giovedì 31 maggio 2012

discarica Borgo Montello bocciatura commissione europea


equitalia atti e notifiche nulle. Denuncia sulle nomine


terremoto crollano capannoni in Emilia e a Latina cosa potrebbe succedere?

Abbiamo scoperto che molte zone devastate dal terremoto in Emilia non erano sismiche fino a qualche anno fa. Di conseguenza le costruzioni pur realizzate a regola d'arte e con il certificato di agibilità sono crollate. La provincia di Latina ha una sciame sismico notevole dal luglio dello scorso anno. Sembra una trentina di scosse. Qualcuno (Regione Lazio - Genio Civile - Ministero dell'Interno - Provincia - Comuni) degli enti pubblici ha chiesto un controllo, una verifica, un censimento dei nostri fabbricati in particolare dei capannoni? Sicuramente, per motivi economici, il metodo di costruzione dei capannoni pontini è lo stesso di quelli emiliani. Prima di piangere non sarebbe il caso, senza allarmismi, con la dovuta cautela professionale, indicare semplici interventi per migliorare i capannoni esistenti? In altre parole indicare interventi per evitare che in caso di sisma ci siano danni rilevanti? Verdi Ecologisti e Civici della provincia di Latina

morti e interruzioni di gravidanze vicino discarica Albano

giovedì 31 maggio 2012

Un’altissima incidenza di interruzioni di gravidanza vicino la discarica di Albano


VIVERE NELLA DISCARICA (terza puntata)

Nell’ultimo articolo pubblicato sul blog abbiamo denunciato i gravissimi episodi sanitari che stanno verificandosi intorno alla discarica di Albano.
Nei primi mesi dell'anno due coppie di giovani che abitano a Roncigliano, vicino la discarica, hanno dovuto interrompere la gravidanza entro il sesto mese a seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite.

Come evidenziato dallo studio epidemiologico sugli effetti delle discariche in Campania (“Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana. Messa a punto di indicatori sintetici di pericolosità e di esposizione ai rifiuti”), predisposto dall'Istituto Superiore di Sanità, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’elevata incidenza di malformazioni congenite è un preciso indicatore di presenza di rifiuti tossici e nocivi altamente inquinanti.
Qualificati esperti di onco-ematologia ci hanno assicurato che è possibile dedurre dal tipo di malformazione congenita il tipo di rifiuto tossico e nocivo presente nella discarica.
In questi giorni ci sono arrivate decine di segnalazioni anche dalla zona di Ardea vicino alla discarica in merito ad altissime incidenze di interruzioni di gravidanza, sia in seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite sia per gravidanze extrauterine.
Invitiamo le persone che vivono nella discarica di Albano denunciare con forza questa forma di violenza della discarica, che lede pesantemente il diritto alla vita, a raccogliere le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica da sottoporre all’attenzione dei nostri esperti di onco-ematologia e a prendere contatti con i comitati.
  
Costringere 2.381 persone (uomini e donne, anziani e … 313 bambini) a vivere entro il raggio di un chilometro dalla discarica di Albano è un crimine, soprattutto perché la legge regionale del 2002 prevede per le discariche una distanza minima di 1.000 metri dalle abitazioni.

Le donne subiscono in modo particolare questa pesante violenza!!!

Infatti, dallo studio epidemiologico sugli effetti della discarica di Albano, predisposto dalla USL RM-E, emerge che la discarica di Albano provoca anche un aumento della mortalità femminile del 20%.


Cosa fare di fronte a questi gravi problemi sanitari?

Quali iniziative intende prendere il Sindaco di Albano, Nicola Marini, massima autorità sanitaria del Comune a difesa degli abitanti del territorio, dopo che ha nascosto per mesi ai cittadini e ai comitati le autorizzazioni regionali del VII invaso della discarica, facendo scadere i tempi per il ricorso al TAR?

Quali iniziative intende prendere l'Assessore Regionale all'Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile,
 Marco Mattei, che come ex-Sindaco del Comune di Albano Laziale si è qualificato per la sua richiesta alla Regione Lazio “dell’inceneritore più grande del mondo”, come ama definirlo il signor Cerroni?

Quali iniziative intende prendere il Ministro dell'Ambiente
 Corrado Clini, che in televisione afferma con convinzione che le discariche sono sicure?

Di fronte a questi episodi sanitari gravissimi è doveroso richiedere la chiusura immediata della discarica di Albano e la predisposizione di un serio e completo studio epidemiologico, coinvolgendo l'Istituto Superiore di Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it/2012/05/unaltissima-incidenza-di-interruzioni.html

2 giugno celebriamo la solidarietà

Ecologisti RetiCiviche Verdi Lazio ha condiviso la foto di Angelo Bonelli.
Un 2 giugno di solidarietà.

Malagrotta ultimatum da UE sui rifiuti pericolosi

Malagrotta, ultimatum dell'Unione europea
"Rifiuti pericolosi, andremo a Corte di Giustizia"

La Commissione europea ha inviato all'Italia un secondo avvertimento formale con un parere motivato in cui boccia le norme per il pretrattamento dei rifiuti nella discarica di Malagrotta e negli altri siti del Lazio. "Insufficienti le misure per ridurre i danni all'ambiente e alla salute", "non basta sminuzzare i rifiuti per poi interrarli"


La Commissione europea chiede all'Italia, in un secondo avvertimento formale, di "conformarsi entro due mesi" alle norme Ue per un adeguato pretrattamento dei rifiuti collocati nella discarica di Malagrotta e in altri siti per lo smaltimento dei rifiuti nel Lazio. In caso contrario, "potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'Ue".

"Vista l'interpretazione restrittiva della definizione di sufficiente pretrattamento dei rifiuti da parte delle autorità italiane - si legge in una nota della Commissione europea - la discarica di Malagrotta nella regione Lazio contiene rifiuti che non hanno subito il pretrattamento prescritto" e la Commissione "è preoccupata in quanto altre discariche situate nella regione Lazio potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni".

Le discariche che operano in violazione della normativa dell'Ue sui rifiuti, dice ancora il comunicato, "costituiscono una seria minaccia alla salute umana e all'ambiente. Su raccomandazione del commissario all'Ambiente, Janez Potocnik, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia in cui si richiede l'adempimento entro due mesi. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea". La direttiva sulle discariche "stabilisce che i rifiuti devono essere trattati prima di essere interrati e cioè devono subire processi
fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la cernita, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero. Da un'indagine Eu Pilot è emerso che nella discarica di Malagrotta, e forse in altre discariche del Lazio, parte dei rifiuti vengono interrati senza essere prima trattati".

"Nel piano di gestione dei rifiuti per la regione Lazio adottato nel gennaio 2012 - continua la Commissione - sono emerse contraddizioni tra la capacità di trattamento meccanico-biologico nel Lazio e il quantitativo di rifiuti prodotto nella Regione. Il deficit di capacità ammonta a 126.891 tonnellate all'anno nella provincia di Latina e a più di un milione di tonnellate all'anno nella provincia di Roma. Di conseguenza, un rilevante quantitativo di rifiuti viene interrato senza subire un adeguato pretrattamento".

Il 17 giugno 2011 la Commissione, spiega ancora la nota, "ha inviato una lettera di messa in mora. Le autorità italiane ritengono che i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati. Tuttavia, secondo la Commissione, il fatto di sminuzzare o frantumare rifiuti indifferenziati prima di interrarli non è sufficiente in quanto occorre un trattamento meccanico-biologico dei rifiuti per stabilizzarne il contenuto organico, processo atto a ridurre il possibile inquinamento".

La Commissione "si preoccupa del fatto che non tutti i rifiuti che vengono interrati nelle discariche abbiano subito il prescritto trattamento meccanico-biologico". Inoltre, la Commissione "rileva con preoccupazione che le autorità italiane non adottano misure sufficienti a ridurre i possibili effetti negativi sull'ambiente e gli eventuali rischi per la salute umana, come prescritto nella direttiva quadro sui rifiuti". Pertanto, quindi la Commissione ha appunto deciso di inviare all'Italia un parere motivato, "concedendole due mesi per rispondere".
(31 maggio 2012) © Riproduzione riservata
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/31/news/caso_rifiuti_ultimatum_dell_unione_europea_adeguarsi_in_2_mesi_o_decider_corte_di_giustizia-36285318/?ref=HREC1-10

discarica di Borgo Montello la provincia vuole i danni

Anche la provincia di Latina si sarebbe costituita parte civile per chiedere i danni per inquinamento, qualora venisse riconosciuto, alla società Ecoambiente.

