio Libralato. Se da un lato può essere apprezzabile l’iniziativa del comune di Latina di effettuare gli scavi dei fusti tossici e di conferire i rifiuti non differenziati a un centro di trattamento prima dell’invio in discarica, di prevenire ulteriori ampliamenti della discarica (o dei relativi impianti di trattamento dei rifiuti) nella zona della stessa discarica con il risarcimento ai cittadini confinanti della discarica non si può dimenticare che: Cirilli, attuale vice sindaco e assessore all’ambiente è stato assessore all’ambiente del comune di Latina proprio nel periodo 1993/1997 durante il quale sarebbero accaduti fatti importanti nella discarica; anche l’attuale sindaco Di Giorgi è stato in passato assessore comunale; il comune di Latina è tutt’ora a livelli molto bassi di raccolta differenziata (a parte il balletto dei numeri di poco superiore al 30%) con evidenti problemi da una parte della ditta che gestisce il servizio (Latinambiente) e dall’altra con la restituzione dell’Iva sulla Tia». In una battaglia ad alto tasso di scontro politico intorno alla gestione dei rifiuti si inserisce anche l’amministrazione provinciale di Latina guidata dall’esponente del Pdl Armando Cusani. Parte civile nel processo per l’inquinamento, promotore di un ricorso al tar contro il piano rifiuti targato Polverini, Cusani è fautore della chiusura del ciclo dei rifiuti a livello provinciale non nascondendo la necessità di realizzare un termovalorizzatore collocandolo proprio nell’area di borgo Montello. Dal canto suo il comune non resta a guardare, intanto scegliendo di non conferire più i rifiuti a Montello, servendosi invece di un altro impianto dove è possibile il pretrattamento, portando in discarica solo il “rifiuto del rifiuto.” Inoltre la giunta ha presentato una proposta di delibera con cui si definisce il perimetro della maxi discarica e si prevede, per ostacolare ulteriori ampliamenti, l’istituzione di una fascia di rispetto destinata ad ospitare un bosco che racchiuderà la discarica stessa. Inoltre è previsto un ristoro economico per gli abitanti dei terreni confinanti agli invasi. Il tutto, ovviamente, è ancora sulla carta. http://differenziati.com/category/discarica-roncigliano-castelli-romani/

lunedì 25 giugno 2012

Montello il giorno della verità Cirilli e Di Giorgi (sindaco di Latina) audizione alla commissione parlamentare di inchiesta


Borgo Montello, discarica finalmente la svolta tra poche ore si conoscerà la data di inizio dei lavori di scavo dei fusti tossici

Il messaggero 26 giugno 2012

Minturno: chi non fa la differenziata viene multato

Il messaggero 26 giugno 2012

enel fa causa a Greenpeace per aver diffuso i dati shock sull'inquinamento delle centrali a carbone

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/25/enel-contro-greenpeace-in-tribunale-stop-alla-campagna-contro-di-noi-chiudete-sito/274662/

Enel contro Greenpeace in tribunale: “Stop a campagna contro di noi, chiudete il sito”

Secondo i dati elaborati dal movimento le centrali a carbone del colosso dell'energia provocano un morto al giorno. Così è partito il tam tam mediatico. La società: "Questa forma di attivismo è andata degenerando oltre la legittima manifestazione del pensiero". La replica degli ambientalisti: "Se pensano che ci faremo intimidire sbagliano"

greenpeace enel
Una montagna di soldi e la chiusura di siti web. Con queste richieste Enel ha trascinato davanti al giudice Greenpeace Italia per la campagna contro l’inquinamento da carbone che ha messo nel mirino le centrali dell’ex monopolio di Stato. In una citazione depositata la scorsa settimana al Tribunale di Roma Enel chiede al giudice di prendere provvedimenti urgenti per sospendere “l’attivismo di Greenpeace che è andato degenerando oltre la legittima manifestazione del pensiero e concretandosi in una aggressione di insusitata, ingiustificata e intollerabile violenza diffamatoria”. Tali da offendere decoro e immagine della società. L’udienza è fissata per martedì mattina alle 11.30 alla prima sezione civile del tribunale di Roma. Ilfattoquotidiano.it pubblica in anteprima la contro-relazione dei legali di Greenpeace.

