lunedì 31 dicembre 2012

Montello discarica perimetrata delibera consiglio comunale

Ristoro e compensazioni per le proprietà interessate da forti svalutazioni co Discarica perimetrata Approvata la delibera per la salvaguardia delle aree limitrofe La delibera, già approvata dalla Giunta, prevede la perimetrazione delle aree della discarica e ristori per le popolazioni che vivono a ridosso della discarica, nonché la possibilità di usufruire, da parte di queste, di forme di compensazione per le proprietà che hanno subito una forte svalutazione. La norma prevede, inoltre, l’obbligo di realizzare una fascia di rispetto di almeno cento metri di larghezza di alberi a medio e alto fusto per qualunque progetto legato al conferimento e lavorazione di rifiuti. LE aree agricole vicine alla discarica di Borgo Montello saranno salvaguardate e i residenti di quelle zone potranno usufruire di una serie di compensazioni. Lo ha stabilito ieri mattina il Consiglio comunale che, attraverso l’a p p r ova z i o n e di una apposita delibera già messa ai voti in Giunta, ha previsto la perim e t r a z i o n e delle aree già adibite a discarica e la realizzazione di diverse tipologie di ristoro per coloro che vivono a ridotto del sito. La delibera prevede anche la possibilità di usufruire di forme di compensazione per le proprietà che hanno subìto una forte svalutazione. La norma prevede, inoltre, l’obbli - go di realizzare una fascia di rispetto di almeno cento metri di larghezza di alberi a medio e alto fusto per qualunque progetto legato al conferimento e lavorazione di rifiuti. La delibera è stata condivisa anche dall’oppo - sizione che, soprattutto nel caso del Partito Democratico, ha spesso sottolineato in Consiglio l’esigenza di aiutare le popolazioni dei borghi vicini alla discarica. Sono state anche proposte e approvate all’unanimità tre diverse mozioni che integrano la delibera; una di queste, relativa alle compensazioni per i residenti, ha visto come primo firmatario il consigliere Gianni Chiarato. «Si tratta di una mozione che arricchisce questa importante delibera - ha detto Chiarato - e va nella direzione di fornire risposte definitive e importanti ai residenti ». Commento positivo anche dell’assessore all’ambiente e vicesindaco, Fabrizio Cirilli, che nei mesi scorsi aveva spinto affinché si trovasse il modo di tutelare maggiormente quelle aree. «La delibera approvata in Consiglio è molto importante - ha dichiarato Cirilli -. Si tratta di uno strumento urbanistico che cerca di ridare dignità ad un territorio sino ad oggi trascurato ma è anche un atto propedeutico a una variante urbanistica che, nel rispetto delle osservazioni recepite dal territorio attraverso istruttoria pubblica - ha concluso l’asses - sore all’ambiente - intende parzialmente ma legittimamente, compensare il danno subito dai residenti». Secondo il consigliere comunale Maurizio Patarini «la virtuosita degli enti locali nella riduzione delle emissioni consentirà di ottenere un extra valore economico derivante appunto dalla compensazione delle emissioni di gas climalteranti ». «Con una mia mozione di cui sono stato proponente e primo firmatario - ha detto Patarini - ho voluto includere l'intervento di piantumazione all'interno del Piano D'azione (PAES) previsto dal Patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni di Co2 grazie appunto all’assorbimento del Gas climalterante da parte degli alberi stessi. Un dispositivo che ad oggi può sembrare irrilevante, ma visto con la lungimiranza può far recuperare risorse economiche per l'ente locale. E’ noto a tutti dei costi che il governo centrale sostiene dei costi, in virtu del protocollo di Kyoto, sulle emissioni di anidride carbonica, ritenuto gas responsabile dei cambiamenti climatici in atto. In un prossimo futuro non lontano la virtuosita degli enti locali nella riduzione delle emissioni, che passano anche attraverso la silvicultura o piantumazione di aree boschive, consentirà di ottenere un extra valore economico derivante appunto dalla compensazione delle emissioni di gas climalteranti tramite l'emissione dei “c e r t i fi c a t i bianchi”, titoli che possono essere scambiati a fronte di corrispettivo economico, questo processo è già in atto - ha concluso Patarini - e una visione lungimirante ci consentirà di essere pronti quando questo meccanismo per recuperare risorse diventerà prassi obbligata per gli enti locali». A. D. L. Il documento è stato votato favorevolmente dall’opposizione dopo un ampio dibattito in aula Si tratta di un atto propedeutico a una variante urbanistica http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc4d90bedc3/pag04latina.pdf

Di Giorgi decisione paradossale rifiuti romani al Montello

Pretrattiamo per riuscire a chiudere i nostri siti «Una decisione paradossale» Il sindaco Di Giorgi non ci sta: è ingiusto IL Consiglio comunale non ha fatto in tempo ad approvare la delibera per la perimetrazione e delimitazione della discarica di Borgo Montello che, soltanto qualche ora dopo, è arrivata la dichiarazione del ministro all’Ambiente Clini relativa alla possibilità di portare i rifiuti di Roma anche a Latina per evitare l’allarme immondizia nella Capitale. Se dovesse verificarsi ciò che ha anticipato ieri mattina Clini al quotidiano nazionale La Repubblica, non solo non sarà servito a nulla il lavoro portato a termine dal Consiglio comunale ma, soprattutto, si rimetterà in gioco il futuro di una zona che soltanto ieri aveva ottenuto un primo riconoscimento legato alla servitù per la presenza della discarica. Intanto nel pomeriggio di ieri è arrivata la dichiarazione del sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, che ha chiesto un confronto diretto con lo stesso ministro e con il super commissario che sarà nominato da Clini attraverso il decreto che sarà emesso la prossima settimana. «La questione rifiuti è molto delicata e noi come amministrazione la stiamo affrontando con grande serietà ed impegno fin dal primo giorno - ha detto il sindaco Di Giorgi -. Stiamo facendo grandi sforzi, anche economici, per essere in regola con il rispetto delle norme legate al conferimento dei rifiuti in discarica. Per questo, infatti, i nostri rifiuti vengono pretrattati in un apposito sito, la Rida di Aprilia, prima di essere conferiti nella nostra discarica, cosa che non fanno gli altri comuni che conferiscono nel sito di Borgo Montello. Credo sia paradossale, allora, che si riversino su Latina le colpe e i problemi di chi, invece, non è in regola con il conferimento e che non ha saputo o voluto trovare soluzioni al tema rifiuti, altrimenti passa il principio che viene penalizzato chi, come noi, cerca di essere in linea con il rispetto delle leggi. Il percorso che stiamo compiendo - ha commentato ancora il primo cittadino - è quello di pretrattare i nostri rifiuti per arrivare a chiudere le nostre discariche, non certo per aprire le porte a chi invece non è in regola. La stessa delibera approvata ieri in Consiglio comunale va nella direzione di delimitare l’area della discarica, anche attraverso successivi provvedimenti, e tutelare i residenti della zona che non possono continuare a subire ulteriori disagi. Non vogliamo sottrarci al principio di solidarietà ma - ha concluso Giovanni Di Giorgi - in ogni caso, ritengo che il ministro e il super commissario, prima di adottare qualsiasi provvedimento, debbano confrontarsi con noi, con la comunità locale». Intanto si tratta di capire quali degli elementi della delibera «anti allargamento» della discarica di Borgo Montello potranno essere garantiti e quali invece dovranno essere rivisti a seguito del decreto che arriverà nei primi giorni del nuovo anno. A. D. L.http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc4d90becca/pag05latina.pdf

Montello arrivano i rifiuti di Roma l'annuncio di Clini

La dichiarazione: «Dal 2 gennaio prendo io il controllo della situazione» Montello per salvare Roma L’annuncio del ministro Clini: decreto per smistare l’immondizia I rifiuti della Capitale saranno smaltiti anche a Latina Con il nuovo decreto, ministro e «supercommissario» si occuperanno dell’intero ciclo dei rifiuti regionale «ORA non posso, ma dal 2 gennaio prendo io il controllo della situazione. La legge di stabilità mi dà la possibilità di portare i rifiuti di Roma anche a Viterbo e a Latina e io renderò attuativo questo principio con il mio decreto». Il ministro d el l ’Ambiente, Corrado Clini, non usa mezzi termini e, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, preannuncia un apposito decreto per evitare l’emer - genza rifiuti a Roma. L’im - mondizia della capitale sarà dunque smaltita in tutta la regione e Latina, con il sito di Borgo Montello, non farà eccezione. Secondo il Ministro Clini infatti il progetto per la realizzazione del nuovo sito di Monti dell’Ortaccio, così com’è, potrebbe non servire più; nel decreto che sarà pronto entro la prossima settimana, che servirà per istituire la figura del nuovo supercommissario (che avrà l’in - carico di seguire il ciclo del trattamento dei rifiuti prodotti ogni giorno nella capitale) sono previsti una serie di provvedimenti che, nel giro di poco tempo, dovrebbero permettere il superamento dell’emergenza e non rendere più necessaria la realizzazione di un bacino delle dimensioni di quello che doveva sorgere a Monti dell’Ortaccio. Il nuovo commissario opererà in tutto l’ambito regionale e non più provinciale, al contrario di quanto previsto il piano della Regione Lazio: questo significa dunque che i rifiuti di Roma si potranno portare altrove all’interno dei confini regionali. Secondo il ministro Clini soltanto il 55% circa degli impianti di trattamento meccanico biologico viene attualmente sfruttato; di conseguenza, non servirà esportare i rifiuti della capitale all’estero. Insomma, mentre ieri mattina duecento manifestanti hanno occupato la Portuense e i comitati dei residenti si sono detti pronti a nuove proteste, arriva un’altra notizia che rischia di allarmare ulteriormente i cittadini di Latina, soprattutto quelli delle zone vicine alla discarica di Borgo Montello che, soltanto nella giornata di venerdì, a seguito delle decisioni prese in Consiglio comunale, avevano ottenuto il riconoscimento di sgravi e il ristoro per la svalutazione di case e terreni agricoli. Un riconoscimento arrivato dopo anni di servitù che ora, dopo l’an - nuncio del ministro, rischia di venire ridimensionato di molto se si considera che la delibera approvata due giorni fa riguarda, in particolar modo, la perimetrazione del sito di Borgo Montello proprio per evitare ulteriori allargamenti della discarica. Alberto Dalla Libera http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc4d90becca/pag04latina.pdf

No a Roma capitale del cemento contro sindaco Aledanno

Forum Italiano dei Movimenti
per la Terra e il Paesaggio
 30/12/2012

NO A ROMA CAPITALE DEL CEMENTO!
Roma è anche la TUA capitale, aiutaci a difenderla inviando subito una mail di protesta al sindaco!