Ecoambiente dal Gup, miracoli e misteri nella discarica di Borgo Montello

Prossima udienza a luglio. Attesa la decisione sulla costituzione di parte civile del comitato di cittadini Acqua pulita.

mercoledì 30 maggio 2012

terremoto Emilia capannoni crollati ecco perchè

Terremoto in Emilia, ecco perché i capannoni sono crollati Gli ingegneri sismici di ReLUIS: stabilimenti costruiti senza dettagli sismici, non richiesti dalla normativa all’epoca della costruzione di Rossella Calabrese 31/05/2012 - Edifici sbriciolati, chiese sventrate, capannoni crollati. Questo il desolante quadro lasciato dal terremoto in Emilia, dopo le due serie di forti scosse del 20 e del 29 maggio. Mentre prosegue la fase dell’emergenza, non si può fare a meno di notare che il sisma ha abbattuto moltissimi capannoni industriali, come fossero di carta, uccidendo alcuni operai che vi lavoravano. Edilportale ha intervistato Gaetano Manfredi, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli e Presidente della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS), che sta collaborando con la Protezione Civile alle attività di supporto all’emergenza in Emilia ed è già operativa sul campo nelle zone colpite. Edilportale: Le scosse del 20 e 29 maggio hanno causato il crollo di moltissimi capannoni industriali e commerciali, con la perdita di vite umane. La causa dei collassi è riconducibile alla magnitudo del sisma? Gaetano Manfredi: Sicuramente l’intensità del sisma è un fattore importante nel crollo di una struttura, ma in questo caso ha avuto un ruolo determinante la grande vulnerabilità di questa tipologia strutturale. Dai sopralluoghi emergono, a vostro parere, particolari inadeguatezze dei sistemi costruttivi o dei materiali utilizzati? I capannoni nella maggior parte dei casi sono stati costruiti senza dettagli sismici, peraltro non richiesti dalla normativa dell’epoca di costruzione. Quindi nodi tra travi e colonne senza connessioni meccaniche e piccoli appoggi. Tegoli di copertura semplicemente appoggiati. La maggior parte dei collassi è dovuta alla caduta delle travi dagli appoggi per limite di spostamento. La zona colpita era considerata, fino a poco tempo fa, a basso rischio sismico: questo ha fatto sì che non si siano applicati sistemi costruttivi antisismici? Come si dovrebbe costruire in quelle zone? Il problema è stato il ritardo dell’adozione della nuova mappa sismica che è avvenuta solo nel 2003. Tutte le costruzioni realizzate nella zona epicentrale prima di questa data non hanno nessuna capacità di resistere alle azioni sismiche. Oggi in quelle zone basta costruire seguendo la nuova norma tecnica e le mappe di pericolosità esistenti per essere sicuri. Il grande problema sono le costruzioni esistenti, costruite con regole vecchie e spesso senza regole sismiche. Le caratteristiche geologiche e geotecniche dei siti colpiti possono aver amplificato o ridotto gli effetti del sisma? Le caratteristiche del suolo sono estremamente importanti. La conformazione della zona padana, con grandi depositi alluvionali, determina amplificazioni o deamplificazioni locali. Questi effetti si sono sicuramente verificati ed hanno inciso sulle forme spettrali e quindi sulle sollecitazioni delle strutture. Quanto tempo potrebbe durare lo sciame sismico? Potrebbe durare anche molti mesi considerando i pochi precedenti storici. Il Consorzio ReLUIS ha pubblicato un Report fotografico realizzato il 29 maggio a Mirandola, che illustra i danni causati dalle scosse. (riproduzione riservata) http://www.edilportale.com/news/2012/05/tecnologie/terremoto-in-emilia-ecco-perch%C3%A9-i-capannoni-sono-crollati_27870_12.html

L’INCHIESTA SUI CAPANNONI CROLLATI. Monta la polemica sul crollo di diversi capannoni industriali, che ha provocato diverse vittime tra lavoratori e imprenditori. Il Procuratore capo di Modena Vito Zincani ha annunciato l’apertura di un’inchiesta focalizzata proprio sui capannoni. Secondo il Procuratore, “la politica industriale a livello nazionale sulla costruzione di questi fabbricati è una politica suicida”, perché “tra magnitudo quattro e sei un sisma non è ritenuto distruttivo, ma per alcuni capannoni lo è stato”. L’indagine è affidata ai sostituti procuratori Maria Angela Sighitelli e Luca Guerzoni e punterà a verificare se sono state rispettate le norme antisismiche previste dalla direttiva regionale del 2003, ma anche se ci siano state negligenze o mancanze nella costruzione e nella progettazione e nel collaudo degli edifici stessi. Le ipotesi di reato, ancora in corso di valutazione, sono omicidio colposo plurimolesioni personali colpose - viene valutato anche il disastro colposo - e poi la violazione delle norme edilizie. ”Il risparmio nelle costruzioni”, ha commentato Zincani, si paga “con un prezzo di gran lunga superiore, che si calcola con vite umane”.
VIDEO – AZIENDA DISTRUTTA A MEDOLLA, LA RABBIA DEI PARENTI DELLE VITTIME
Il procuratore capo di Modena ha scritto al procuratore generale Emilio Ledonne per chiedere un coordinamento a livello regionale sulle varie inchieste aperte o che si apriranno sul sisma, comprese quelle di Ferrara, che vedono già una ventina di indagati, sempre per omicidio colposo, per i crolli di capannoni avvenuti in quella zona. La procura sta avviando le prime procedure formali, dalla localizzazione di tutti i decessi, alle identificazioni, alla ricostruzione della dinamica dei crolli.
Proprio sui crolli dei capannoni era intervenuto in mattinata anche il neopresidente di Confindustria Giorgio Squinzi: ”La polemica che sta montando mi sembra artificiosa. I capannoni come si vede dalle fotografie sui giornali di oggi, erano in assoluta normalità. E la zona non era specificata come particolarmente sismica. Sono dispiaciuto e triste per le vittime che ci sono state ma escludo la malafede dal punto di vista imprenditoriale. Non dimenticate che sono morti anche degli imprenditori direttamente nel crollo”.
Squinzi ha sottolineato che il sisma, avendo colpito una delle aree più produttive d’Italia, avrà “almeno un minimo impatto sul Pil italiano”. Nell’area che vale l’1% dell’economia del paese “probabilmente assisteremo a un fermo delle attività produttive di tre-quattro mesi”.
Per quanto riguarda le abitazioni sono stati anche i cosiddetti “vulcani di sabbia” a provocare il cedimento di molte case. “E’ un fenomeno dovuto alla liquefazione della sabbia che avviene nel sottosuolo, sotto la spinta di una fortissima pressione”, ha spiegato la ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) Paola Montone, appena rientrata da una prima campagna di rilievi nelle zone colpite dal sisma del 20 maggio.http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/terremoto-emilia-morti-sono-trovato-quarto-operaio-delazienda-medolla/246167/

Agro romano Alemanno vuole costruire 66 mila case

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L’Agro Romano a rischio scomparsa: Alemanno vuole costruire 66mila case

Sono oltre 2mila gli ettari di campagna che potrebbero essere presto cancellati: aree adiacenti a parchi e riserve (Marcigliana, Appia Antica, Veio). Il sindaco: "Servono 25700 alloggi per le fasce deboli". Ma offre spazio per un numero molto maggiore. Legambiente: "Progetto da fermare subito"

marcigliana interna nuova
L’Agro Romano – la vasta area a vocazione agricola intorno alla Capitale – rischia di scomparire definitivamente. A preoccupare sono i risultati di un bando promulgato dal sindaco Gianni Alemanno ad inizio legislatura per la selezione “di nuovi Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, finalizzati al reperimento di aree per l’attuazione del Piano Comunale di housing sociale e di altri interventi di interesse pubblico”. In poche parole: nuovi terreni da rendere edificabili. Delle 334 proposte pervenute – numerosi i proprietari di terreni agricoli che hanno partecipato – ben 160 sono ammissibili. Queste le valutazioni della Commissione istituita ad hoc nel 2008 (composta dal direttore dell’Ufficio per le Politiche Abitative e dai direttori dei Dipartimenti Urbanistica, Patrimonio, Mobilità, Ambiente e Riqualificazione delle periferie).
Sommando le 160 aree ritenute compatibili con i requisiti fissati dall’invito pubblico, sono complessivamente 2.381 gli ettari di campagna romana (già in parte fagocitata negli anni da grandi capannoni industriali, ville e palazzoni) che presto potrebbero essere cancellati da una nuova colata di cemento. Aree bellissime sottoposte a vincoli, adiacenti alla Riserva del Litorale, a quella Marcigliana, ai parchi dell’Appia Antica, di Veio e tanti altri.
Legambiente Lazio commenta sconcertata la cartografia dei nuovi insediamenti proposti, diffusa dal Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale : “Il progetto di Alemanno va fermato subito – lancia l’allarme Lorenzo Parlati, presidente dell’associazione ambientalista – la giunta non può approvare questo scempio, l’assemblea capitolina tanto meno”. Entro l’estate infatti la giunta potrebbe dare il via alla maxi variante del piano regolatore (i tecnici sono già a lavoro per la stesura della delibera). Perché l’emergenza abitativa va affrontata: “Servono 25.700 alloggi – spiegava qualche mese fa il sindaco – di cui 6mila in edilizia agevolata e 19.700 in housing sociale. In questo modo potremmo offrire abitazioni con mutui e affitti a prezzi molto più bassi di quelli che si sono mai potuti vedere in questa citta”. Quelle fasce deboli, a cui si riferisce il sindaco, la possibilità di accendere un mutuo (ancorché piccolo) non ce l’hanno di certo. Ma sarebbe comunque uno spreco, se si considera che a Roma gli immobili non utilizzati, vuoti, sfitti, sono 245mila (ultimo dato disponibile, riferito al 2009). A tal proposito va segnalato l’invito del forum “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” al sindaco di Roma (così come ai sindaci degli altri 8100 Comuni d’Italia) a partecipare alla campagna per il nuovo censimento degli edifici sfitti o non utilizzati. Manco a dirlo, nessuna risposta.
Su 2.381 ettari, però, si possono costruire quasi 23 milioni di metri cubi di superficie edilizia. Corrispondenti non a 25.700 alloggi, ma ad oltre 66mila (il dato è fornito dalla stessa commissione). “Bisogna offrire ai privati terreni edificabili in cambio di nuove metropolitane – spiega l’assessore all’ Urbanistica, Marco Corsini – e poi ci sono delle compensazioni edificatorie ancora da riconoscere”. Cioè tutte quelle cubature che sono state sottratte dal Comune ai privati, in presenza di aree di pregio ambientale, e che vengono compensate dando la possibilità di costruire altrove. Non a parità di metri cubi bensì di valore immobiliare. “E comunque quelle 160 aree sono state selezionate – sottolinea Corsini – non scelte. Ciò vuol dire che alla fine saranno di meno”.
Esprime però le sue “perplessità” anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica: “Già nel 2008 avevamo criticato i criteri del bando, in particolare il fatto che si rendessero disponibili aree agricole, che fosse stabilita una distanza troppo grande dalle fermate del trasporto pubblico. E sul perché non venivano utilizzate le aree edificabili messe a disposizione dal Piano regolatore, né venivano attuati i ben 35 piani di zona per l’edilizia residenziale pubblica già approvati”.
E Legambiente rincara la dose: “Utilizzare la scusa dell’ housing è ridicolo e patetico. La verità è che Alemanno, dopo l’acqua, vorrebbe cedere ai privati anche l’Agro Romano”. Insomma una strumentalizzazione per dar vita a nuove anonime periferie senza servizi. L’ennesimo regalo – dopo quelli di Rutelli e Veltroni – a chi muove voti. D’altronde, come dice il presidente di Legambiente Lazio, “la campagna elettorale è già aperta”.http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/29/lagro-romano-rischio-scomparsa-alemanno-vuole-66mila-case/245883/