E si apre già il caso politico, con i senatori del Pd che mettono le mani avanti: “Sarebbe inaccettabile qualunque limitazione alla libertà di informazione di Greenpeace, Enel pensi a rivedere le proprie strategie industriali smettendo di investire soldi pubblici in tecnologie dannose per la salute come il carbone”.
Nella querela per diffamazione mossa da Enel il presidente Giovanni Mancini e il legale Salvatore Cardillo chiedono al giudice designato Damiana Colla di inibire a Greenpeace la diffusione dei messaggi della campagna mediatica di mobilitazione “Bollette sporche” che è partita a maggio per contestare a Enel le sue presunte responsabilità come “primo killer del clima”: stop al video del 28 maggio che spiega perché, stop al sito dedicato (www.facciamolucesuenel.org) , alle t-shirt, ai volantini, ai fac-simile di bolletta spediti a 100mila cittadini per informarli e sensibilizzarli. Nella richiesta di censura finisce anche il videoclip della canzone “E’ nell’aria” di Adriano Bono & Torpedo Sound Macine e Meganoidi utilizzata come colonna sonora della campagna.
Pesanti le richieste economiche. Enel chiede al giudice di condannare Greenpeace al pagamento di 10mila euro per ogni giorno di inesecuzione delle eventuali disposizioni inibitorie e mille euro per ciascun militante che dovesse proseguire sulla via della contestazione. L’importo della causa – scrivono gli stessi legali di Enel – resta indeterminato ma già nel 2009 era arrivata a Greenpeace Italia una lettera con richiesta di risarcimento da 1,6 milioni per le azioni contro le centrali a carbone del gruppo dal 2006 al 2009.
Raccomandata enel 12.11.09
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“La lettera – racconta il direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio – aveva probabilmente uno scopo intimidatorio perché non ha avuto seguito”. Non a caso era arrivata alla vigilia della conferenza sul clima di Copenhagen e non aveva destato particolare clamore, anche perché la notizia sui giornali italiani non trovò spazio, se non dopo la pubblicazione sul Financial Times. Ma ora ci risiamo ed Enel, stavolta, fa sul serio con la prima cuitazione in guidizio e lo scontro in aula si annuncia durissimo.
Greenpeace ha già fatto sapere che non arretrerà di un millimetro: “Se pensano che ci faremo intimidire sbagliano – dice Onufrio – noi continuiamo aspettando ovviamente di sapere cosa dirà il giudice perché la causa inzia adesso, non finisce. Il giudice nel giro di qualche giorno prenderà misure di cautela, vederemo quali. Però questo non ci impedità di continuare, magari usando altri canali e strumenti. Nel caso faremo una strategia di contro attacco dove i contenuti saranno riproposti in altri modi, forme e canali. Ma sarà ancora più pesante”.
In queste ore i legali di Greenpeace Italia, Luca Gastini, Alessandro Gariglio e Giuseppe Rombolà, hanno chiuso una memoria difensiva che sarà presentata al giudice e che Il Fatto anticipa in anteprima. Il documento sovverte gli equilibri stessi della citazione di Enel. “Con la loro azione legale – sostiene Cariglio – i legali dell’azienda puntano il dito contro il linguaggio e i metodi degli attivisti e si guardano bene dall’entrare nel merito della vicenda. E’ un’occasione preziosa per rimettere in fila le cose perché il punto è e resta il danno che Enel produce all’ambiente e all’uomo e su questo impostiamo la nostra linea difensiva per far valere finalmente le nostre ragioni”.
Ma i toni usati nelle campagne sono davvero al limite della criminalizzazione pubblica, non temete la condanna? “Noi siamo piccoli – scandisce il direttore Onufrio – e i piccoli devono gridare più forte per farsi sentire. Ma non abbiamo superato i limiti della “continenza” ma tradotto in termini verbali quello che è scritto nei numeri. Del resto non abbiamo i mezzi di Enel che per propagandare la sua “bolletta pulita” può investire grandi risorse. E’ un’azienda da 70 miliardi di budget, il suo capo da solo guadagna 4 milioni e mezzo di euro l’anno, una cifra che noi superiamo di poco avendo 58mila sostenitori”. In effetti nel 2011 ad aumentare sono state le bollette e il compenso per il top mananger Fulvio Conti(salito del 40% a quota 4,37 milioni), i profitti sono andati in picchiata del 5%.
Ma la guerra si poteva evitare? “No. Abbiamo tentato ogni strada per condizionare le strategie del gruppo che – va ricordato – per il 30% è ancora dello Stato e dovrebbe perseguire scopi di sviluppo sostenibile. Ma il Tesoro lascia fare come fosse una società privata. Abbiamo tentato tutte le strade. Attraverso Fondazione Banca Etica, che raccoglie l’azionariato critico dal 2007, abbiamo provato a portare all’ordine del giorno del Cda il tema del danno climatico e per la salute, niente da fare. Prima di avviare la campagna abbiamo mandato in antemprima ai vertici di Enel la documentazione che abbiamo raccolto per invitare la società ad un confronto. Niente”.