Grazie ad un pacchetto di 64 delibere in via di approvazione, stanno per abbattersi su Roma e in special modo sull’Agro Romano, più di 100 milioni di metri cubi di cemento. Una simile colata porterà conseguenze inimmaginabili sull’ambiente e sul tessuto sociale della città di Roma. Aiutaci a difendere la nostra straordinaria capitale inviando una mail di protesta al sindaco. GIRA QUESTO MESSAGGIO ANCHE AI TUOI AMICI E PARENTI, SOMMERGIAMOLI DI EMAIL!!!.... (Scopri come inviare la mail >)

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Il 2013 comincia bene: 5 grandi vittorie per la difesa del territorio Veneto!
Augurandovi un buon inizio anno, vi riportiamo queste ottime notizie dal Veneto, 5 grandi vittorie che dimostrano quanto sia importante la mobilitazione di cittadini e associazioni per difendere territorio e paesaggio! 

1. La parola fine, dopo 25 anni di lotte, per il famigerato progetto di impianti di risalita e piste da sci di collegamento, attraverso Forcella Palantina, tra il lunare Pian Cavallo e la Foresta del Cansiglio che rischiava di essere irrimediabilmente mutilata.

2. Il blocco definitivo dei lavori per l'abusiva centrale idroelettrica in Val del Mis, nel pieno del Parco naz. delle Dolomiti Bellunesi, che avrebbe intubato il torrente del Mis (mandante la società di Chicco Testa...)

3. L'abbandono da parte di Italcementi del progetto di "revamping" cioè potenziamento del suo Cementificio di Monselice, nel Parco dei Colli Euganei.

4. La decisione del Commissario per la Tav Ve-Ts di abbandonare i progetti faraonici di nuovo tracciato e puntare tutto sulla riqualificazione della linea ferroviaria esistente, con il conseguente abbandono del projet financing da parte della Confindistria.

5. Il voto di giovedì 27.12, in consiglio regionale Veneto, che blocca il progetto di potenziamento e riapertura dell'inceneritore di Verona-Cà del Bue.

(Grazie all'Ecoistituto del Veneto per queste ottime notizie)

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CALENDARIO APPUNTAMENTI: Per conoscere i prossimi eventi potete consultare il nostro calendario:
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/calendario/

Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
"SALVIAMO IL PAESAGGIO - DIFENDIAMO I TERRITORI"
www.salviamoilpaesaggio.it

tutti in difesa di Borgo Montello no ai rifiuti romani

E adesso tutti si scoprono difensori dell’ambiente e del territorio da Latina si ricordano pure di Borgo Montello dopo che, come ama ripetere il vice sindaco e assessore all’ambiente Fabrizio Cirilli, le istituzioni hanno ignorato Borgo Montello per 15 anni. E spuntano comitati di cittadini, associazioni, consiglieri, politici, amministratori o aspiranti tali tutte cellule dormienti e silenti per decenni pronti al canto della cicala appena si accendono le luci della ribalta. Opposizione inesistente fuori e dentro il consiglio comunale o provinciale. Film già visti e non fanno più ridere. Tutti assenti sugli scavi e la conferenza pubblica del 20 settembre ignorandone gli importanti risvolti resi noti solo in quella occasione. Assenti pure all’istruttoria pubblica del 26 settembre sulla perimetrazione della discarica e la variante urbanistica dove potevano portare idee e contributi. Non si sono nemmeno lette le osservazioni e le proposte dei 13 cittadini tanto che negli ultimi consigli comunali, durante le pause, chiedevano ai numerosi cittadini di Montello presenti: “voi cosa chiedete e volete?”. Ecco nemmeno gli atti degli argomenti del consiglio comunale si sono letti e se l’hanno fatto non li hanno compresi. Il pd è tutto intento a spartirsi poltrone e incarichi perennemente in campagna elettorale e per sistemarsi la loro situazione personale per accorgersi di Montello e della discarica collezionando brutte figure nell’esigenza del titolo di giornale per apparire senza sapere quindi senza essere. Eppure di motivi per intervenire per fare il proprio dovere di cittadini (la raccolta differenziata, la sensibilizzazione), di amministratori (conoscere il territorio, studiarne i problemi, avanzare proposte), di associazioni, di comitati, di politici ce ne sono stati tanti. Adesso in tanti perché è l’argomento del giorno si tuffano sull'ampliamento e l'inquinamento della discarica o i rifiuti che arrivano da Roma, si annuncia la guerra istituzionale per l'arrivo dei rifiuti dalla provincia di Roma a Borgo Montello. Adesso una parte del pdl, sindaco in testa fanno le vergini violate. Eppure era previsto nel piano regionale dei rifiuti progettato dalla giunta Polverini con la destra, pdl e udc la stessa maggioranza del comune di Latina che non si è opposta certo al piano regionale. Questi immacolati hanno ospitato e premiato come cittadino onorario il ministro Clini che dalle sue parole, da mesi, era evidente quale sarebbe stata la soluzione finale. Ma nessuno dei prodi guerrieri, Di Giorgi ha dichiarato che si incatenerà davanti ai cancelli delle discariche, adesso vedrete quanti comitati farlocchi nasceranno. per esempio perchè il comune non si è costituito parte civile nella causa per inquinamento delle falde contro Ecoambiente? perchè dopo la dichiarazione del commissario regionale dell'ArpaLazio Carrubba a fronte del consistente inquinamento dell'area di Borgo Montello a causa della pessima conduzione delle discariche? Intanto giustamente si premia chi, secondo la base degli iscritti, non ha saputo vigilare sui festini e sulle ruberie alla Pisana che non è degno di essere candidato nuovamente alla Pisana ma al Parlamento sì... gli stessi soggetti (consiglieri regionali, amministratori provinciali e comunali) che non si sono accorti, per esempio, che il piano regionale dei rifiuti targati Polverini pdl, udc, destra, già conteneva la possibilità di portare in provincia di Latina, quindi al Montello, i rifiuti da fuori provincia, quindi da Roma capitale e dalla sua provincia degli amici Aledanno e Polverini. Anzi il piano è stato impugnato dalla Provincia di Latina non per tale ipotesi (quindi adesso cosa vuole l'assessore all'ambiente della provincia in quota all'udc che si straccia le vesti?)  ma solo perchè non c'è abbastanza inquinamento tanto da volervi aggiungere i prodotti cancerogeni, le diossine, le nanoparticelle degli inceneritori. Dove erano questi immacolati, puri, senza macchia per il passato e il presente salvatori della patria quando non si sono accorti che le autorizzazioni per l'esercizio delle discariche sono scadute ad aprile e che quindi operano senza autorizzazione? e sopratutto perchè loro stessi non rispettano la normativa (europea, nazionale, regionale) a proposito del solo conferimento del tal quale in discarica rischiando pesanti multe dall'Ue? e a chi spettava se non a questi puri paladini pronti a legarsi ai cancelli per evitare l'ennesima voluta emergenza quando non hanno fatto in modo di rispettare la legge che impone il 65% della differenziata? è questo l'esempio che danno ai cittadini? è in questo modo che intendono opporsi ai "cattivi" romani commissari straordinari e al cittadino onorario (da loro nominato) Clini? e perchè non hanno sentito quando più volte Clini e commissari cantanti dicevano: 1. se non c'è capienza nelle discariche di Roma e provincia i rifiuti non possono essere portati fuori dall'Italia, 2. fuori regione per la normativa vigente la risposta non era altra che nel resto della Regione? e lo ripetono in tutti i modi da mesi anche mentre premiavano Clini... Perchè non portare nei vari consigli comunali la discussione sul piano regionale dei rifiuti e chiederne il referendum come hanno fatto altri comuni? e dove erano questi prodi quando nella regione dei festini, bagordi, shopping con scorta a Milano come a Roma contromano, sagre varie i soldi venivano spesi al ristorante anzichè pagare la ricerca dei fusti tossici che tutti danno per certi a Borgo Montello? Perchè i lavori di ricerca sono fermi? Perchè non chiedere una commissione di inchiesta su tutti i dubbi emersi dal tavolo della trasparenza del 20 settembre che confermava le domande legittime di cittadini, associazioni, verdi rimaste senza risposta? che cioè i fusti tossici ci sono e c'è forse dell'altro? E perchè aspettare l'ultimo giorno dell'anno per ricordarsi che gli impianti in provincia di Latina non sono sufficienti e che da mercoledì si rischia il blocco dei rifiuti? 