rifiuti zero Fiumicino 3 giugno

3 Giugno dalle 10 fino a notte, TerraMater, Aia di Granaretto, Palidoro
Una giornata di festa e di impegno per la nostra terra
Durante la giornata potrai assistere ad eventi musicali e teatrali, dibattiti, vedere mostre, far partecipare i bambini a varie attivita' a loro dedicate; potrai girare tra i banchi di vendita dei produttori agricoli della zona, oppure tra gli artigiani, sempre a KMzero, mangiare e bere cose semplici, ma genuine al punto ristoro.
Ma soprattutto potrai conoscere ed amare la nostra terra, potrai conoscere le minacce che ne insidiano la bellezza, potrai sentire le esperienze di altri comitati in lotta, di Fiumicino, e di tutto il Lazio. Per difenderla meglio, qui a Fiumicino, ma anche a Valle Galeria, Albano, Allumiere, Riano, Corcolle, Colleferro, Latina, Paliano. Abbiamo solo questa, difendiamola

  • Come arrivare alla vecchia aia di Granarettohttp://www.rifiutizerofiumicino.it/terramater.html
  • Guarda l'allestimento dell'aia di Granarettohttp://www.rifiutizerofiumicino.it/terramater.html
  • martedì 29 maggio 2012

    Giappone Fukushima appello per moratoria nucleare

    APPELLO PER UNA MORATORIA NUCLEARE IN GIAPPONE E PER LA IMMEDIATA RIMOZIONE DEL COMBUSTIBILE NUCLEARE DALL’IMPIANTO DI FUKUSHIMA di ISDE ITALIA NETWORK Con questo appello intendiamo rompere il muro di silenzio che, fuori dai confini giapponesi, circonda la catastrofe di Fukushima. L’attuale governo giapponese guidato dal premier Noda ha, di fatto, rinnegato la volontà espressa dal suo predecessore dopo quella catastrofe di far uscire il Paese dalla dipendenza dall’energia nucleare: ma nell’opinione pubblica il dibattito è fortissimo e l’opposizione al nucleare cresce. Sul piano internazionale si vuol far credere che gli incidenti sono stati di poco conto, che la situazione è sotto controllo e le conseguenze per la popolazione giapponese sono minime. Ma la situazione è completamente diversa: ■nei tre reattori funzionanti al momento dell’incidente la quantità di combustibile fuso, che nell’Unità 1 è fuoriuscito da vessel, è superiore a quella fusa in tutti gli incidenti precedenti, ed è assolutamente incontrollabile. L'affermazione che sia stato raggiunto lo "spegnimento a freddo" dei reattori danneggiati è priva di senso, in quanto tale definizione è riferibile solo ad un nocciolo integro, mentre i noccioli delle unità 1, 2, 3 risultano parzialmente o totalmente fusi, con perdita dei parametri di controllo tale per cui non si può escludere che possano riacquistare localmente configurazioni critiche con ripresa della reazione a catena. ■La situazione delle piscine del combustibile esausto non è stata risolta e con il ripetersi di scosse sismiche di notevole intensità rischia di provocare un nuovo incidente dalle conseguenze gravissime e imprevedibili, anche a causa dello stoccaggio addensato delle barre. Un gruppo di esperti dell’Ufficio di Gabinetto giapponese ritiene probabile che nei prossimi anni possa avvenire un terremoto di grado 9 nella faglia oceanica e uno tsunami con onde di altezza eccezionale che colpirebbero non solo la centrale di Fukushima, ma anche molte altre. ■Nella regione Nord Est del paese la situazione rimane estremamente preoccupante. La gravità della contaminazione radioattiva, sulla quale le autorità giapponesi hanno esercitato fin dall’inizio degli incidenti un cover-up, non accenna a diminuire. Sono migliaia le persone sradicate per sempre dalla loro terra (comprese quelle trasferite, anche di propria iniziativa, dalla zona inquinata di Fukushima), che hanno perduto il lavoro e le prospettive per il futuro e vivono in un’incertezza drammatica. ■Al contrario il governo giapponese minimizza la gravità della contaminazione, ha alzato la soglia della contaminazione per i bambini e si dimostra molto più preoccupato del ripristino della normalità apparente che di salvaguardare la salute dei cittadini. ■Il 5 maggio scorso anche l’ultimo dei 50 reattori nucleari in esercizio commerciale del Giappone, si è fermato per le periodiche revisioni (che quest’anno riguardano anche test e adeguamenti conseguenti agli incidenti di Fukushima) senza che ciò abbia pregiudicato la fornitura di energia elettrica al paese. Si apre ora una partita decisiva perché a fronte della volontà del governo e dell’industria nucleare di riattivare le centrali quanto prima, si sviluppano forti opposizioni delle popolazioni. Riteniamo che questi problemi non riguardino solo il Giappone, ma l’intera comunità internazionale e pertanto chiediamo alle autorità giapponesi ■di non riattivare i reattori nucleari attualmente fermi; ■di intervenire urgentemente per estrarre e trasferire le barre di combustibile dalle piscine gravemente danneggiate. ■di provvedere immediatamente, anche se tardivamente, all’evacuazione dei bambini dalle zone contaminate. ■di favorire l’istituzione di un’autorità interdisciplinare e internazionale sotto l’egida dell’Onu per risolvere la situazione di Fukushima, data l’incapacità dimostrata dalla Tepco nella gestione dell’incidente. >>>FIRMA L'APPELLO https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG8xRndsTEtsS2pNdlFNYWxxb21TeWc6MQ Primi firmatari: Harumi Matsumoto Yukari Saito Chie Wada Angelo Baracca Massimo Bonfatti Marcello Buiatti Ernesto Burgio Giulietto Chiesa Giorgio Ferrari Antonietta Gatti Patrizia Gentilini Ugo Mattei Stefano Montanari Giorgio Nebbia Giorgio Parisi Paola Pepe Adriano Rizzoli Roberto Romizi Alex Zanotelli Monica Zoppè Alberto Zoratti BREVI NOTE SUI PRIMI FIRMATARI Harumi Matsumoto, artista giapponese. Voce di punta dei cittadini giapponesi contro il nucleare residenti in Italia. Yukari Saito, giornalista e saggista giapponese, esperto linguistico dle Centro Linguistico Interdipartimentale dell’Università di Pisa, Presidente del Centro di documentazione Italo-Giapponese “Semi sotto la Neve”, attivista nella lotta per i diritti umani e contro il nucleare. Chie Wada, presidente Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici.  Angelo Baracca, professore di fisica presso l’Università di Firenze. Al lavoro di ricerca e di insegnamento ha sempre affiancato l’impegno su temi di carattere sociale. Fin dagli anni Settanta è stato attivo nel movimento antinucleare ed ecopacifista. È stato tra i promotori del Comitato Scienziate/i Contro la Guerra, nato nel 1999 durante i bombardamenti nella ex-Iugoslavia. Massimo Bonfatti, presidente di “Mondo in cammino”, attivo nelle denuncia dei fallout nucleare e nella campagna per l’indipendenza dell’OMS, coordina importanti progetti di gestione locale dei rischi radioattivi e progetti internazionali di riconciliazione interetnica ed interreligiosa. Marcello Buiatti, professore di Genetica nell'Università di Firenze. E’ valutatore dei progetti U.E. in area biotecnologica, esperto del Comitato Economico e Sociale U.E. per le questioni relative agli organismi geneticamente modificati (OGM), membro della Commissione internazionale per il cibo e della Fondazione per la Biodiversità. Ernesto Burgio, medico Chirurgo, Pediatra. Coordinatore Comitato Scientifico di ISDE-Italia. Membro del Comitato Scientifico di ARTAC France (Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse), di ENSSER (European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility). Giulietto Chiesa, giornalista e scrittore, è stato corrispondente da Mosca per vent'anni, prima per l'Unità e poi per La Stampa. Autore di : “La menzogna nucleare. Perche tornare all'energia atomica sarebbe gravemente rischioso e completamente inutile". Ha fondato "Megachip-Democrazia nella Comunicazione e ha dato vita a Pandora Tv. Giorgio Ferrari, diplomato in Energia Nucleare. Ha lavorato per 41 anni all’Enel, di cui circa 20, con il compito specifico di seguire la progettazione, la costruzione e di effettuare tutti i controlli sul combustibile nucleare di tutte le centrali dell’Enel (Latina, Garigliano, Trino Vercellese e Caorso). Antonietta Gatti, fisico, scopritrice del processo con cui le polveri fini e ultrafini penetrano nell’ organismo, Consulente della Commissione Senatoriale “Uranio Impoverito”, Consulente Tecnico per Procuratore della Repubblica per il Procedimento penale per la Sindrome di Quirra. Patrizia Gentilini, medico oncoematologo, fa parte del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute e dell'Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL), associazioni in cui ha trovato gli strumenti ideali per concretizzare il proprio impegno in difesa dell'ambiente e della salute pubblica. Ugo Mattei, professore di diritto internazionale comparato all'Hastings College of the Law dell'Università della California a San Francisco, presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm Professor of International and Comparative Law, ed è professore di diritto civile all'Università di Torino. Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, consulente di Avigolfe, l’associazione dei reduci francesi dalle guerre del Golfo e dei Balcani e della Foundation for Advancement of Science and Education di Los Angeles per i problemi sanitari legati alle nanopatologie dei sopravvissuti al crollo delle Torri Gemelle di New York. Giorgio Nebbia, professore emerito di Merceologia dell' Università di Bari; antesignano del movimento ambientalista italiano. La notevole mole di lavoro e documenti da lui prodotti (riguardanti soprattutto l’utilizzazione dell’energia solare e la dissalazione dell’acqua di mare) depositato presso il Centro di Storia dell’Ambiente promosso dalla Fondazione Luigi Micheletti. Giorgio Parise, uno dei più autorevoli fisici mondiali. Con Carlo Rubbia è l'unico fisico italiano membro della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d'America. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui la Medaglia Boltzmann per i suoi contributi alla fisica statistica, il premio Dirac, il premio Galileo, il Premio Lagrange e la Medaglia Max Planck. Paola Pepe, ha creato e gestisce sul web il Network di ISDE Italia Adriano Rizzoli, presidente e animatore dell’associazione ecologista Nimby Trentino, attivo nelle battaglie contro gli inceneritori. Roberto Romizi, medico, presidente ISDE Italia (International Society Doctors for the Environment), coordinatore SIASS (Scuola Ambiente Salute e Sviluppo Sostenibile). ISDE Italia è parte di ISDE Internazionale, organizzazione accreditata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, presente, con oltre 40.000 medici in 90 paesi del mondo. Alex Zanotelli, una delle voci più chiare e autorevoli della nonviolenza in Italia. Missionario dei Padri Comboniani di Verona, ha diretto per anni la rivista “Nigrizia” conducendo inchieste sugli aiuti e sulla vendita delle armi del governo italiano ai paesi del Sud del mondo, è l’ispiratore ed il fondatore di molti movimenti che hanno l’obiettivo di creare le condizioni della pace e di una società solidale in cui gli ultimi abbiano cittadinanza. Monica Zoppé, biologa e ricercatrice presso il Laboratorio di Terapia Genica e Molecolare, dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di PISA; fa parte del comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra. Alberto Zoratti, laureato in Biologia, specializzato in Microbiologia e con perfezionamento in Cooperazione Internazionale, collabora ed opera nel Terzo settore. Si occupa di cambiamento climatico e di economia solidale e internazionale per l'organizzazione equosolidale Fair.