E allora si va al cuore della questione. Enel, primo killer del clima? “Sì, le emissioni dalle centrali a carbone Enel hanno un impatto sanitario dell’ordine di un morto al giorno, 366 l’anno per la precisione”. Il calcolo si basa sulla proiezione alle centrali Enel dei parametri usati negli studi sulla “mortalità in eccesso” lo scorso novembre dall’Agenzia Europea per l’Ambiente sulle emissioni in atmosfera delle 20 centrali più inquinanti d’Europa. Ad adattare la metodologia dell’EA al parco termoelettrico di Enel è stato l’istituto oladnese Somo. Nel rapporto si legge che “le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l’anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse emissioni sono stimabili come prossimi ai 2,4 miliardi di euro. La produzione termoelettrica da carbone costituisce una percentuale preponderante di questi totali: a essa sono ascrivibili 366 morti premature, per quell’anno, e danni per oltre 1,7 miliardi di euro. Sul suo primato c’è ormai poco da dire. Per dati di emissione di anidride carbonica è in assoluto la prima azienda in Italia, ma è perfino in controtendenza perché le emissioni italiane nel 2011 sono scese e quelle dell’Enel sono aumentate. E la stessa cosa succede in Europa dove Enel ha visto aumentare le sue emissioni di CO2 dal 2010 al 2011 da 68 a 78 milioni di tonnellate. Ora il fatto che abbiamo fatto una campagna, che è l’altra contestazione che ci muovono, è che Enel non solo ha la maggior parte delle centrali relativamente all’impatto sanitario che calcolato solo sulle centrali a carbone gli altri operatori Enel conta per circa il 64% quindi è di gran lunga l’operatore più importante, non solo Enel ha aumentato la sua produzione a carbone dal 34% al 41% contro una media nazionale del 13%. Ha in progetto due nuove centrali di conversione a carbone, quella di Porto Tolle vicino a Rovigo e quella di Rossano Calabro. Se le facesse la sua quota di produzione di carbone dal 41 andrebbe oltre il 50%”.
Numeri che l’Enel ha sempre respinto come inattendibili e che anche nell’atto di citazione sono solo sfiorati e poi sbrigativamente archiviati. In una nota la società ha ribadito che ritiene la campagna di Greenpeace “gravemente denigratoria e priva di fondamento”. Il motivo in poche righe: “Le attività dell’aziende sono sottoposte alle norme e ai controlli delle istituzioni locali, nazionali e internazionali. Circa la metà della energia elettrica che il Gruppo produce è priva di qualunque tipo di emissione, compresa l’anidride carbonica: una percentuale tra le più alte rispetto a tutte le altre grandi utilities al mondo. Inoltre attraverso la controllata Enel Green Power, Enel ha in programma investimenti nelle fonti rinnovabili per oltre sei miliardi di euro nei prossimi cinque anni, un impegno che ha ben pochi paragoni a livello globale. Infine Enel ricorda che solo il 12% dell’energia elettrica italiana è prodotta con il carbone contro una media europea di circa il doppio”.
Anche nel testo scritto al giudice, insieme alle contestazioni, Enel enumera le sue certificazioni, rimarca le ottemperanze ai livelli di legge e in un passaggio spiega come le scelte energetiche legate al carbone siano dettate soprattutto dalla scelta di mettere al bando il nucleare. “Sul fatto che il referendum abbia costretto Enel a optare per uno sviluppo del carbone, come si legge, è ridicolo perché si sa benissimo che anche se si fosse inziato a costruire una centrale nucleare ci volgiono 10 anni per vederla in funzione. la quota da nuove rinnovabili di Enel in Italia è un misero 8%, è questa la sostenibilità?”, taglia corto Onufrio.
Come finirà la guerra del carbone in tribunale? “A volte si perde e a volte si vince ma come attivisti non ci spaventiamo. L’insegnamento di Gandhi è la nostra guida: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”. Ultimamente abbiamo avuto diversi decreti penali di condanna – che convertono in sanzione pecuniaria pene detentive – e ovviamente ci opponiamo ogni volta e andiamo a processo anche per affermare un principio: gli attivisti di Greenpeace non sono dei criminali”. E i primi a muoversi in difesa di Greenpeace sono i senatori “ecodem” del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: “L’Italia è un paese libero dove nessuno può mettersi al di sopra delle regole democratiche con censure fuori dal tempo.” Domani in tribunale, alle 11.30, si saprà se è davvero così.