Pantani d'Inferno Sabaudia parco del Circeo l'area oggetto dell'avviso


domenica 30 dicembre 2012

discarica Borgo Montello ecco gli enti di controllo

e controllano e h se controllano


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sempre di più controllano e vedono tutto, attenti eh
















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ecco l'opposizione che vigila sulla discarica di Borgo Montello









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discarica Borgo Montello continuano gli scavi alla ricerca dei fusti tossici

e per chi avesse poca memoria ecco la situazione degli scavi nella discarica alla ricerca di fusti tossici


http://digilander.libero.it/laboratorioeuropa/spagna/don.htm

discarica di Borgo Montello il fronte del no ai rifiuti romani

 ecco i neo manifestanti anti discarica, associazioni, consiglieri comunali e i comitati che dopo 40 anni scoprono la discarica a Borgo Montello pronti a difendere il territorio e l'ambiente inquinato


http://www.google.it/imgres?imgurl=http://4.bp.blogspot.com/_mFQWHE8ZQfw/S_PIERJ9o8I/AAAAAAAAAQg/wmJJbLTCTCE/s1600/Brancaleone.jpg&imgrefurl=http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/05/larmata-brancaleone.html&h=500&w=500&sz=42&tbnid=durwUzPRg9k3sM:&tbnh=90&tbnw=90&zoom=1&usg=__u6wJpo_Xs5Bn4ZcsGNN2WY5c0Jw=&docid=Kry_CQAJ8aVlGM&hl=it&sa=X&ei=djPhUMKcNMnKtAaJ94BY&ved=0CD0Q9QEwAw&dur=570



 http://digilander.libero.it/laboratorioeuropa/spagna/don.htm

discarica Borgo Montello tra venditori di fumo e comitati farlocchi

dal quotidiano on line de la Provincia di Latina: mentre Moscardelli è soddisfatto è l'unico Pontino che sguazza nella crisi e a lui non interessano certo l'ampliamento e l'inquinamento della discarica o i rifiuti che arrivano da Roma, si annuncia la guerra istituzionale per l'arrivo dei rifiuti dalla provincia di Roma a Borgo Montello. Adesso una parte del pdl, sindaco in testa fanno le vergini violate. Eppure era previsto nel piano regionale dei rifiuti progettato dalla giunta Polverini con la destra, pdl e udc la stessa maggioranza del comune di Latina che non si è opposta certo al piano regionale. Questi immacolati hanno ospitato e premiato come cittadino onorario il ministro Clini che dalle sue parole, da mesi, era evidente quale sarebbe stata la soluzione finale. Ma nessuno dei prodi guerrieri, Di Giorgi ha dichiarato che si incatenerà davanti ai cancelli delle discariche, adesso vedrete quanti comitati farlocchi nasceranno. per esempio perchè il comune non si è costituito parte civile nella causa per inquinamento delle falde contro Ecoambiente? perchè dopo la dichiarazione del commissario regionale dell'ArpaLazio Carrubba a fronte del consistente inquinamento dell'area di Borgo Montello a causa della pessima conduzione delle discariche? http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121231latina/index.html#/4/

Capodanno con i Cittadini

http://www.icittadini.it/wp/capodanno-con-i-cittadini/ Posted on 28 dicembre 2012 by admin Un cenone diverso, all’insegna della solidarietà è quello organizzato per questo fine 2012 dall’ associazione I Cittadini contro le mafie e la corruzione. Nel corso della serata verranno illustrati a soci, amici e simpatizzanti i risultati raggiunti ed i progetti in cantiere sostenuti anche grazie all’impegno dei soci e delle numerose attività svolte che si concluderanno quest’anno proprio con la cena del 31 dicembre. L’appuntamento è presso la sede dell’associazione Cantoniera Belladonna via della Stazione Latina Scalo. Per maggiori informazioni e per partecipare è possibile contattare il numero: 3357417557

Parco Circeo Pantani d'Inferno ecco chi ha emesso l'avviso per la privatizzazione

L'avviso anomalo per la privatizzazione di 60 ha del Parco nazionale del Circeo (vedere http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/12/sabaudia-gestione-pantani-dinferno-nel.html) nella zona del comune di Sabaudia nota come Sant'Andrea - Pantani d'Inferno merita senz'altro approfondimenti. Oltre alle evidenti anomalie (vedere http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/12/richiesta-sospensione-e-chiarimenti.html) che hanno visto intervenire grazie alle nostre segnalazioni prima l'Ente parco del Circeo e poi il locale circolo di Legambiente, sostenendo le nostre tesi è importante capire come possa essere successo o poteva succedere senza il nostro intervento una privatizzazione così importante in una vasta zona a tutela integrale. A tale scopo abbiamo fatto qualche ricerca sull'unica firma su questo contestato avviso ed abbiamo scoperto che: Per i giudici è “inidoneo” a quell’incarico, ma lui continua a stare al suo posto, a percepire il suo lauto stipendio (155 mila euro all’anno) e – nonostante il delicato momento che attraversa l’ente da cui dipende – a reclutare nuovo personale. E’ la singolare storia del direttore del settore “Organizzazione, Personale, Demanio e Patrimonio” della Regione Lazio, Raffaele Marra. La cui nomina, fatta lo scorso anno – insieme a quella di un altro dirigente – direttamente dal governatore, Renata Polverini, era stata già dichiarata dal Tar illegittima. Non una, ma ben due volte: la prima (settembre 2011) perché il bando per “ricercare le nuove figure all’esterno aveva violato i principi di trasparenza, pubblicità e partecipazione nonché dell’obbligo di motivazione”. (vedere articolo completo su http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/12/lazio-il-dirigente-della-regione-per-il.html e anche su http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/17/lazio-dirigente-della-regione-per-tar-e-inidoneo-ma-valuta-curriculum/384418/). Rischiava di essere un altro aspetto tanto contestato della scandalosa gestione gestione regionale targata Polverini pdl destra e udc di cui sembra se ne scopra una al giorno...

Lazio, il dirigente della Regione per il Tar è inidoneo, ma resta e valuta i curriculum

Due pronunce dei giudici amministrativi hanno definito illegittima la nomina di Raffaele Marra da parte della presidente Polverini. Ma lui non solo continua a percepire lo stipendio, ma ha indetto anche un bando interno. Il Pd: "Lui per primo non avrebbe i requisiti che chiede" di Gabriele Paglino | 17 ottobre 2012 http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/17/lazio-dirigente-della-regione-per-tar-e-inidoneo-ma-valuta-curriculum/384418/ Per i giudici è “inidoneo” a quell’incarico, ma lui continua a stare al suo posto, a percepire il suo lauto stipendio (155 mila euro all’anno) e – nonostante il delicato momento che attraversa l’ente da cui dipende – a reclutare nuovo personale. E’ la singolare storia del direttore del settore “Organizzazione, Personale, Demanio e Patrimonio” della Regione Lazio, Raffaele Marra. La cui nomina, fatta lo scorso anno – insieme a quella di un altro dirigente – direttamente dal governatore, Renata Polverini, era stata già dichiarata dal Tar illegittima. Non una, ma ben due volte: la prima (settembre 2011) perché il bando per “ricercare le nuove figure all’esterno aveva violato i principi di trasparenza, pubblicità e partecipazione nonché dell’obbligo di motivazione”. Il mese successivo, la sentenza era stata praticamente confermata dal Consiglio di Stato, che aveva respinto l’istanza di sospensione cautelare presentata dalla Regione. La Polverini però era andata dritta per la sua strada, mantenendo l’efficacia dell’incarico ricoperto dall’amico Marra e anche quello dell’altro suo fedelissimo (l’ex Ugl Giuliano Bologna, chiamato a coordinare l’Avvocatura regionale). Per la combattiva presidente, evidentemente, le professionalità degli interni non erano così idonee a ricoprire quei ruoli. Il Direr, l’associazione sindacale che riunisce i dirigenti e i quadri della Regione, aveva dunque impugnato (per la seconda volta) il provvedimento. “Il dott. Marra – riporta la memoria depositata dal Direr – è privo dei requisiti richiesti e, comunque, ha certamente meno requisiti di dirigenti interni”. Malgrado le sue quattro lauree, erano in quindici i dirigenti regionali che avevano requisiti migliori dell’ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ex direttore del Dipartimento Casa del Comune di Roma. Nel brillantissimo curriculum di Marra infatti non era presente alcuna esperienza nella gestione delle risorse umane. Il Tribunale amministrativo perciò – sulla falsariga della sentenza precedente – non aveva potuto far altro che accogliere (nuovamente) il ricorso dell’associazione dei dirigenti e bocciare di conseguenza le nomine. Ancora una volta. “L’amministrazione regionale non ha correttamente operato – si legge nella sentenza, emessa il 25 giugno scorso – Appare condivisibile l’assunto della ricorrente secondo cui vi è stato sviamento di potere, posto che l’Amministrazione ha ritenuto di limitarsi ad accertare la piena vigenza degli stessi, dando ulteriore prova di preferire l’ingaggio di soggetti esterni per la copertura di posti importanti”. Il presidente della Regione Lazio, però, ignorando anche la seconda sentenza, prima di dimettersi – proprio nell’ultima riunione di giunta –, ha deciso di rinnovare la fiducia a Marra, Bologna e ad altri sette dirigenti. Con la benedizione di Renata, il direttore del personale (del demanio e patrimonio) è rimasto perciò nel suo ufficio di via Rosa Raimondi Garibaldi – sede della Regione Lazio –, dove continua a lavorare alacremente per l’amministrazione. Come dimostra l’avviso, pubblicato pochi giorni fa sulla rete intranet della Regione Lazio e destinato ai dipendenti interni, riguardante la selezione di un nuovo direttore dell’Area “Coordinamento dei rapporti con la Società Sviluppo Lazio, Società controllate ed Enti Pubblici dipendenti”. “I dirigenti regionali interessati all’incarico – si legge nella nota – in possesso dei requisiti indicati dovranno inviare al direttore della Direzione ‘Organizzazione, Personale e Demanio e Patrimonio‘ la loro candidatura”. Nulla quaestio, ovviamente, sulla regolarità del bando. “Anche se, visto il momento, per questioni di opportunità – commenta Enzo Foschi, consigliere del Pd della Regione Lazio – quello di nominare nuovi dirigenti, seppur interni, dovrebbe essere l’ultimo dei problemi. Ma è soprattutto paradossale, visto che a non possedere i requisiti – chiosa con sarcasmo Foschi – è per primo proprio colui che visionerà i curricula dei candidati: l’amico intimo della presidente Polverini, Raffaele Marra”. Sulla cui nomina però – e su quella del segretario generale della Giunta, Salvatore Ronghi e del capo ufficio gabinetto del presidente regionale, Giovanni Zoroddu – come ha confermato a Repubblica il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis - adesso indaga anche la magistratura contabile.