    Latina Fiume Cavata suggestivo viaggio in canoa

    lunedì 28 maggio 2012

    Roma e discarica dopo Malagrotta arriva Monte Carnevale Clini favorevole

    Clini rilancia discarica vicino Malagrotta 'Monte Carnevale e' ok'

    Protesta-lampo residenti su via Aurelia

    28 maggio, 10:48

    RIFIUTI: ROMA; CLINI, CAPITALE 'VIZIATA' DA GRANDE DISCARICA RIFIUTI: ROMA; CLINI, CAPITALE 'VIZIATA' DA GRANDE DISCARICA
    (di Gabriele Santoro)

     Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini rilancia Monte Carnevale come sito idoneo per la nuova discarica di Roma, dopo la bocciatura di Corcolle, troppo vicina agli scavi di Villa Adriana. E lancia uno strale verso la Regione Lazio, e forse anche un segnale di intesa verso il Campidoglio: "Corcolle? Lo voleva Polverini. Al contrario di Alemanno".

    A botta calda la risposta della governatrice: "Era una scelta tecnicamente supportata. Ma noi di siti con il ministro non parliamo più". Clini riapre una questione che sembrava tramontata. Monte Carnevale è a Roma, a poche centinaia di metri da Malagrotta. E' l"ottavo sitò che era stato proposto, sostenuto e difeso dal ministro in persona, che lo aveva messo in cima alla classifica di idoneità davanti ai sette dello studio preliminare della Regione. Ma, oltre a vedere l'opposizione di tutti gli enti locali (é nell'area già ampiamente compromessa di Malagrotta) la proposta si arenò davanti a un no della Difesa. E' troppo vicino a una base intelligence, l'obiezione, con possibili ricadute sulla salute e la riservatezza. Dopo un sopralluogo congiunto (era l'8 maggio) i due ministeri convenirono che i problemi non erano di ordine ambientale, ma appunto "connessi alla natura delle installazioni militari", parole di Clini.

    Che oggi, uscito di scena il prefetto Giuseppe Pecoraro (che era contrario), l'ha riproposto: "E' sicuro perché è su 80 metri di argilla ed è dotato di una barriera naturale molto consistente" e con la Difesa "abbiamo verificato insieme le condizioni che potrebbero rendere possibile in quel sito la realizzazione di una discarica. Perciò - secondo Clini - anche quello potrebbe essere uno dei siti per la nuova discarica anche se si potrebbero adottare delle soluzioni che forse avrebbero impatti minori". Potrebbe dunque essere Monte Carnevale la scelta finale del nuovo commissario, il prefetto Goffredo Sottile? Di certo anche l'uscita del ministro rimette il sito sul piatto. Non a caso, gli abitanti della zona di Malagrotta sono già in allarme e stamani hanno fatto una protesta-lampo, sulla via Aurelia bloccando il traffico dei vacanzieri della domenica che stavano andando al mare di Fregene. "Basta discariche a Valle Galeria". "No a Monti dell'Ortaccio, no a Monte Carnevale", sono gli striscioni esposti da alcune decine di residenti per dire no ad un'altra discarica nell'area di Malagrotta. Ma dopo le tensioni nel governo su Corcolle (Clini e Ornaghi posero l'aut aut), vorrà Mario Monti rischiarne altre con il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola per Monte Carnevale? Ecco perché c'é chi ritiene più plausibile, alla fine, la soluzione Pian dell'Olmo, territorio di Roma ma al confine con Riano. Una ipotesi sulla quale i tre enti locali potrebbero anche convergere, nonostante alcuni lavori da fare, e che Clini non bocciò.

    Di siti però Campidoglio, Provincia e Regione, per motivi diversi, non vogliono parlare. Secondo il sindaco Gianni Alemanno "il totodiscariche è il modo migliore per creare polemiche e ostacolare il lavoro di Sottile". Polverini, invece, che sosteneva Corcolle e Pecoraro, ha deciso di rientrare nelle sue esclusive competenze: "Non interveniamo più sulla discarica, non ci compete e non ce ne vogliamo occupare. Daremo il parere a sito scelto. Ma Clini non ne parli con noi, ma con Sottile, che spero trovi condizioni migliori dal punto di vista tecnico e istituzionale di Pecoraro". Il nuovo commissario, che si è preso qualche giorno per farsi una idea, oggi ha chiuso il cerchio degli enti locali incontrando il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. (ANSA).
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    5 giugno giornata mondiale ambiente

    5 giugno Giornata mondiale ambiente

    Riflettori su crescente domanda risorse

    28 maggio, 17:12
     

    L'economia verde come ricetta anti-crisi, non solo finanziaria, ma delle risorse naturali. E' questo il filo rosso dell'edizione 2012 della Giornata mondiale dell'ambiente, che si festeggia il prossimo 5 giugno con lo slogan 'Economia verde: ti include?'. L'obiettivo e' quello di coinvolgere gli abitanti del Pianeta a fare la loro parte nel passaggio ad un'economia piu' 'amica dell'ambiente'.