Discarica Borgo Montello il sindaco di Latina Di Giorgi convocato dalla commissione parlamentare di inchiesta smaltimento illecito dei rifiuti

Il video http://www.latinapress.it/multimedia/latinapress-tv-video/visualizzavideo/233/notizie-e-politica/discarica-b-go-montello-il-sindaco-di-latina-convocato-in-parlamento

gestione acqua, contenzioso sulle cifre acqualatina meno soldi ai consorzi

La società vorrebbe versare meno agli enti consortili Contenzioso sulle cifre, la battaglia sui numeri E’ una storia che va avanti da anni, quella delle somme da trasferire ai consorzi di bonifica per la manutenzione dei canali. Secondo la convenzione che lega Acqualatina ai Comuni della provincia, secondo la Regione e secondo i giudici amministrativi deve essere a carico del gestore del servizio idrico, quindi inserito, pro quota, nelle bollette dell’ac - qua. Concetto sempre contestato sia da Acqualatina, che ha omesso di inserire queste somme nei bilanci dal 2003 in poi, sia dalla conferenza dei sindaci che ha formalmente asserito in atti approvati a maggioranza che «le somme richieste dai Consorzi di Bonifica attinenti servizi e attività che non rientrano nel servizio idrico integrato non possono essere messe a carico della tariffa pagata dagli utenti ». In altri termini per la conferenza dei sindaci e per la società le somme da mettere nelle bollette e poi da trasferire ai Consorzi per la manutenzione dei canali dovevano e devono essere di gran lunga inferiori a quanto richiesto, circa 300 mila euro annui per i tre Consorzi competenti per il territorio, a fronte dei due milioni di euro stabiliti per ogni anno. Rispetto ai 13 milioni di euro che i Consorzi chiedono di versare (almeno fino al 2011). Un contenzioso che, fino a questo momento, ancora non ha trovato soluzione. Latina Oggi 25 giugno 2012

la guerra dell'acqua tra Acqualatina e Consorzio di bonifica

Ancora polemiche con il Consorzio di Bonifica sui mancati pagamenti Acqua, guerra infinita «Il canone non va determinato in maniera unilaterale» Chiesta la mediazione della Regione: decidano loro SCONTRO aperto tra Acqualatina ed i Consorzi di Bonifica. Ad accendere la miccia sono state le dichiarazioni della società e del presidente dell’Ato 4, che hanno spiegato di non poter pagare gli enti consortili perché il rischio è il fallimento. Parole che non sono piaciute ai vertici dell’ente consortile ed al presidente della Coldiretti Massimo Gargano, che hanno ricordato la sentenza del Tar del novembre 2011 dove sono state sconfitte le tese di Acqualatina riguardo il pagamento dei canoni di bonifica in quanto l’onere deve essere a carico del gestore del servizio e quindi inserite nelle bollette. Una battaglia tutt’altro che terminata visto che l’opi - nione della società in merito è molto diversa. «Nella sentenza del Tar si stabilisce che il canone da corrispondere ai Consorzi non è un contributo di bonifica ma un corrispettivo per servizi resi da determinare, perciò, in contraddittorio. In linea con quanto sostenuto prima dalla Cassazione e poi anche dal Tribunale di Latina ed annulla, di conseguenza, parte della convenzione tra Ato e Consorzi. Il canone non va quindi determinato in maniera unilaterale, come invece ha fatto la Regione Lazio, ribaltando i contenuti extragricoli che prima venivano che prima venivano corrisposti dai singoli. Il canone deve essere in funzione all’acqua effettivamente scaricata dal gestore con i propri tubi, reti ed impianti e quindi in base al beneficio diretto ottenuto». Una difesa arriva anche agli oneri sulle bollette degli utenti dell’Ato 4. «Al contrario di quanto affermato da alcuni comitati - spiega l’azienda - gli utenti non hanno mai pagato tali voci in tariffa, poiché sono state ritenute ingiustificate dall’autorità di ambito, in quanto non rispondenti ad un metodo di calcolo opportuno ed equo». Tuttavia è chiaro che non si può continuare con questo ostracismo. Anche perché il mancato pagamento dei canoni metterebbe a rischio l’attività degli enti consortili. Tuttavia per risolvere la questione Acqualatina chiede un intervento istituzionale. «Come gestore di un servizio pubblico essenziale auspichiamo che la Regione Lazio metta fine a tale conflitto che ci vede come parte avversa dei Consorzi di Bonifica - afferma l’a mm in i st ra t or e delegato Raimondo Luigi Besson - In realtà, come ho avuto modo di spiegare più volte, noi siamo al fianco dei Consorzi affinché venga individuata una soluzione che salvaguardi le parti in causa: da una parte i Consorzi ed il mondo agricolo che devono avere le risorse per svolgere funzioni indispensabili di difesa del suolo, dall’altra gli utenti del servizio idrico integrato che non deve essere gravati da costi anomali ed ingiustificati». Insomma in realtà Acqualatina e consorzi di bonifica sarebbero in conflitto «loro malgrado», ed il problema risiederebbe tutto nella Regione che dovrebbe trovare una soluzione. Difficile però spiegarlo agli enti consortili che, a causa di questo blocco rischiano il collasso Latina oggi 25 giugno 2012