Il candidato Ingroia della lista arancione attacca pd e Grasso

IL CANDIDATO INGROIA: CI SONO E ATTACCA SUBITO PD E GRASSO L’ANNUNCIO UFFICIALE E IL SIMBOLO DI “RIVOLUZIONE CIVILE” NOMI E ALLEANZE Ci saranno i leader dei partiti, ma non nelle posizioni sicure Apre la porta a Grillo Il leader 5 Stelle: “La richiuda” di Enrico Fierro Il fatto quotidiano 30 dicembre 2012 Ci siamo”, la “Rivoluzione civile” può iniziare. Antonio Ingroia si lancia nella mischia politica a capo di un listone civico nazionale senza simboli dei partiti, con dentro gli “arancioni” di Luigi de Magistris (ma non quelli ispirati dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia), quel che resta di Italia dei valori, i comunisti di Rifondazione e del Pdci, i Verdi di Bonelli e le mille perplessità di “Cambiare si può”, l'altro movimento civico che fa capo al sociologo Marco Revelli e ai “professori”. “Ci siamo”, esordisce il magistrato palermitano, che subito stabilisce un nesso e una continuità tra la sua storia di pubblico ministero antimafia allievo di Paolo Borsellino e il nuovo impegno in politica. “Quando ho iniziato l’attività di pubblico ministero non avrei mai creduto di trovarmi qui per continuare la battaglia per ricostruire la verità sulle pagine buie del nostro Paese”. Un passo necessario, perché l'Italia “non è un Paese normale”, qui c’è una vera e propria “emergenza democratica dovuta alla prevalenza dei sistemi criminali e alla totale inadeguatezza della politica”. Ma a scatenare polemiche e reazioni feroci sono gli attacchi che Ingroia riserva al Pd e alla candidatura di Piero Grasso. Bersani e il suo partito “hanno smarrito la strada. Chi ha alle spalle storie importanti come quella di Enrico Berlinguer e Pio La Torre, dovrebbe ricordarsi il valore della questione morale”. DURISSIMO il giudizio su Piero Grasso, l’ormai ex numero uno della Direzione nazionale antimafia, scelto da Bersani come futuro superministro della Giustizia. “Grasso a maggio del 2012 voleva premiare il governo Berlusconi per gli alti meriti nella lotta alla mafia. Si tratta dello stesso Procuratore nazionale antimafia diventato tale perché scelto da Berlusconi in virtù di una legge che escludeva Giancarlo Caselli, colpevole di aver fatto i processi su mafia e politica”. Ingroia risponde colpo su colpo agli attacchi. Uno stoccata la riserva a Luciano Violante che in una intervista al Cors era dice di apprezzare la scelta di Grasso e critica i magistrati “fiancheggiatori” di partiti e movimenti politici. “Violante apprezza Grasso, anche Marcello Dell'Utri lo fa, c'è questa consonanza che dovrebbe far riflettere”. MA CON CHI è disposto ad allearsi il movimento di Ingroia? Il magistrato si affanna a dire che le porte sono aperte anche al Pd, ripete gli apprezzamenti rivolti nei giorni scorsi a Bersani (“persona seria e credibile”), ma poi lo attacca per il sostegno al governo Monti e le ambiguità sul terreno delle alleanze future. Quando parla di Pd, il leader del nuovo schieramento, lo fa rivolgendosi all'elettorato di Bersani consapevole che il gruppo dirigente del partito ha sbarrato le porte ad ogni ipotesi di apparentamento o di alleanza. “Sono un sognatore, ma non un velleitario”, dice il leader di “Rivolu - zione civile”. I suoi parlano di sondaggi top-secret che darebbero il listone già oltre la soglia di sbarramento sia alla Camera che al Senato, mentre Ingroia apre a Grillo. “Non abbiamo preclusioni, iniziamo un confronto”, manda a dire. In serata, però, Grillo spegne gli entusiasmi. “Ingroia – scrive sul suo blog – ha detto che la sua porta per il Movimento 5 stelle è aperta. Lo ringrazio, ma per favore la richiuda”. Nessun accordo, per il comico genovese, che avverte la pericolosità di un movimento che può togliergli spazio e voti, Ingroia “è una foglia di fico utile a riciclare i vecchi partiti”. Problemi anche col movimento di “Cambiare si può”. In una intervista all’Huffington Post, Marco Revelli critica la presenza in lista dei segretari dei partiti. “La sensazione è che anche questa sia stata un'occasione perduta”. Nelle prossime ore si vedrà quale sarà la scelta dell'altra ala del movimento arancione. Ingroia si candida e divide, ma unisce destra, sinistra e centro quando si tratta di attaccarlo. Anna Finocchiaro, “Ingroia celebra il proprio ego”. Maurizio Gasparri, “è da sempre un magistrato di parte”. Francesco Rutelli, “il suo senso delle istituzioni è inquietante”. Ancora da definire le candidature, Ingroia parla di “cantiere aperto” e presenta quelle già certe. C'è Franco La Torre, il figlio di Pio, dirigente del Pci ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982, Flavio Lotti, da sempre impegnato nei movimenti pacifisti, e Gabriella Stramaccioni, dirigente di Libera, l’associazione antimafia di don Luigi Ciotti

Magistrati in politica, Caselli: “Ingroia e Grasso: diverse coerenze a confronto”

Il procuratore di Torino spiega: "La cosa grave non è la commistione dei ruoli, ma il pericolo che l’esercizio delle funzioni giudiziarie – prima o dopo il mandato parlamentare – possa apparire distorto per l’influenza di rapporti politici"