    La sfida della giornata mondiale 2012 e' quindi quella di puntare i riflettori sulla crescente domanda di risorse in tutti i settori, dall'agricoltura all'industria, al commercio. Un caso emblematico per tutti e' quello delle riserve di acqua dolce: sono il 2,5% del volume totale delle acque del Pianeta, ma in realta' solo 200mila km cubi di oro blu sono accessibili.

    Secondo la Fao, entro il 2025 ci saranno 1,8 miliardi di persone che abiteranno in paesi o regioni alle prese con problemi di scarsita' d'acqua. Nel frattempo, circa 13 milioni di ettari di foreste vengono eliminati ogni anno, inclusi 6 milioni di foreste primarie, gioielli di natura incontaminata. Le cause della deforestazione sono diverse: industria del legname, conversione delle foreste in terreni agricoli, raccolta di legna da ardere e incendi. Secondo l'Onu la minaccia planetaria e' quella di un ''uso insostenibile delle risorse naturali'' e l'unica via d'uscita e' diventato il mantra di ogni riunione internazionale, incluso il G8: l'economia verde.

    La crescita della popolazione mondiale infatti non si arresta e dai 7 miliardi di persone attuali si prevede un aumento fino a 9 miliardi di persone entro il 2050. ''Questo significa una maggiore pressione su citta' gia' affollate - afferma il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon - dove vive oltre la meta' dell'intera popolazione, e su risorse naturali, dal momento che cresce la domanda di cibo, acqua ed energia''.

    ''Dobbiamo sfatare - spiega Ban Ki-moon - il mito che ci sia un conflitto fra benessere economico e salute dell'ambiente. Con politiche intelligenti e investimenti giusti, i paesi possono proteggere il loro ambiente, far crescere le loro economie, creare posti di lavoro decenti e accelerare il progresso sociale''. Per questo al prossimo summit di Rio sullo sviluppo sostenibile il segretario generale dell'Onu cerchera' di trovare il consenso dei leader del Pianeta su un punto chiave: ''Misurare la crescita e il benessere solo con il Prodotto interno lordo (Pil) non e' adeguato''. ''In questa giornata mondiale per l'ambiente - spiega il segretario dell'Onu nel suo messaggio - alla vigilia di questa storica conferenza, faccio appello a governi, imprese e tutti i membri della societa', perche' facciano le scelte che assicurino un futuro sostenibile, quello che vogliamo''
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    pericolo erosione sulle dune di Latina e Sabaudia

    NELLO IALONGO: GLI OPERATORI DI LATINA E SABAUDIA FACCIANO COME A FORMIA Attenti all’erosione «Il molo di Anzio distruggerà la costa pontina» Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota a firma di Nello Ialongo, membro del Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Circeo. «Sono certamente fondate le forti preoccupazioni del SIB (Sindacato italiano balneare) di Formia in ordine alle conseguenze, per la stabilità delle spiagge di Vindicio e di Gianola, nonché di quelle di Scauri e Marina di Minturno, che potranno derivare dalla costruzione, accanto all’attuale molo Vespucci, di un approdo turistico di elevate dimensioni. Il SIB, pur nella consapevolezza che il nuovo porto turistico può dare impulso all’economia del territorio, si dice tuttavia certo che l’opera, così come progettata, provocherà la scomparsa delle splendide spiagge che, da almeno un secolo, e soprattutto nel dopoguerra, hanno permesso a Formia di essere considerata per qualche decennio una delle più importanti località balneari della provincia. Gli operatori turistici formiani con molta determinazione hanno rivolto un vibrante appello affinché siano effettuati studi specifici, da parte di esperti qualificati estranei all’ambiente, ai fini della garanzia di imparzialità, per conoscere quali reali pericoli possano correre le coste a sud dell’ope - ra portuale prevista. Di fronte a tale iniziativa appare veramente sconcertante che a Latina autorità pubbliche e operatori turistici rimangano completamente inerti di fronte ai pericoli ancora più angosciosi rappresentati dalla prevista realizzazione di un gigantesco molo ad Anzio, nonostante che ricerche di elevato rigore scientifico, commissionate a suo tempo dalla Regione Lazio a studi di grande esperienza e prestigio (Studio Volta di Savona e ISPRA), abbiano dimostrato che tale opera comporterà danni irreversibili alle spiagge e alle dune di Latina e di Sabaudia. Il SIB di Sabaudia in più occasioni ha espresso una forte contrarietà all’a m p li amento del porto di Anzio. Occorre però che gli operatori turistici della costa pontina, di comune accordo, diano luogo ad una iniziativa con lo stesso vigore e lo stesso orgoglio dei loro colleghi di Formia, che tra l’altro hanno il coraggio di contrastare un’opera che un vantaggio alla loro città lo può comportare, per ottenere dagli enti che hanno competenza sul territorio, l’attestazione da parte di un organismo scientifico terzo, del reale grado di pericolosità per le dune e le spiagge pontine del nuovo molo di Anzio. Latina ha assistito alla bocciatura del porto di Foce Verde per motivi di insostenibilità dell’opera che sono certamente comparabili con le valutazioni scientifiche che rendono sconsigliabile l’opera portuale di Anzio. Né si deve prestare ascolto a chi intende far credere che la distanza di Anzio possa costituire un ’attenuazione del rischio. Chiunque si sia occupato di fenomeni di tal fatta sa bene che le conseguenze sull’equilibrio delle spiagge di grosse strutture for anee si ripercuo tono pu rtr opp o s u m o l t e decine di chilomet r i . E ’ b e n e che, al r i g u a rdo, i sindaci delle città pon tine si liberino dalla s u d d itanza alle autorità region a l i e agis cano n e l l ’ i nt e r e s s e delle com u n i t à amm inis t r a t e . G i à a l m o m e nt o dell’even - tuale posa delle fondazioni del mastodontico molo di Anzio si possono produrre effetti devastanti sulle spiagge di Latina e clamorose, anche se tardive, manifestazioni di protesta. Di questi tempi si impone una maggiore cautela circa il mantenimento dei beni della collettività». (Nello Ialongo) Nello Ialongo NELLO Ialongo, membro del consiglio direttivo dell’ente Parco nazionale del Circeo e attento studioso dei fenomeni marini torna a sottolineare il pericolo di nuovi fenomeni erosivi per la costa pontina, dovuto al progetto di realizzazione di un nuovo imponente molo ad Anzio. «Quell’opera comporterà danni irreversibili alle spiagge e alle dune di Latina e Sabaudia» avverte Ialongo «Se gli operatori balneari di Formia hanno avuto il coraggio di contrastare un’opera che avrebbe comunque portato loro dei benefici economici, i colleghi di Latina e Sabaudia non debbono esitare a fare altrettanto» http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedc2/pag07latina.pdf

    Centrale di Borgo Sabotino, Garigliano, Caorso, Trino Vercellese: appalti nucleari annullati dal Tar


    Centrale di Borgo Sabotino, Garigliano, Caorso, Trino Vercellese: appalti nucleari annullati dal Tar

    Dati sull'arsenico nell'acqua inaccessibili:
    i verdi protestano con Asl e Polverini

     LATINA - «Vorremmo sapere come mai da qualche giorno i cittadini che si collegano al sito della Asl di Latina, www.asl.latina.it, non possono più vedere i dati relativi all'arsenico nell'acqua e per questo motivo abbiamo fatto una richiesta alla stessa Asl,al Ministro della Salute e alla presidente Polverini». Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente regionale dei Verdi, Nando Bonessio, e il portavoce dei Verdi di Latina, Giorgio Libralato. «L'impossibilità di accesso ai dati relativi alla concentrazione di arsenico nell'acqua - aggiungono Bonessio e Libralato - è un fatto grave che lede la possibilità dei cittadini a informarsi in prima persona sulla propria salute, impedendo di fatto di tutelarla. Speriamo che si tratti solo di un guasto tecnico del sistema e non di una mancanza delle analisi stesse, perchè in quest'ultimo caso si configurerebbe un dolo grave nei confronti dei cittadini che segnaleremmo alle autorità competenti». http://www.ilmessaggero.it/latina/dati_sularsenico_nelacqua_inaccessibili_i_verdi_protestano_con_asl_e_polverini/notizie/197908.shtml

    domenica 27 maggio 2012

    invito proiezione Sporchi da morire AmbraGarbatella


    • L'invito per assistere al film verità SPORCHIDAMORIRE, l'ho consegnato personalmente a RENATA POLVERINI ! Che dite, parteciperà ? Eppure sapere quali sono gli effetti degli INCENERITORI sull'ambiente e sulla salute, le farebbe tanto bene. LUNEDI' 28 MAGGIO ore 20,30 sala teatro AMBRAGARBATELLA piazza Giuseppe da Triora, 15 - Roma. PRENOTATE, 3338277341