Magistrati in politica, Caselli: “Ingroia e Grasso: diverse coerenze a confronto”
Antonio Ingroia sta per decidere. Piero Grasso l’ha comunicato in una conferenza stampa orchestrata da Bersani. Nel caso di magistrati “prestati” alla politica, la cosa grave non è la contingente commistione dei ruoli (che può anzi costituire un utile scambio di esperienze), ma il pericolo che l’esercizio delle funzioni giudiziarie – prima o dopo il mandato parlamentare – possa apparire distorto per l’influenza di rapporti politici. La questione non può essere elusa. E un’analisi non edulcorata deve preoccuparsi – più che dei magistrati che vanno in parlamento – di come essi ci vadano, cioè di quali siano i percorsi che li hanno portati alla candidatura.
QUEL CONCORSO DEL CSM
Decisivo, al riguardo, è il parametro della coerenza. Ancora recentemente Grasso fece sapere che “un’eventuale esperienza politica sotto forma di schieramento con un partito è cosa estranea al mio ruolo, alla mia funzione, alla mia cultura”. Sono frequenti gli scarti tra parole e verità nel linguaggio della politica e Grasso – si potrebbe dire – si è semplicemente… portato avanti col nuovo lavoro. Ma al di là delle battute, c’è un episodio nella carriera di Grasso (ricca anche di successi) che vorrei citare e non solo perché mi ha interessato direttamente. Il concorso bandito dal Csm per nominare il nuovo procuratore nazionale antimafia dopo la fine del mandato di Pier Luigi Vigna scatenò una vera e propria “guerra” contro di me, prima con un decreto legge poi con vari emendamenti contra personam, inseriti nella legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario con lo scopo preciso – pubblicamente proclamato e mai smentito da nessuno – di farmi “pagare” il processo Andreotti. Ne risultò un concorso viziato da ripetute modifiche – in corso d’opera – delle regole stabilite.
La legge contra Caselli era con tutta evidenza un segmento dell’attacco all’indipendenza della magistratura (colpiscine uno per educare gli altri). Sarà poi dichiarata incostituzionale: ma intanto riuscirono a prevalere i centri di potere che non tollerano un controllo di legalità davvero eguale per tutti. Un magistrato del lontano Ecuador (nominato dal governo presidente di tribunale in violazione delle regole previste dall’ordinamento) ha rifiutato l’incarico e denunziato la lesione dell’indipendenza della magistratura con una lettera aperta.
In Italia non usa, salvo che si voglia equiparare ad una siffatta lettera l’uscita di Grasso in un libro/intervista di un paio d’anni dopo la nomina a Pna, che liquidava il vulnus recato all’indipendenza della magistratura con queste disinvolte parole: “Rimango fortemente critico verso la scelta governativa di una legge contro Caselli. Soprattutto perché era dichiarato l’intento di sfavorire lui e favorire me. Io ho un temperamento sportivo, mi piace l’agonismo e sapere che si vince o si perde in relazione ai propri meriti e non per interessamenti esterni”. In quel libro/intervista c’era anche un duro attacco chiaramente riferito agli interventi investigativo-giudiziari operati dalla Procura di Palermo dopo le stragi del 1992 sul versante degli imputati “eccellenti”. Si censuravano coloro che, imbastendo “processi spettacolari” e ponendosi fuori della Costituzione, pretendevano di “celebrare comunque i processi” a prescindere dalle prove e trasformavano le inchieste in una “gogna pubblica efficace perché distrugge una carriera politica”.
MAFIA E POLITICA
Un attacco pesante, in linea con la voglia diffusa di normalizzare la magistratura: tanto ingiusto quanto infondato, prima di tutto nel merito ma anche nella pretesa di rovesciare la realtà; posto che vi erano state ben poche “gogne” per i politici imputati, quasi sempre beatificati da certa tv e certi giornali, ed invece molte “gogne” per i magistrati che, in ossequio alla legge e alla Costituzione, osavano inquisirli in presenza di gravi notizie di reato, facendo il loro dovere con indipendenza, senza sconti o timidezze. Si apre così il capitolo Ingroia. Con le stragi del 1992 si verificò qualcosa di simile all’11 settembre di New York: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come le Torri Gemelle, simboli abbattuti da una violenza politica totalizzante, con obiettivi proiettati ben oltre le vittime immediatamente colpite.
Quest’immagine (che è di Andrea Camilleri) esprime bene il gravissimo pericolo che si abbatté sull’Italia: il pericolo di diventare uno Stato-mafia dominato da un’organizzazione criminale stragista. Per fortuna, con il concorso di tutti (istituzioni, società civile, forze dell’ordine e magistratura), invece di precipitare in un abisso senza fondo, siamo riusciti a resistere. La procura di Palermo di allora ha contribuito a salvare l’Italia, non solo inceppando l’ala militare della mafia, ma anche aggredendo (con pari intensità e determinazione) le complicità che di Cosa nostra sono il cuore ed il cervello. Un’azione antimafia non solo di facciata, che ha avuto in Ingroia uno dei protagonisti principali (basti citare i processi Contrada e Dell’Utri), capace di operare con indipendenza, continuità e coerenza assolute per tutti gli ultimi vent’anni, nonostante gli attacchi indecenti subiti.
IL SUCCESSO DI PALERMO
Così, anche grazie alla sua azione, sul piano investigativo-giudiziario abbiamo finito per “fare scuola”, in Europa e nel mondo. E non è un caso che la convenzione Onu contro la criminalità trans-nazionale firmata a Palermo, nel dicembre 2000, preveda tutta una serie di misure pensate con riferimento alla realtà specifica delle organizzazioni criminali, quale emersa dall’esperienza di contrasto maturata sul campo soprattutto nel nostro Paese: dalla previsione come reato della partecipazione ad un gruppo criminale organizzato, all’incentivazione dei “pentimenti”, alla confisca dei beni dell’associazione (base dell’antimafia sociale che è diventata sintesi di dignità conquistata col lavoro libero, un baluardo della democrazia contro i ricatti dei mafiosi). Senonché, mentre esportavamo modelli vincenti, purtroppo dovevamo constatare che a cambiare – o cambiare troppo poco–era la politica, per lo meno certa politica: prodiga di proclami antimafia ma sempre pronta a mettere sul banco degli imputati i magistrati non compiacenti. Proprio riflettendo su tutto ciò, Ingroia ha maturato la convinzione che occorre contribuire ad un cambiamento degli schemi d’intervento della classe dirigente del Paese e ha assunto l’attuale impegno politico. Con una coerenza anche in questo caso degna del massimo rispetto, a prescindere dalle divergenze che possono esservi su punti specifici.
da Il Fatto Quotidiano del 29 dicembre 2012

Ciampino, il rumore mette a rischio udito e capacità di apprendimento dei bimbi

Lo studio del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio rileva altissime percentuali di rischio alterazione del sistema uditivo e deficit cognitivi nei piccoli esposti all’elevato inquinamento acustico dello scalo romano. Esposto dei sindaci dei Comuni limitrofi per far ridurre il numero dei voli

Ciampino, il rumore mette a rischio udito e capacità di apprendimento dei bimbi
I bambini in età scolare dei Comuni di Ciampino e Marino – piccoli centri a ridosso dell’aeroporto “G. B Pastine” di Roma-Ciampino – rischiano gravi problemi d’udito e disturbi dell’attenzione, a causa dell’esposizione all’inquinamento acustico prodotto dal flusso di aerei. E’ questo il risultato del nuovo studio S.Am.Ba (Salute e Ambiente nei Bambini) del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, reso noto nei giorni scorsi da Legambiente Lazio e dal “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino”, che ha riguardato circa 700 bambini tra i 9 e gli 11 anni di quattordici scuole elementari, situate nel comune dove sorge lo scalo e in quello di Marino.
L’elevato rumore che deriva dagli aerei in fase di decollo dunque (le manovre di atterraggio vengono effettuate invece dall’altro lato delle pista, che ricade sul territorio del Comune di Roma) non è causa soltanto di malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio, come già accertato, nonché della drammatica moria di alberi dei parchi vicini. Ma sono anche i piccoli alunni delle scuole elementari a pagare le conseguenze del costante aumento, dal 2002 ad oggi, del traffico aereo sul secondo scalo romano, passato – grazie all’esplosione del mercato dei voli low-cost – dai 29.259 movimenti del 2002, tra atterraggi e decolli, ai 54.714 odierni, con picchi di oltre 65 mila nel 2007.
I medici e ricercatori che hanno collaborato all’indagine hanno constatato infatti che i piccolio che frequentano scuole con più alta rumorosità ambientale, tra i 65 e i 75 decibel, rispetto a quelli che frequentano scuole in cui la rumorosità è inferiore ai 60 dB, mostrano un rischio maggiore dell’80% di alterazione della capacità di discriminazione uditiva. Cioè la capacità del cervello di organizzare e dare un senso ai suoni della lingua. Di conseguenza i bambini potrebbero avere difficoltà a capire e sviluppare competenze linguistiche. L’equipe, seguendo i piccoli non soltanto durante l’attività scolastica ma anche nelle loro case, ha inoltre riscontrato che l’associazione tra il rumore emesso dai motori dei velivoli e i possibili danni all’apparato uditivo si rafforza fino al 395% nei casi in cui ad essere esposta all’inquinamento acustico emesso dall’aeroporto “G. B Pastine” sia anche l’abitazione del bambino. Ma c’è di più, perché secondo lo studio – svolto con l’ausilio del Dipartimento di Prevenzione ASL Roma H, Dipartimento Tutela Materno Infantile e della Genitorialità ASL RMB, INAIL Centro Ricerche-Monteporzio Catone e ARPA Lazio – il “mix” di rumore, tra quello a cui il bambino è esposto a scuola e a casa, aumenta fino al 296% le possibilità di disturbi della capacità cognitiva. In letteratura psicologica “la capacità di memoria, attenzione, percezione, riconoscimento e comprensione delle informazioni del mondo esterno”.
“Quei bambini rischiano sino a tre volte più degli altri di vedere ridotte le loro capacità cognitive e corrono un rischio sino a quattro volte superiore di subire menomazioni della loro capacita di discriminazione uditiva. Si tratta di una ingiustizia inaccettabile, di una vera follia, alla quale sono esposti i figli di centinaia di famiglie a cui il ministro Corrado Passera (che ha la delega ai Trasporti, ndr) e l’ENAC devono porre immediatamente fine” dice Pierluigi Adami, portavoce del “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino”. E gli “agghiaccianti risultati” non hanno lasciato indifferenti nemmeno i sindaci di Ciampino e Marino, che pochi giorni fa hanno presentato un ricorso cautelare d’urgenza per indurre Enac e il ministero dei Trasporti ad adottare dei provvedimenti volti a limitare il numero di voli giornalieri dell’aeroporto “G. B. Pastine”. Portandoli dagli attuali 136 ad un massimo di 60, “che significherebbe – ricordano i due sindaci – ottemperare a quanto già previsto dall’ Arpa Lazio con appropriato studio C.r.i.s.t.a.l”. Anche se la soluzione migliore auspicata da comitati e amministratori locali “resta comunque quella di spostare il traffico aereo a basso costo da Ciampino a Fiumicino per riportare lo scalo allo stato del 2001, quando veniva utilizzato soprattutto per i voli militari”. Un sogno praticamente irrealizzabile, visto che l’ipotesi di trasformare il secondo scalo romano in city airport è ormai la più accreditata.

sabato 29 dicembre 2012

Elezioni 2013, Ingroia: “Mi candido come premier”. E su Grasso: “Errore del Pd”

il magistrato siciliano scioglie la riserva per la candidatura a Palazzo Chigi e presenta la sua lista "Rivoluzione civile". Poi attacca Bersani e l'ex procuratore nazionale antimafia: "Nel maggio del 2012 voleva dare un premio a Berlusconi per meriti nella lotta alla criminalità". E a Grillo dice: "Porte aperte"

Elezioni 2013, Ingroia: “Mi candido come premier”. E su Grasso: “Errore del Pd”
Non solo Mario Monti, Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani. Il quarto polo prende forma a Roma, al teatro Capranichetta in piazza Montecitorio, dove il magistrato siciliano Antonio Ingroia, primo firmatario del manifesto “Io ci sto”, ha sciolto la riserva per la candidatura in Parlamento e, in conferenza stampa, ha presentato il simbolo della lista “Rivoluzione civile“.
Il magistrato va subito all’attacco del Pd: ”E’ stato un errore da parte di Bersani candidare Piero Grasso”. Perché un errore? Secondo Ingroia per alcune scelte fatte dal procuratore nazionale antimafia durante l’esercizio del suo ruolo: “Nel maggio del 2012 Grasso voleva dare un premio a Berlusconi per meriti nella lotta alla mafia. E’ diventato procuratore antimafia grazie a una legge approvata sempre da Berlusconi che ha escluso la candidatura di Giancarlo Caselli“. ”Caro Bersani, così non va”, ha detto ancora Ingroia riferendosi al segretario del Partito democratico “colpevole” di “aver dimenticato  la tradizione di Pio La Torre e Enrico Berlinguer“. Sarà “Rivoluzione civile” allora a “rappresentare la coerenza con la storia della lotta alla mafia“.
“Avevo giudicato Bersani serio e credibile, lo ritengo tutt’ora – ha spiegato il pm – ma gli chiedo di uscire dalle contraddizioni della sua linea politica. Gli avevo lanciato un appello pubblico, ma ha detto che non risponde agli appelli pubblici: io lo avevo anche cercato privatamente, c’è la mia chiamata sul suo cellulare privato, ma non ho ricevuto risposta. Eppure quando chiamavo Falcone e Borsellino rispondevano subito. Il silenzio di Bersani è inequivocabile”. Detto questo, “noi siamo sereni, siamo pronti a confrontarci, perché il Pd sposi la politica di autentica riforma e non di conservazione”. Un’apertura solo formale quella al Pd, visto che subito dopo Ingroia rivendica per la sua lista il ruolo di “unico voto utile per cambiare il Paese non il Pd”. Quanto a una possibile alleanza con il Movimento cinque stelle, Ingroia apre a Beppe Grillo: ”A lui dico ‘la porta è aperta’ per dare una sterzata vera al governo del Paese. L’unica preclusione che abbiamo è per Berlusconi e per Monti“.
Il magistrato, in aspettativa confermata dal Csm dal 19 dicembre, si è detto sicuro di “conquistare Palazzo Chigi con milioni di consensi perché vogliamo fare una rivoluzione pacifica dei cittadini, una rivoluzione civile”. “Da magistrato non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalità in un ruolo diverso – ha spiegato Ingroia davanti a una platea che vedeva assenti i leader di Prc, Idv, Pdci sostenitori comunque dell’iniziativa politica – Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale e in una situazione normale. Siamo in una emergenza democratica dovuta allo strapotere della criminalità organizzata e all’inadeguatezza della politica. E allora, come ho detto, io ci sto“.
Secondo Ingroia “è venuto il momento della responsabilità istituzionale e politica. Alla società civile e alla buona politica dico ‘grazie’ perché hanno fatto un passo avanti”. Il magistrato ha poi presentato il suo simbolo, un tondo arancione che sfuma verso il basso per lasciare il posto alla scritta “Rivoluzione civile. Ingroia” sotto cui si stagliano delle silhouette rosse di persone in piedi. “Ringrazio i partiti che hanno fatto un passo indietro e non hanno presentato il loro simbolo”, ha detto il pm, arrivato in conferenza stampa accompagnato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dal primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris. Nella lista, ha annunciato, saranno candidati Franco La Torre, figlio di Pio, Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, Gabriella Stramaccioni coordinatrice di Libera.

anche i verdi presentano richiesta assegnazione Pantani d'Inferno Sabaudia Parco del Circeo

Dopo che grazie al giornalismo d'inchiesta e all'attività di controllo degli atti pubblici, come verdi ecologisti e civici, abbiamo diffuso lo strano avviso di assegnazione con trattativa privata di circa 60 ha di terreno nel Parco del Circeo da più parti è stata espressa la volontà di arrivare alla gestione pubblica dell'area bloccando il tentativo di privatizzazione. L'attività della Regione Lazio con il pdl, l'udc e la destra della Polverini è vero che ci ha abituato agli scandali continui, alla distrazione di fondi pubblici per cene, festini, ristoranti (solo i 2 consiglieri della destra si sono mangiati decine di migliaia di € al ristorante l'anno), sagre, shopping con scorta perfino a Milano in via Montenapoleone non finisce di stupire per atti che sembrano in favore di pochi a danno della comunità. Oggi altri incarichi da 400 € al giorno un altro schiaffo per chi subisce la mancanza di disponibilità della sanità, di posti letti e il disservizio del trasporto pubblico http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/12_dicembre_29/marchi-storace-polverini-contratti-2113338778950.shtml. Ci fa molto piacere che sia intervenuto l'Ente Parco del Circeo attraverso il Direttore Tallone e il Presidente Benedetto che hanno scoperto lo strano avviso grazie alle nostre denunce e dimostrando la manifestazione d'interesse affinchè l'area a tutela integrale che si voleva privatizzare venga invece assegnata al parco stesso. Allo stesso che anche il circolo di Legambiente di Sabaudia torni ad occuparsi dell'argomento, dopo averlo scoperto dalle nostre rivelazioni, chiedendo anch'esso, come prima avevano fatto i verdi ecologisti e civici, la sospensione del bando per le stesse motivazioni e l'assegnazione ad un ente pubblico, contro la privatizzazione. Come precedentemente comunicato per ostacolare la manovra della Regione Lazio verso l'assegnazione ad un privato abbiamo comunque presentato, come verdi ecologisti e civici la richiesta alla Regione Lazio di assegnazione dell'area proprio per cederla all'Ente Parco del Circeo.
Coordinamento provinciale di Latina verdi ecologisti e civici
ALLA REGIONE LAZIO
DIPARTIMENTO ISTITUZIONALE E TERRITORIO
Direzione Regionale Organizzazione Personale
Demanio e Patrimonio
Area Ottimizzazione dei Beni Demaniali
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7
00145 Roma

oggetto: manifestazione d'interesse per l'affidamento del servizio di gestione ambientale dell'area denominata “Pantani d'Inferno” in Sabaudia (LT)

Visto l'Avviso Pubblico della Regione Lazio del 19 dicembre 2012 per “manifestazione d'interesse per l'affidamento del servizio di gestione ambientale dell'area denominata “Pantani d'Inferno” in Sabaudia (LT)”,
premesso che:
Si notano alcune stranezze e incongruenze:
- l'avviso manca nel Bollettino ufficiale della Regione Lazio;
- l'avviso manca dall'elenco ufficiale degli avvisi della Regione Lazio (vedere http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/archivio_bandi.php?vms=&vmf=&tblId=AVVISI&tblName=Avvisi);
- la data non si legge bene ma sembra 19 dicembre e quindi la scadenza delle proposte è fissati in 10 giorni dalla pubblicazione, quindi secondo albo pretorio del comune di Sabaudia il 29 dicembre 2012. Ma se non è stato ancora pubblicato dalla Regione Lazio il bando scade comunque o si aspetta la pubblicazione in quello della Regione?
- come mai per l'ennesima volta viene pubblicato un avviso in corrispondenza delle festività e delle ferie quando in genere chi vi potrebbe partecipare o vi potrebbe avere interesse o non è informato o è distratto da altri adempimenti oppure non può partecipare?
- tra l'altro siamo in presenza anche della mancata pubblicazione dei giornali per 2 giorni con riduzione dei notiziari;
- a parte questo alcuni aspetti nell'avviso sembrano mancanti pur essendo rilevanti e necessari: - la destinazione urbanistica del terreno e del sito interessato che dovrebbe essere all'interno dell'area del Parco nazionale del Circeo; - c'è il parere necessario degli enti competenti (comune di Sabaudia, provincia di Latina, Parco Nazionale del Circeo)? - qual'è l'estensione dell'area? - quali sono gli obblighi e gli adempimenti nel caso qualcuno sia interessato? - quali caratteristiche dovrebbe avere chi è interessato a partecipare al bando? quali garanzie anche tecniche ed economiche? 
Pertanto si chiede di sospendere il bando di cui non si comprende l'urgenza e il poco tempo a disposizione, con il chiarimento della legittimità e delle caratteristiche, nonchè con la specifica.

Tuttavia nel caso che comunque l’avviso proceda comunque nonostante quanto sopra rilevato e richiesto
si manifesta il proprio interesse all'affidamento del servizio di gestione ambientale dell'area denominata “Pantani d'Inferno” in Sabaudia (LT).

La presente è da intendersi subordinata alla richiesta di Enti Pubblici aventi specifiche competenze, quali Enti Parco del Circeo e Corpo Forestale dello Stato cui si auspica venga assegnato l’immobile.

ci riserviamo di presentare entro breve tempo, comunque durante la trattativa privata, di specificare il programma degli interventi previsti nel bando che saranno nell'ordine, in forma sintetica:
1)      richiesta ai vari Enti preposti dei permessi e delle modalità di esecuzione delle opere che sarà inoltrata entro 7 giorni dall'assegnazione del servizio, con eventuali integrazioni e aggiornamenti che saranno prodotti entro 7 giorni dalle richieste eventuali degli Enti;
2)      pulizia dei canali di scolo della bonifica e correzione delle livellette in base alle prescrizioni e osservazioni dei vari Enti preposti rispettandone il periodo indicato per l'intervento;
3)      taglio delle ramaglie inferiori degli alberi costituenti la pineta in base alle prescrizioni e osservazioni dei vari Enti preposti rispettandone il periodo indicato per l'intervento;
4)      pulizia della pineta in base alle prescrizioni e osservazioni dei vari Enti preposti rispettandone il periodo indicato per l'intervento;
5)      taglio dei roveti e delimitazione dell'area mediante apposizione staccionata in legno in base alle prescrizioni e osservazioni dei vari Enti preposti rispettandone il periodo indicato per l'intervento.
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.

a proposito dell'approvazione della variante urbanistica di Borgo Montello e della discarica