    Bonessio chiede a Commissario Sottile audizione di tutti i comitati rifiuti

    «Chiediamo che il primo atto del nuovo prefetto Sottile, sia un'audizione con tutti i comitati rifiuti, da Corcolle a Fiumicino, da Riano alla Valle Galeria, da Colleferro-Paliano a Guidonia-Inviolata, da Albano a Cupinoro.». Lo dichiara Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.
    «Il nuovo Prefetto segni si "DIFFERENZI" da subito con la passata esperienza del Commissario Pecoraro, avviando la sua gestione con l'ascolto dei Comitati che rappresentano tutte le vertenze rifiuti nel Lazio. Non si può infatti prescindere dall'ascolto delle ragioni delle comunità locali, preoccupate per la salute e il futuro, da discariche che tutti sanno non saranno provvisorie persistendo l'attuale rifiuti imperniato sulla sciagurata filiera TMB-Incenritori-Discariche».
    «Si obblighino Alemanno e Polverini a modificare il piano industriale dell'Ama e il piano regionale Rifiuti. Solo con questo cambio di passo, fatto di atti concreti, una qualsiasi comunità locale Lazio potrebbe accettare di sedersi a un tavolo per pensare di accettare una discarica residuale realmente provvisoria».
    27 maggio 2012
    UFFICIO STAMPA
    Giulio Finotti 340 2734910
    Sergio Ferraris 347 3803887

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    Latina dimensione europea dal PLUS alle Smart Cities

    COMUNICATO STAMPA

    Grande partecipazione di Pubblico all'iniziativa proposta dal Consigliere Comunale

    Patarini: "Dal PLUS alle Smart Cities per proiettare la Città di Latina in una dimensione europea"

    Esprimo soddisfazione per la grande partecipazione all'incontro che ha visto insieme all'università di Latina, alle molte associazioni di categoria intervenute, alle aziende e alle professioni, ai centri di ricerca che hanno raccolto il mio invito a sostenere la candidatura della città di Latina al network delle " Smart Cities".
    Richiesta di candidatura che ho ufficializzato con una mozione che andrà in discussione nel prossimo consiglio comunale, non prima di averla discussa nelle commissioni competenti: strategica,urbanistica,lavori pubblici,ambiente e rapporti con l'europa. All'incontro, tra gli intervenuti, era presenta anche Orazio Campo Assessore alla pianificazione che ha molto gradito il taglio dato all'iniziativa La condivisione è elemento importante per beneficiare dei cospicui finanziamenti messi a disposizione per il progetto smart cities il cui bando uscira a fine giugno 2012 . Agli amministratori ,cui è affidato il governo della città orientano le proprie decisioni, dovranno tenere conto di tutti gli elementi che la comunità stessa indicherà svolgendo, nel progetto, un ruolo da protagonista e quello di ieri è stato un primo passo verso quell'autodeterminazione da parte della città, classe dirigente, imprese leader, operatori di settore, con la spinta propulsiva di giovani laureandi e neo laureati e chiunque intende scommettere sulla green economy, creando un network necessario tra istituzioni, università, imprese e investitori. L’impegno politico è necessario nel corso dell’intero ciclo, ma diviene fondamentale nell’approvazione degli obiettivi stabiliti, da parte di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Comunale. Partendo dai progetti presentati nel PLUS per il lititorale pontino, si potranno integrare nel disegno complessivo delle smart cities, proiettando la città di Latina in quella tanto aspicata dimensione europea in grado di farci cogliere opportunità di sviluppo occupazionale, economico ed ambientale. La candidatura al progetto europeo delle Smart cities consentirà all'amministrazione cittadina di dotarsi di strumenti essenziali Piano Energetico Comunale, Regolamento Edilizio in chiave sostenibile, Piano Strategico Locale coordinato dal Sistema di Gestione Integrato

    La sostenibilità è la sfida del XXI secolo!
    Raccogliamola insieme
    … è giunto il momento di proiettare la nostra città verso i prossimi 40 anni….


    Maurizio Patarini Consigliere Comunale

    Latina rifiuti errori di Cusani, bandi indifferenziati in ritardo, Stefanelli?

    L’assessore e le polemiche politiche Stefanelli: anche io contesto le scelte «NESSUNA divergenza con il Presidente Cusani rispetto al Piano rifiuti regionale». Così l’assessore provinciale all’ambiente prova a smentire le voci che lo davano per esautorato dal suo ruolo in giunta dopo che non era stato presente alla conferenza stampa sul ricorso contro il piano regionale dei rifiuti. «È evidente - dice Stefanelli - che il Piano non fornisce risposte risolutive per la questione dei rifiuti e soprattutto è gravemente carente in ordine alla definizione delle regole di funzionamento degli Ato. Non ho potuto prendere parte alla conferenza stampa del Presidente Cusani per impegni personali inderogabili, ma già martedì prossimo sarò in Commissione a confrontarmi attivamente in merito al ricorso presentato dalla Provincia. Le mancate scelte in tema di rifiuti negli ultimi 15 anni sono da imputare ad una politica che troppo spesso si sottrae dal prendere decisioni strutturali determinanti e di reale impatto rispetto alle esigenze dei territori. Basta guardare alle ultime polemiche di Alemanno su Corcolle e le dimissioni di Pecoraro dall’incarico di commissario per l’emergenza rifiuti. In relazione alle indiscrezioni giornalistiche circa la mia posizione all’interno dell’amministrazione provinciale mi sento di dire che sono tranquillo ed estremamente sereno, anche perché tutti sanno che il mio mandato è sempre stato e sarà a totale disposizione del Presidente Cusani e dell’Udc».
     «Gli errori di Cusani» Piano regionale, il Pd smonta il ricorso al Tar
     COME era nelle sue prerogative, il presidente della Provincia ha impugnato (da solo) il piano regionale dei rifiuti. Poteva fare un passaggio preliminare in Consiglio e cercare anche il sostegno dell’opposizione, politicamente avversa all’esecutivo regionale quindi abbordabile. Invece non lo ha fatto. E adesso è arrivata, inevitabile, la stoccata del Pd che in una lunga nota del consigliere provinciale Mauro Visari, scardina non tanto il ricorso quanto il contesto nel quale è maturata la scelta del presidente dell’ente. «La Provincia sul tema dei rifiuti continua a sbagliare. - scrive Visari - Si continua a litigare con gli altri enti coinvolti, si continua ad ipotizzare la costruzione di un termovalorizzatore che non serve, si continuano a fare dichiarazioni di intenti, ma le decisioni non si prendono. Le ultime dichiarazioni di Cusani lasciano perplessi, poiché, a mio avviso rivelano la totale distanza che il Presidente ha dal problema rifiuti così come è vissuto dai cittadini. Su gran parte del territorio provinciale la raccolta differenziata viene fatta poco e male, il servizio costa troppo e l’impatto ambientale è significativo. A Latina, grazie alla Latina Ambiente, si sommano altre questioni, come un servizio di raccolta inefficiente che sporca la città in modo indecente ». Anche Visari come molti altri osservatori e amministratori pur dello stesso partito di Cusani, sottolinea come da un ente importante qual è quello di via Costa ci si aspetti «coordinamento e non litigiosità; la capacità di studiare il fenomeno così come si dipana sulla nostra provincia e saper proporre soluzioni nuove; investimenti per finanziare la costruzione sul territorio di tutti gli impianti intermedi che servono». Sullo sfondo della discussione sempre lo stesso problema: le discariche. «I gestori - ricorda ancora Visari - più volte e dati alla mano hanno fatto sapere che la capacità di ricezione dei rifiuti è piuttosto limitata. Stando a quanto affermato le discariche sarebbero esaurite entro meno di 3 anni. Su questo la Provincia non dice nulla. Vorremmo sapere se per Latina c’è davvero un rischio ‘Napoli’ o si tratta di allarmismo fatto ad arte dalle società per ottenere vantaggi attraverso una gestione emergenziale della raccolta. Le percentuali di raccolta differenziata sono ancora troppo basse. I piccoli Comuni riescono a garantire un buon livello, mentre i centri più grandi appaiono in difficoltà. Il problema è che nessuna soluzione sarà praticabile senza che si realizzi una riduzione consistente del conferimento in discarica. Molti osservatori negli anni hanno segnalato le infiltrazioni del crimine organizzato nel sistema rifiuti su questo territorio. Ciò che mi ha sempre stupito è stata la totale indifferenza della Provincia che non ha mai ritenuto di dover promuovere iniziative tese a rendere questo business e l’e c o no m i a pontina meno permeabili alle infil t r az i o ni , n e m m e n o quando sono sopravvenute inchieste e i n d a g i n i . Credo che ci sia davvero materia a sufficienza per un consiglio provinciale straordinario sui rifiuti e quella sarà la sede opportuna per confrontarsi su tutto e magari decidere insieme cosa fare. Al di là dei proclami».
     L’affidamento per gli indifferenziati è bloccato. Le richieste Raccolta, bandi in ritardo
      DOPO l’approvazione del Pef 2012, il piano economico finanziario del servizio rifiuti, le procedure di assegnazione degli appalti per la raccolta degli « in d iff e re n zi ati » fuori dai cassonetti sono rimaste bloccate. Secondo il Pd consiliare, il servizio è sospeso e sta provocando pesanti effetti sul decoro urbano. Pronta l’interreogazione del Pd all’assessore all’ambiente Cirilli. «Si è deciso di affidare il servizio alle cooperative sociali - ha detto Giorgio De Marchis, capogruppo Pd - costerà oltre 300 mila euro come stabilito nel Pef 2012 approvato dalla maggioranza. Siamo convinti che i servizi previsti nel Pef, precedentemente eseguiti dalla Latina Ambiente, vadano affidati nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti, ovvero con un bando ad evidenza pubblica. Ricordo che - continua De Marchis - il conferimento della gestione di servizi pubblici locali avviene in favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato sul funzionamento dell’Ue e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità, proprio nel rispetto di questa impostazione sarebbe opportuno che Latina Ambiente procedesse alla definizione del bando nel minor tempo possibile ». Il Pd inolterà nei prossimi giorni una richiesta di parere all'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato in merito all'affidamento dei servizi di igiene urbana previsti nel Pef. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag05latina.pdf