E' stato imbarazzante a tratti leggere sui giornali o sentire alcuni interventi in consiglio comunale a Latina giovedì e venerdì a proposito della variante urbanistica per la perimestrazione della discarica di Borgo Montello. (nel video le parti finali e il momento della votazione http://verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/12/borgo-montello-variante-discarica.html) Imbarazzante perchè i pochi spettatori alle sedute con molti assenti dell'assise comunale erano per la maggioranza cittadini di Borgo Montello che hanno presentato in 13 le osservazioni e le proposte alla stessa delibera. Anzi erano quasi di più i cittadini che non gli amministratori. Ma se gli amministratori, in particolari quelli del pd che hanno fatto affermazioni fuori luogo frutta della mancanza di conoscenza dei fatti e degli atti per loro stessa ammissione, conoscessero almeno in parte la storia della discarica, i problemi reali dei cittadini e dell'inquinamento anche solo leggendo i giornali eviterebbero tante brutte figure. I cittadini di Borgo Montello se lo aspettavano nessun esponente del pd e dell'opposizione al tavolo tecnico sulla trasparenza degli scavi il 20 settembre, nessun consigliere comunale o esponente politico dei partiti, fatta eccezione per i verdi ecologisti e civici, presenti all'istruttoria pubblica del 26 settembre che poi ha portato alla delibera di ieri. Anzi molti consiglieri hanno chiesto ai cittadini di Borgo Montello: "ma voi cosa chiedete e volete?" Ecco sarebbe bastato leggere gli atti pubblici o semplicementi cercarli sul web (al termine il comunicato seguente all'istruttoria pubblica). E questa ennesima dimostrazione di superficialità e ignoranza preoccupa ulteriormente i cittadini. Ma questo della delibera di variante urbanistica, come avevano scritto cittadini e verdi ecologisti e civici, era solo il primo passo verso giustizia, bonifica e rispetto della legge. Alla fine lo hanno capito pure i consiglieri comunali del pd. Certo tutti hanno dimostrato senso di responsabilità, sarebbe bastato che l'opposizione facesse cadere il numero legale viste le numerose assenze della maggioranza e di tutti coloro che hanno altro a cui pensare rispetto ai problemi del territorio. Certo la delibera è passata all'unanimità. Certo in consiglio comunale mancano rappresentanti non solo del mondo ambientalista ed ecologista e l'assenza era particolarmente evidente ieri e l'altroieri, certo mancano rappresentanti del territorio validi difensori di Borgo Montello, Bainsizza e Le Ferriere ma quella delibera di ieri deve essere l'inizio del percorso che porta alla civiltà, quindi alla differenziata almeno del 65%, del conferimento della restante parte a impianti di trattamento, ma anche ad un diverso approccio culturale, ambientale, sociale e anche economico compreso nella differenziata. E adesso i cittadini si aspettano una strenua opposizione a tutti i progetti e propositi su Borgo Montello di qualsiasi genere diversi dalla bonifica e dal mancato conferimento del tal quale, ma anche la riprese delle attività della ricerca dei fusti tossici, il pagamento delle tasse dovute in seguito alla variante urbanistica e catastale e sopratutto il risarcimento dei danni economici di svalutazione delle proprietà, senza contare quello non monetizzabile del dolore e della riduzione della qualità della vita sopportata anche a causa di cattivi amministratori. Coordinamento provinciale di Latina verdi ecologisti e civici

(Comunicato stampa)
Presentate le osservazioni alla perimetrazione della discarica di Borgo Montello da 13 cittadini e dalla federazione regionale del Lazio dei Verdi. Aderendo all’istruttoria pubblica del 26 settembre (assenti tanto per cambiare la forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione)  del Comune di Latina allo scopo di riempire un vuoto regolamentare, nell'area della discarica con uno strumento di pianificazione urbanistica ,che negli ultimi trent'anni ha portato la discarica ad allargarsi a suon di decreti firmati dalla Regione Lazio e sempre subiti passivamente dal Comune di Latina.
Si ratta secondo il Comune di Latina, la perimetrazione delle aree già adibite a discarica e la realizzazione di ristori per le popolazioni che vivono a ridosso della discarica, nonché la possibilità di usufruire, da parte di queste, di forme di compensazione per le proprietà che hanno subito una forte svalutazione.
Tale variante urbanistica, per il Comune di Latina, pone fine all'allargamento della discarica, prevedendo la compensazione per chi più degli altri ha subito il peso di questa servitù, il recupero e la riutilizzazione per fini pubblici delle aree all'interno delle quali sono ubicati gli impianti. Nelle osservazioni presentate lo scopo principale è di rendere residuale la discarica nel ciclo dei rifiuti, attuando la raccolta differenziata e gli impianti di trattamento degli stessi, dicendo basta al conferimento del tal quale. Il conferimento in discarica di Borgo Montello-Latina deve avvenire in conformità alla normativa UE sui rifiuti (direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 relativa alle discariche di rifiuti) come riportato nella nota della Commissione Europea del 31 maggio 2012, costituendo invece una seria minaccia alla salute umana e all'ambiente.
In seguito al mancato rispetto della normativa europea nelle discariche del Lazio, è arrivata la comunicazione di richiesta di informazioni per valutare l’apertura della procedura di infrazione verso la Regione Lazio e di conseguenza verso gli enti locali responsabili (provincia e comuni).Le indagini dell'ARPA  nel periodo d'indagine luglio 2005-luglio 2006 hanno rivelato un significativo inquinamento e contaminazione delle falda acquifera dell'intero corpo discarica. Il commissario straordinario ARPA Lazio dott. Carrubba ha confermato dinnanzi la Commissione Legalità della Regione Lazio il 17 luglio 2012. "Noi a Borgo Montello abbiamo l'inquinamento ambientale,e non lo diciamo adesso, l'Arpa lo dice dal 2005" e ancora " Borgo Montello quindi è un sito inquinato,su questo non ci piove". A questo punto le osservazioni tecniche e urbanistiche:
a)     Ogni nuovo progetto dovrà farsi carico del risanamento ambientale (aria, acqua, suolo, falde) dell’inquinamento accertato e dichiarato dall’ArpaLazio regionale; La variante urbanistica dovrà altresì fare riferimento alle norme regionali in materia di risanamento di aria, acqua e suolo;
b)    Ogni progetto dovrà essere preceduto dall’indagine epidemiologica e dall’analisi di indagini epidemiologiche in aree simili e degradate;
c)     Togliere dalla perimetrazione delle aree della discarica quelle che comprendono impianti non previsti dalla normativa europea e dal piano regionale dei rifiuti. Nel particolare che vengano tolti impianti di incenerimento rifiuti e di produzione di energia elettrica con biomasse.
d)    Che vengano inserite le norme per miglioramento ambientale e paesaggistico quali: posa a dimora di essenze di alto fusto per l’intero perimetro per almeno una fascia di m 30 verso tutti i confini; realizzazione di impianti di abbattimento degli odori; realizzazioni di stazioni fisse di monitoraggio delle emissioni in atmosfera, odori, di pozzi piezometrici per l’analisi continua dell’acqua;
e)     Che siano completate le opere di urbanizzazioni in tutte le aree e le strade per un raggio di almeno 2 km dai confini delle aree perimetrate dal comune di Latina con acquedotto pubblico e con fognatura pubblica;
f)      Che sia collegato alla perimetrazione urbanistica il piano del traffico consentito solo ai mezzi dei residenti, ai mezzi agricoli, di trasporto ai servizi dei residenti oltre a quelli a servizio della discarica con impianto di video sorveglianza sulle varie strade di accesso;
g)     Che anche per gli impianti non soggetti alla Direttiva Seveso sia redatto il piano di emergenza esterno, che la popolazione sia informata sui rischi sanitari, in materia di sicurezza sul lavoro con impatto all’esterno, che venga redatto il piano di evacuazione in caso di emissioni fuori norma anche odorigene;
h)    Che venga adottata la variante urbanistica per la presenza di impianto soggetti alla Direttiva Seveso con obbligo per tutti i nuovi impianti di dimostrare che non viene aumentato il livello di rischio;
i)       La variante urbanistica dovrà essere conforme al PTPR della Regione Lazio e lo dovrà recepire (vedere tavole “A sistemi ed ambiti paesaggio”, “B beni paesaggistici” e  “C beni dei patrimoni naturale e culturale”);
j)       Si chiede che il Sindaco di Latina emetta il parere ai sensi degli art. 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 compreso nel testo unico delle leggi sanitarie.

il cittadino onorario Clini premia Latina con i rifiuti di Roma?