    Latina il traffico dei fanghi ci costa 3 milioni di euro

    Ogni anno ventimila tonnellate transitano su camion attraverso la provincia Quel traffico di fanghi Trasportare i residui di depurazione costa quasi 3 milioni di euro E’ un traffico strano, silenzioso, inosservato, molto costoso, irrisolto. E’ il traffico dei fanghi dei sessanta depuratori della provincia di Latina che ogni giorno, stoccati sui camion, attraversano in lungo e in largo il territorio per raggiungere gli impianti di trattamento in Puglia e nelle Marche. Questo «giochetto » costa un fiume di denaro: tre milioni di euro l’anno per trasferire ventimila tonnellate al costo variabile tra i 140 e i 180 euro a tonnellata e di questi 80 euro vengono assorbiti per il solo trasporto, che oltre ad inquinare ha dunque un prezzo che incide pesantemente sul resto. Chi paga tutto questo? In parte i cittadini attraverso la quota di depurazione che sta nelle bollette del servizio idrico; in parte la Provincia. La storia era in parte emersa nel corso della presentazione dell’ultimo bilancio di Acqualatina spa ma è «deflagrata » durante l’audizione recente del presidente della Provincia, Cusani, in Commissione Ambiente e Territorio del Senato. Per costruire un impianto di trattamento dei fanghi serve un investimento più o meno equivalente al costo di un paio di anni di trasporto fuori regione ma una scelta del genere dovrebbe impegnare anche la Regione oltre agli enti locali. C’è dell’altro: la provincia di Latina ha aumentato il numero dei depuratori funzionanti ma anche la rete attuale non è sufficiente a coprire tutto il territorio e la realizzazione di altre strutture può incidere sul futuro della balneabilità di lunghi tratti di costa. Cioè: più depuratori si costruiscono per migliorare la qualità del nostro mare, più crescono le tonnellate di fanghi residui e con esse il costo del trasporto e dello smaltimento in un gioco perverso che da un lato aiuta l’ambiente e dall’altro lo danneggia; un sistema che in qualche modo fa risparmiare ma in fondo produce uno spreco che non è neppure prevedibile fino in fondo. Tecnicamente quello che serve a fermare le centinaia di camion che trasportano i fanghi è un impianto di trattamento della cosiddetta «frazione organica», che al momento non è previsto. Ed è peraltro tra i motivi alla base del contenzioso in essere tra la Provincia e la Regione a proposito del piano rifiuti per il Lazio. Nel quale il «caso fanghi» è un dettaglio minimale che, peraltro, si porta dietro un groviglio di interessi legati all’indo tto, ossia lo stoccaggio, il trasporto e infine il trattamento. Realizzare un impianto a Latina equivale a sottrarre contratti al sistema attuale dello smaltimento. Ed è probabilmente uno dei motivi per cui tutto resta immutato. Graziella Di Mambro http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag04latina.pdf

    Minacce Pm Miliano solidarietà dei verdi della provincia di Latina

    I verdi ecologisti e civici della provincia di Latina esprimono solidarietà al PM Giuseppe Miliano che sta indagando sulla discarica di Borgo Montello di cui questa settimana ci sarà la prima udienza per inquinamento http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/05/latina-minacce-al-pm-che-indaga-sulla.html. La minaccia è particolarmente inquietante proprio in occasione di tale udienza al Tribunale di Latina. Come scrive il Fatto quotidiano "la discarica di Borgo Montello nata negli anni ’70 come una semplice buca dove finivano i sacchetti di immondizia di Latina, divenuta oggi il secondo invaso della regione Lazio, diviso a metà tra la Ind.eco (Gruppo Grossi di Milano) e la Ecoambiente (azienda mista con all’interno il comune di Latina, la Unendo di Colucci e il gruppo dell’avvocato Manlio Cerroni). Martedì prossimo inizierà davanti al Gup l’udienza per decidere il rinvio a giudizio di diversi manager e direttori di Ecoambiente, indagati dal pm Giuseppe Miliano per avvelenamento delle falde acquifere. Un processo chiave, che dovrà ricostruire una parte della storia di questo piccolo borgo di 3000 abitanti, dove nel 1995 don Cesare Boschin, il parroco in prima fila nella lotta contro la discarica, venne trovato incaprettato nella sua canonica. Mentre apriva la lettera con le minacce, a Borgo Montello le ruspe iniziavano a scavare il vecchio sito S0, alla ricerca dei fusti tossici. Un collaboratore di giustizia dei casalesi - Carmine Schiavone - fin dal 1996 aveva raccontato che quella discarica, negli anni ’80, era zona loro. Decine di “soldati” pagati all’epoca 3 milioni di lire presidiavano il territorio, dal Garigliano fino alle porte di Roma."
    I verdi ecologisti e civici della provincia di Latina esprimono anche solidarietà ai cittadini che dagli '70 devono convivere loro malgrado con gli effetti di inquinamento delle falde, con i cattivi odori e con la forte svalutazione economica dei loro immobili invitando le amministrazioni a risarcirli adeguatamente. Se il comune di Latina, le associazioni Legambiente e Libera, Acqua pulita si costituiranno parte civile contro l'inquinamento non dovrà mancare il supporto legale anche ai cittadini che confinano con la discarica per costituirsi parte civile. L'opposizione e il ricorso di Angelo Bonelli del gruppo regionale dei verdi al piano regionale dei rifiuti inadeguato a risolvere la questione è avvalorato da quanto successo a Villa Adriana e Corcollehttp://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/05/piano-rifiuti-regione-lazio-verdi-e.html . La situazione difficile della provincia di Latina è evidenziata dalla destra (che la amministra dal 1995) senza aver dato una risposta e un programma concreto e reale. L'incapacità della destra ci pone ancora una volta di fronte ad un'emergenza (se non alla cronaca nera come farebbero pensare le inchieste di cui sopra e le minacce al PM Miliano) che riesce solo a fare l'ennesimo ricorso. Le contraddizioni di Cusani sono evidenziate anche nell'articolo: http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/05/rifiuti-provincia-latina-le.html. Ma anche dal progetto di diversi comuni di fare da soli senza la provincia di Latina che potrebbe ripetere nel caso dei rifiuti tutti gli errori e le distorsioni dell'azienda più contestata in Italia nel settore della gestione dell'acqua diventata esempio negativo in  ITalia. Verdi ecologisti e civici della provincia di Latina