Nell'intento del sindaco di Latina Di Giorgi la cittadinanza onoraria al sempre più discusso ministro all"ambiente" Clini doveva forse portare risorse e lustro al capoluogo della provincia pontina. Per adesso "risorse e lustro" dovrebbero diventare i rifiuti di Roma. Almeno stando a quanto riportano notiziari e articoli (ne citiamo uno ma sul web si trova di tutto Discarica, il ministro  Clini  "I rifiuti di Roma in tutto il Lazio"

Discarica, il ministro Clini
"I rifiuti di Roma in tutto il Lazio"

Bloccata nella notte Malagrotta

: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/12/29/news/il_ministro_clini_pronto_il_decreto_continua_la_protesta_bloccata_malagrotta-49601829/)
. E per la "politica" pontina sempre supina verso Roma per chiedere una nomina, un incarico o una candidatura è l'ennesima servitù. D'altronde Latina è stata per anni commissariata proprio sul tema dei rifiuti ed si addirittura opposta al piano regionale per i rifiuti (unico caso al mondo) non per avere un servizio migliore, meno disagi e inquinamento ma per averne di più: con l'inceneritore arriverebbe la diossina, varie emissioni cancerogene. Valga per tutti la situazione di Brescia là dove c'è l'inceneritore "premiato" da tutti coloro che amano incenerire e avvelenare http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/11/brescia-la-bomba-ecologica-che-tutti-ignorano/442596/. Tornando a Latina ecco "risorse e lustro" che verranno portate dal cittadino onorario: i rifiuti di Roma. Come se Borgo Montello non fosse in piena emergenza, come se non ci fosse il processo per inquinamento delle falde riconosciuto da tutti, imputati compresi, come se l'ArpaLazio non avesse certificato inquinamento diffuso dal 2005, come se la malavita non fosse già presente da decenni, come se non ci fossero i fusti tossici e forse i rifiuti radioattivi, come se l'autorizzazione alle 2 aziende che gestiscono le discariche non fossero scadute ad aprile. La prossima volta non chiamiamo esperti da fuori provincia per avere idee brillanti siamo capaci a farci parecchio male da soli. Coordinamento provinciale di Latina verdi ecologisti e civici

Dal silenzio alla legge ‘Salva-Ilva’. Il 2012 terribile di Taranto, tra lavoro e malattia

Dalle perizie alla manifestazione degli operai pagata dai Riva. Fino agli arresti, alla nuova Aia e al provvedimento del governo Monti che di fatto annulla i provvedimenti giudiziari. Per la città è stato un anno vissuto sul crinale tra il diritto a lavorare e quello alla salute. E all'orizzonte non si vedono soluzioni per il 2013

Dal silenzio alla legge ‘Salva-Ilva’. Il 2012 terribile di Taranto, tra lavoro e malattia
“Siamo fiduciosi che ora in Italia vi sia una nuova strada, una scelta politica capace di coniugare i valori fondamentali della nostra società”. La famiglia Riva, proprietaria dell’Ilva di Taranto, ha commentato così qualche giorni fa la conversione in legge del decreto “salva-Ilva”. Si è chiuso così l’anno orribile della fabbrica e della famiglia Riva. Le accuse di associazione a delinquere finalizzate al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro e corruzione in atti giudiziari hanno costretto il vecchio Emilio e suo figlio Nicola agli arresti domiciliari dal 26 luglio e un altro figlio, Fabio, a darsi alla latitanza all’estero per evitare il carcere.
Ma il 2012, in realtà, ha colpito e scosso la città di Taranto: dopo decenni di torpore e indifferenza, il 15 dicembre oltre quindicimila persone sono scese in piazza per dire “no all’inquinamento” e schierarsi al fianco dei magistrati dopo che il provvedimento voluto dal ministro dell’ambiente Corrado Clini ha, di fatto, annullato gli atti dell’autorità giudiziaria. Ma come si è arrivati a questo punto? I “dodici mesi di acciaio” cominciano il 10 gennaio 2012 quando prende il via il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. Il gran circo mediatico di Avetrana torna nel capoluogo ionico e gli ambientalisti ne approfittano per lanciare un appello: “Sulla morte di Sarah avete speculato, ma del nostro inquinamento non avete mai parlato”.
LE PERIZIE - Nei primi giorni di febbraio, però, la vicenda comincia a manifestare tutta la sua drammaticità. Nella perizia ambientale disposta dal gip Patrizia Todisco gli esperti raccontano che dallo stabilimento Ilva di Taranto si diffondono sostanze pericolose che generano malattia e morte: dal parco minerali, ogni anno, 668 tonnellate di polveri volano verso il vicino quartiere Tamburi. Pochi giorni dopo il procuratore Franco Sebastio scrive una lettera al ministro Clini chiedendo quali provvedimenti intenda prendere per risolvere l’allarmante situazione ambientale. Il ministro decide di riesaminare l’autorizzazione integrata ambientale concessa solo pochi mesi prima dall’ex ministro Stefania Prestigiacomo. Il 17 febbraio il tribunale di Taranto è pacificamente assediato da centinaia di ambientalisti e giovani. Qualche settimana dopo la situazione esplode. La seconda perizia epidemiologica spiega che a Taranto tra il 2004 e il 2010 vi sarebbero stati mediamente 83 morti all’anno attribuibili ai superamenti di polveri sottili nell’aria, mentre i ricoveri per cause cardio-respiratorie ammonterebbero a 648 all’anno. La media dei decessi sale però fino a 91 se si prendono in considerazione i quartieri Tamburi e Borgo. Il quadro peggiore riguarda gli operai che presentano eccessi di mortalità per tumore che in alcuni casi sono del 133%. L’azienda dei Riva finisce al centro di una bufera mediatica che i “sistemi di controllo” utilizzati fino a quel momento non riescono più a limitare. L’Ilva decide così di dare una prova muscolare e il 30 marzo, con la promessa ai dipendenti del pagamento della giornata di lavoro, porta in strada ottomila operai nonostante il “no” dei sindacati.
IL SEQUESTRO E I PRIMI ARRESTI - Passano mesi che segnano nettamente la lacerazione tra chi sostiene il diritto alla salute e chi difende il posto di lavoro. All’Ilva, però, qualcuno comprende che la mannaia della giustizia sta per abbattersi: il 10 luglio si dimettono Nicola Riva, presidente del cda, e Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento. Il nuovo presidente del cda Ilva è Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano. Il tentativo di evitare le misure cautelari però è vano: il 26 luglio i carabinieri del Noe di Lecce al comando del maggiore Nicola Candido notificano gli arresti domiciliari per Emilio e Nicola Riva e Luigi Capogrosso. Tutta l’Italia comincia a parlare di “salute e lavoro a Taranto”. Sei reparti dell’area a caldo vengono sequestrati senza facoltà d’uso. Gli operai bloccano per tre giorni la città. Il ministero dell’Ambiente, parte lesa nel procedimento, chiede un immediato riesame per la ripresa della produzione. Nel suo decreto il gip Todisco scrive che “non un altro bambino, non un altro abitante di questa sfortunata città, non un altro lavoratore dell’Ilva, abbia ancora ad ammalarsi o a morire o ad essere comunque esposto a tali pericoli, a causa delle emissioni tossiche del siderurgico”.
SENTIERI: A TARANTO SI MUORE DI PIU’, MA IL MINISTERO CONCEDE L’AIA - Il 22 ottobre il ministro della Salute Renato Balduzzi arriva a Taranto per presentare il quadro sanitario nel capoluogo ionico. Secondo i dati, per le donne si registra un incremento di tutti i tumori del 30%, mentre per i bambini crescono le malattie nel primo anno di vita. Per gli uomini si nota una crescita del 14% per tutti i tumori. Intanto i custodi giudiziari dell’Ilva hanno già imposto una serie di misure per diminuire le emissioni e disporre lo spegnimento degli impianti. Contro di loro inizia il fuoco incrociato prima di Bruno Ferrante, che il riesame ha nominato quarto custode giudiziario, e poi del presidente della commissione Aia, Carla Sepe. Il 27 ottobre, nonostante il dissenso dei custodi e dell’Arpa Puglia, il ministro Clini concederà l’autorizzazione integrata ambientale all’Ilva.
AMBIENTE SVENDUTO: I NUOVI ARRESTI - Il nuovo terremoto legato all’inchiesta della Guardia di finanza arriva il 26 novembre. Dalle indagini delle fiamme gialle guidate dal capitano Giuseppe Dinoi nasce la nuova ordinanza che sequestra i prodotti finiti dell’Ilva come corpo del reato e porta agli arresti Archinà, l’ex direttore Capogrosso e Fabio Riva. L’ex vice presidente del Gruppo Riva, però, non è in Italia quando la Guardia di finanza bussa a casa sua. Oggi è ancora latitante. Alla base dell’ordinanza le migliaia di telefonate di Archinà che parla al telefono con tutti: parlamentari, amministratori locali, dirigenti di ogni livello e anche giornalisti. Come il sindaco Ippazio Stefàno che in piena emergenza Benzo(a)pirene chiama l’ex consulente Ilva per chiedere “come dobbiamo muoverci noi?” oppure il parlamentare del Pd Ludovico Vico a cui Archinà invia una proposta di legge per depenalizzare l’unico reato per cui l’Ilva è sempre stata condannata o la richiesta di fare la guerra al compagno di partito Roberto Della Seta perché promotore di un’iniziativa contro l’Ilva. Ancora. C’è Michele Mascellaro, direttore di “Tarantosera” a cui Archinà “esprime apprezzamento – scrive il giudice – per la campagna di stampa, e il direttore che risponde in un modo che bene illustra i rapporti tra i due. Dice infatti ‘….che mi tieni a fare a me?’. Mascellaro attesta dunque – prosegue il gip Todisco – con le sue stesse parole, di concepire la sua professione come attività al servizio degli interessi di Archinà – e quindi dell’Ilva”.
LA LEGGE “SALVA-ILVA” E LO SCONTRO ISTITUZIONALE - Quando il Governo si accorge che non basta l’Aia per dissuadere la magistratura, decide di usare le maniere forti. Vara un decreto legge che permette all’Ilva di riprendere la produzione in attesa di realizzare quanto previsto nell’Aia. Non solo. Dopo il rifiuto della magistratura di dissequestrare i prodotti perché “le legge non è retroattiva”, Clini modifica il provvedimento in modo da permettere all’Ilva di vendere anche quelli sequestrati. Il parlamento lo converte in legge il 20 dicembre, cinque giorni dopo la più grande manifestazione vista nel capoluogo ionico. “Taranto libera” cantavano quindicimila tarantini: bambini, operai, ambientalisti uniti dalla volontà di difendere la vita e la costituzione. Ma l’interesse nazionale e la difesa della produzione dell’Ilva prevalgono. La partita, però, non è chiusa. Il 2013 si riaprirà con il ricorso presentato contro il decreto del governo dalla procura di Taranto, che solleva davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.