    Latina minacce al Pm che indaga sulla discarica di Borgo Montello

    Latina, minacce al pm che indaga sulla discarica di Borgo Montello Recapitata al magistrato Giuseppe Miliano una lettera con una pallottola. Proprio la settimana prossima inizierà davanti al Gup l'udienza per diversi reati connessi alla discarica, cui sono legati molti misteri della camorra e un lungo traffico di rifiuti pericolosi di Andrea Palladino | 27 maggio 2012 “Una pallottola costa solo 50 centesimi”. Una minaccia chiara, diretta e preoccupante quella ricevuta nei giorni scorsi dal Pm di Latina Giuseppe Miliano, magistrato che da diversi anni segue i reati ambientali nel sud pontino. Nel suo archivio ha moltissime indagini delicate, soprattutto sul sistema di gestione dei rifiuti nella zona compresa tra il fiume Astura e il Garigliano, fino alle porte con la provincia di Caserta. Sua è la firma sulla richiesta – poi accolta – di custodia cautelare per Romolo Del Balzo, ex presidente della commissione lavori pubblici della Regione Lazio, coinvolto in una gestione più che sospetta dei servizi ambientali a Minturno, che ha portato in carcere un importante imprenditore del settore. E sua è l’inchiesta sulla Terracina Ambiente, il gestore della monnezza che vede tra i soci il gruppo Colucci, principale azienda attiva nella raccolta e gestione dei rifiuti in provincia di Latina. Il fascicolo più delicato riguarda, però, la collina di veleni e misteri al confine con il comune di Nettuno, Borgo Montello. Una discarica nata negli anni ’70 come una semplice buca dove finivano i sacchetti di immondizia di Latina, divenuta oggi il secondo invaso della regione Lazio, diviso a metà tra la Ind.eco (Gruppo Grossi di Milano) e la Ecoambiente (azienda mista con all’interno il comune di Latina, la Unendo di Colucci e il gruppo dell’avvocato Manlio Cerroni). Martedì prossimo inizierà davanti al Gup l’udienza per decidere il rinvio a giudizio di diversi manager e direttori di Ecoambiente, indagati dal pm Giuseppe Miliano per avvelenamento delle falde acquifere. Un processo chiave, che dovrà ricostruire una parte della storia di questo piccolo borgo di 3000 abitanti, dove nel 1995 don Cesare Boschin, il parroco in prima fila nella lotta contro la discarica, venne trovato incaprettato nella sua canonica. Fu un omicidio rimasto senza colpevoli e senza una verità, che ancora oggi rappresenta un vero mistero. Solo due mesi fa un giornalista di una testata locale, La Provincia, aveva chiesto di poter consultare il fascicolo chiuso in archivio tra i casi irrisolti e senza neanche un sospettato. Nulla da fare, il procuratore di Latina Andrea De Gasperis - noto per aver condotto le prime indagini sulla morte di Ilaria Alpi – ha negato l’accesso. E’ una procura di frontiera quella dove lavora il Pm Giuseppe Miliano. Mentre apriva la lettera con le minacce, a Borgo Montello le ruspe iniziavano a scavare il vecchio sito S0, alla ricerca dei fusti tossici. Un collaboratore di giustizia dei casalesi - Carmine Schiavone - fin dal 1996 aveva raccontato che quella discarica, negli anni ’80, era zona loro. Decine di “soldati” pagati all’epoca 3 milioni di lire presidiavano il territorio, dal Garigliano fino alle porte di Roma. Nomi mai usciti fuori, indagini condotte con grandi difficoltà dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma che hanno portato alla scoperta di quel cartello attivo nella città di Fondi guidato dai fratelli Tripodo, recentemente condannati come esponenti della ‘ndrangheta in provincia di Latina. Gruppi criminali cresciuti negli ultimi trent’anni grazie ad un’alleanza – confermata da diverse sentenze – stretta con i casalesi. Tra gli affari più redditizi – ricordava Schiavone – c’erano i rifiuti e quella collina di Borgo Montello, dove alcuni esponenti incensurati e insospettabili della famiglia Schiavone di Casal di Principe acquistarono delle terre, vendute recentemente al gruppo Ind.eco, pronto a sfruttarle per ampliare gli impianti di trattamento dei rifiuti. Mentre la discarica cresceva i viaggi dei camion sospetti continuavano. Gli abitanti ancora oggi ricordano la meticolosità di don Cesare Boschin nell’annotare quello che accadeva. Ogni domenica andava a visitare le famiglie dei coloni veneti che contornano la discarica, vendendo le copie di Famiglia cristiana. E ascoltava. Le donne gli raccontavano con preoccupazione di viaggi realizzati dai figli verso la Toscana e l’Emilia Romagna, alla guida di camion che tornavano carichi di bidoni. I cacciatori ancora oggi hanno davanti agli occhi le montagne di rifiuti farmaceutici che incontravano attorno all’invaso ufficiale dove finiva la monnezza della provincia di Latina. Racconti che sono stati puntualmente riscontrati dalle analisi che il Pm Giuseppe Miliano e l’Arpa Lazio hanno realizzato negli ultimi due anni nella zona di Borgo Montello, scoprendo quei veleni di origine industriale che hanno contaminato le falde acquifere. Sulle minacce al magistrato di Latina c’è il massimo riserbo. Nessun commento è trapelato dalla Procura, nessuna pista sembra per ora prevalere. Ma un segnale inquietante ed importante per quella terra di ‘ndrangheta e camorra chiamata provincia di Latina, alle porte della capitale. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/27/latina-minacce-miliano-responsabile-dellinchiesta-borgo-montello/242979/ Ti potrebbero interessare anche + Borgo Montello, la discarica incubo di Latina “Gestita” in passato da Gom... http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/borgo-montello-la-discarica-incubo-di-latina-gestita-in-passato-da-gomorra/158669/ + Latina, devastato il villaggio della legalità fondato da Libera http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/latina-devastato-il-villaggio-della-legalita-fondato-da-libera/165677/ + Roma 2020, ombre su commissione olimpica “L’imprenditore dei boss” sarà p... + Truffa aggravata alla Sisas di Pioltello Gli scarti tossici venivano decl... + Fondi provincia di ‘ndrangheta, nella sentenza tutti gli affari e i rapport... http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/fondi-provincia-ndrangheta-nella-sentenza-affari-rapporti-politica/178953/

    Villa Adriana no alla discarica grazie a cittadini, ambientalisti, verdi e opinione pubblica


    “Brindiamo alla storia e alla memoria”. videohttp://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/corcolle-villa-adriana-salva/198281/
     E’ festa dalle parti di Villa Adriana una volta saputa la notizia del niet del consiglio dei ministri alla discarica di Corcolle. Oltre ai comitati, il governo dà ragione ai ministri Clini e Ornaghi. La linea di Giuseppe Pecoraro, sostenuta dalla governatrice del Lazio Renata Polverini, esce sconfitta e Mario Monti accetta le dimissioni del prefetto da commissario all’emergenza rifiuti  di Nello Trocchia

    25 maggio 2012
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    sabato 26 maggio 2012

    rifiuti provincia Latina: le contraddizioni di Cusani

    «Il ciclo delle acque è un modello nazionale». Ma in negativo Le contraddizioni Una serie di citazioni del presidente non reggono, ecco perché NEL corso della conferenza stampa il presidente Cusani ha anche fatto una serie di affermazioni afferenti la politica e il ciclo delle acque, oltre che i rifiuti. E di queste, gran parte non corrisponde ai fatti né alle scelte operate dalla Provincia medesima negli ultimi anni. Proviamo a farne un elenco di sicuro incompleto. «... il ciclo delle acque e la sua gestione in provincia di Latina costituiscono un modello...» La gestione del servizio idrico della provincia di Latina ha dato vita ad un dibattito ampio e asperrimo dal quale si è dipanato il referendum del 2011 sul ritorno alla gestione pubblica dopo il «pessimo» esempio privatistico dell’Ato di Latina. «... il piano regionale dei rifiuti è illegittimo anche perché consente di creare discariche di rifiuti non pericolosi in aree incluse in Natura 2000, tipo le zps...» Contro la istituzione delle zps (zone a protezione speciale) l’amministra - zione provinciale di Latina ha presentato ricorso chiedendone l’abolizione; invocarle adesso in funzione del ricorso contro il piano rifiuti è perlomeno curioso. «...in questi anni è stato detto che la Provincia di Latina vuole un termovalorizzatore, chi lo ha detto e scritto ha detto una cosa falsa...» Ancora in queste ore l’amministra - zione provinciale di Latina, nel proporre il ricorso, vuole dare esecutività al suo piano dei rifiuti che prevede, appunto, un impianto di trattamento di nuova tecnologia pur in previsione di una riduzione pari a zero del rifiuto. Tutte le alternative, ossia la costruzione degli impianti di trattamento meccanico biologico sono state bloccate da ricorsi dell’amministrazione provinciale. «.... gli impianti di trattamento devono essere di prossimità, ossia il più vicino possibile al luogo di produzione dei rifiuti; lo dice l’Unione Europea e in questo piano è un parametro che non viene rispettato...» Tutti i Comuni del sud pontino (tranne Formia) sono inseriti dal piano regionale nell’ambito che conferisce i rifiuti nell’impianto esistente di San Vittore del Lazio (Frosinone) che dista dall’area del sud pontino tra i 20 e i 25 chilometri (la discarica di Montello ne dista 90 ed è quella l’area di un possibile altro impianto, pur più moderno). «... In un piano regionale fatto bene, con un impianto adeguato chi ha detto che non vogliamo accogliere anche i rifiuti di Roma o delle altre Regioni? Potrebbe essere addirittura un indotto economico...» E’ questa la prova migliore che (forse) un altro impianto di valorizzazione non serve; non ci sarebbero rifiuti a sufficienza in provincia di Latina per alimentarlo. E’ esattamente ciò che succede già a San Vittore del Lazio: il termovalorizzatore brucia al di sotto della sua potenza perché non ha materiale e potrebbe accogliere altri rifiuti, compresi quelli di Latina. «... questo ricorso non è un atto contro la presidente Polverini, so che domani si dirà : ‘Cusani contro Po l ve r i n i ’, non è questo; il nostro è un atto dovuto...» Il presidente della Provincia di Latina e il Governatore del Lazio non presenziano cerimonie comuni da oltre un anno e nessuna decisione della Regione viene giudicata positivamente in via Costa, dai fondi per il sociale, ai piani turistici, ai vincoli per i parchi. Il ricorso inerente la gestione dei rifiuti in effetti è solo un dettaglio. G. D. M. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcc/pag03latina.pdf